Manu Chao – Acieloaperto – 9 settembre 2021

Manu Chao – Acieloaperto – 9 settembre 2021
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Ultima data di Acieloaperto (Cesena) con il concerto acustico di Manu Chao: “El Chapulin Solo”

Manu Chao, dall’esordio con il suo gruppo i Mano Negra, non ha mai smesso di suonare, né di lottare. Nato da genitori spagnoli, stabiliti in Francia per scampare alla dittatura fascista del generale Francisco Franco, Manu Chao la fuga ce l’ha nel sangue. Così come la difesa dei diritti umani. Non a caso la sua musica, dal celebre concerto del 2001 al G8 di Genova organizzato dal Genova Social Forum, diventò simbolo della lotta anti-globalista.

“El Chapulin Solo” a Cesena

Questa estate, a vent’anni da quell’evento, Manu Chao sta girando l’Italia con il suo tour acustico: “El Chapulin Solo“. La tappa di Cesena, a chiusura della rassegna Acieloaperto, è andata rapidamente sold out.

Quando sale sul palco, accompagnato dal chitarrista argentino Luciano Falico e dal percussionista uruguaiano Mauro Mancebo, il suo naturale carisma conquista rapidamente il pubblico. Nonostante abbia da poco compiuto sessant’anni, il suo spirito è quello battagliero di fine anni Novanta.

Un pezzo dopo l’altro, invita il pubblico a cantare insieme. “Cesena, non ti sento” sarà il suo invito a partecipare alla festa. Alcuni brani diventano lunghissimi, con i ritornelli ripetuti decine di volte. Il pubblico applaude le mani a tempo. I ritornelli martellanti sono proprio una delle caratteristiche della sua musica, l’aspetto più radiofonico.

La poetica di Manu Chao

Le sue canzoni parlano d’amore e immigrazione, di vita nei sobborghi del mondo. La sua poetica nasce dai frequenti viaggi in America Latina e in Africa. Nei suoi pezzi parla in spagnolo, francese, portoghese, spesso mescolando più lingue insieme.

Nella setlist di questa serata alla Rocca Malatestiana di Cesena ci sono tutti i brani più famosi come “Bienvenida a Tijuana“, “Bongo Bong“, “Clandestino” o “Me gustas Tu“. Non mancano nemmeno “Como que no“, “Mala vida” e altri successi come “Me llaman Calle“.

La Vida Tombola”, dedicata a Diego Armando Maradona, è l’occasione per esprimere il suo dissenso verso i mondiali di calcio in Qatar: “Viva il calcio di tutti, quello dei quartieri!“, urla dal palco.

Il pubblico della Rocca Malatestiana di Cesena

L’atmosfera è calda e il pubblico fatica a rimanere seduto. In fondo alla platea si forma un gruppo di persone con le bandiere del “Movimiento 26 de Julio“, così chiamato dalla data dell’attacco alla caserma Moncada a Santiago di Cuba nel 1953, uno degli episodi più significativi della Rivoluzione cubana.

Sono in piedi e si avvicinano sempre di più al mixer. I ragazzi della sicurezza fanno un cordone di fronte a loro, cercando di mantenere l’ordine, ma l’entusiasmo è incontenibile. Durante la seconda metà del concerto il pubblico è quasi completamente in piedi, di fronte al palco, sventolando le bandiere.

Dopo due ore si perde il conto dei bis (che diventano tris o quater). Quando il concerto finisce, dopo una serie interminabile di “Cesena canta un’ultima volta con me“, Manu Chao rimane sul palco con lo stesso entusiasmo di quando ci è salito. Potrebbe continuare la festa fino a notte fonda, ma si accendono le luci.

Manu Chao ha cantato e suonato vivendo pienamente il presente, ricordandoci che “la vida es una tombola” e nessuno può dire cosa accadrà domani.

a cura di
Daniela Fabbri

foto di
Emmanuele Olivi

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Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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