“Parlami di te” è la dedica all’ascolto di Sonia Fasulo

“Parlami di te” è la dedica all’ascolto di Sonia Fasulo
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“Parlami di te” è il titolo del primo libro di Sonia Fasulo, scrittrice di Termoli con la passione, oltre che per la scrittura, per la cucina e la meditazione. È stata proprio quest’ultima a farle capire che uno dei desideri che gridava più forte degli altri era proprio quello di scrivere il suo primo libro. E così nel luglio del 2020, edito per Golem, Sonia pubblica “Parlami di te”: un romanzo che racconta di una trasformazione, della crescita della protagonista Eleonora.

Il lato interessante però sta nell’attenzione che la scrittrice rivolge ai cinque sensi, in “Parlami di te” è l’udito, o meglio, l’ascolto ad essere messo al centro; perché del resto, di tutto ciò che ci arriva all’orecchio, quanto ci resta davvero dentro?

Noi ne abbiamo parlato direttamente con l’autrice Sonia Fasulo nell’intervista che ha rilasciato a noi di The Soundchek!

Ciao Sonia, “Parlami di te” è il tuo primo libro, edito da Golem, ti va di raccontarcene in breve?

Ciao a tutti, “Parlami di Te” è la storia di Eleonora, detta Elly. Un racconto tratto passo per passo da una sorta di diario scritto da lei. Adolescente alle prese con un rapporto familiare abbastanza complicato: una sorella minora completamente diversa da lei, una madre silenziosa ed un padre pungente. A darle forza le sue tre amiche: Letizia, Barbara e Laura che l’accompagneranno nel lungo viaggio che la porterà da 19enne trascurata ed insicura ad una donna realizzata.

Una vera trasformazione quella che potrete leggere nel libro che accomuna tantissime ragazze, un’evoluzione fisica, ma anche interiore. Attraverso avventure, tradimenti, gelosie ed incomprensioni toccherà il fondo e da lì capirà tante cose. Ovviamente, fondamentale è l’amore; Eleonora incontrerà Shane e Stefano, due uomini importanti per lei che la faranno innamorare e crescere allo stesso tempo. Vorrei lasciare un messaggio ai lettori che vorranno leggere “Parlami di te”, ovvero l’importanza dell’ascolto. Spesso ci troviamo a ‘sentire’ le persone, ma quanto davvero ascoltiamo quello che ci viene detto? Ecco perché il titola è “Parlami di te”.

Nella creazione dei tre personaggi femminili hai inserito qualche traccia della tua personalità?

Sicuramente Elly mi somiglia per molti versi. Anche io ho fatto una vera e propria trasformazione partita dal 2019 quando ho deciso di trasformare la mia vita. Prima ho cambiato il mio essere, le mie insicurezze, le mie paure, poi ho trasformato il mio aspetto. Ho preferito lasciare andare tante cose che non facevano per me (persone e cose) e mi sono dedicata alla mia crescita. Cristiana come Barbara, calcolatrice come Laura ho lasciato a Letizia tutta la perfezione che oggi si cerca nelle amicizie. Sono una delle poche persone che possono vantare il privilegio di aver avuto amicizie forti e durature nella vita.

Qual è stato il motore che ti ha dato la spinta per scrivere e pubblicare il tuo primo libro?

Ho sempre amato scrivere. Quando dovevo dire qualcosa alle mie prime amiche scrivevo lettere. Avevo un quaderno- libro ai tempi dell’Università dove scrivevo ciò che mi accadeva a due miei cari amici e loro facevano lo stesso; lo abbiamo condiviso tra Termoli e Campobasso per circa due anni. È strabiliante quando lo riapri dopo 15 anni e ne leggi l’essenza dentro. Ma avevo sempre avuto un desiderio: scrivere un libro che portasse il mio nome, i miei pensieri, che lasciasse qualcosa dentro al lettore, che fosse uno di quei libri che un giorno guardandolo ti scappa un sorriso. Per anni ho iniziato e lasciato, fatte bozze e cambiato la trama finché mio padre mi disse: “Se vuoi farlo, perché non lo fai? Tipo ora, potresti iniziare ora”. E così spronata dal suo consiglio iniziai a scrivere.

La storia mi era venuta davanti agli occhi come un’immagine ben precisa, chiara e mentre scrivevo i personaggi prendevano vita. Era diventato così appassionante ritrovarmi in quella realtà tanto che ho impiegato solo un mese! Poi la inviai a diverse case editrici; alcune hanno risposto anche in modo celere, ma ero incantata dalla casa editrice Golem ed ho aspettato la loro e-mail. Devo essere sincera: credevo di aver scritto una cretinata di immane proporzione (e in fondo lo credo tutt’ora) ed invece a qualcuno è piaciuto. Certo è il mio primo libro e devo ancora crescere molto nel campo della scrittura, ma questo libro ha davvero una parte di me importante; in fondo è il mio primo amore.

In che modo ti sei avvicinata alla scrittura (non solo come modo per esprimere ciò che hai dentro)?

La scrittura è sempre stata la mia grande passione. Incapace totalmente di disegnare, dipingere o qualsiasi cosa c’entri con l’arte mi sono rifugiata in una delle cose che mi riusciva naturale: scrivere. A scuola, alle elementari la mia insegnate mi disse: “Sonia mia scrivi, scrivi e non smettere mai” tutto per un racconto fatto dove descrivevo in maniera fantasiosa la mia estate. Mentre la matematica è andata in secondo piano, l’italiano e la scrittura si sono fatti sempre più spazio nella mia vita.

Dopo gli studi e lavori di segreteria ho incontrato il mondo del giornalismo. Ho scritto per diverse testate cartacee ed online per molti anni, poi la vita mi ha allontanato da questo mondo, ma ho iniziato senza mai finire almeno cinque libri tutti diversi tra loro. Uno anche di fantascienza. Quando ho ripreso in mano la mia vita grazie alla meditazione avevo ancora due cose da fare: 1) scrivere libri, 2) Finire l’Università. Ora la prima l’abbiamo iniziata, la seconda è in cantiere. E questo è uno spoiler.

“Parlami di te” può essere considerato come una narrazione a sé stante o ci sarà un seguito?

Parlami di te è l’inizio di una trilogia. Il secondo lo sto già scrivendo, il terzo è abbozzato in uno delle mie mille agende sparse per casa. Se nel primo vi ho parlato dell’importanza dell’ascolto, nel secondo e nel terzo tratterò altri punti importanti. Vi annuncio che nel secondo oltre alla vista chiederò anche l’utilizzo dell’udito… mi piacerebbe che alla fine dei tre libri il lettore possa avere una vera crescita personale o almeno un ricordo piacevole di un momento trascorso con il libro fra le mani. Dopo la trilogia un po’ piccantina di “Parlami di te” scriverò ancora, magari riprenderò uno dei tanti libri dimenticati nei block notes per completarli e vederli di nuovo alla portata di tutti.

a cura di
Ilaria Rapa

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