Lawrence Ferlinghetti, il turista delle rivoluzioni

Lawrence Ferlinghetti, il turista delle rivoluzioni
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E quando morirò senza far rumore, mi unirò di sicuro all’underground eterno

Se sei passato per la città di San Francisco, per piacere o per altra occasione, di certo ti sarai soffermato nell’iconica City Lights Bookstore fondata nel 1953 dal celebre Lawrence Ferlinghetti, insieme all’amico Peter Martin.

Per descrivere chi fosse questo poeta, scomparso lo scorso 22 febbraio a San Francisco, credo basti leggere le sue poesie. Una vetrina trasparente sulla vita e i suoi anni passati amando, scrivendo e pubblicando libri, con lo stesso spirito libero di un viaggiatore nel suo andare e scoprire con curiosità il mondo.

La City Lights si trova ad un incrocio di Columbus Avenue fra la China Town nella parte sud e una faccia dell’America “bianca” nella parte nord, quasi a simboleggiare la neutralità culturale dei testi e le diverse influenze delle parole e dei pensieri scritti nei libri pubblicati, e ospitati, sui suoi scaffali.

Chi era Lawrence Ferlinghetti?

Questo artista acquisisce la sua indipendenza culturale nascendo dalla madre di origini francesi, ebree sefardite e portoghesi, e dall’italiano Carlo Ferlinghetti, originario di Brescia. In seguito alla morte del padre, prima della nascita, e alla chiusura della madre in manicomio, crescerà con la zia materna Emily a Strasburgo, facendo del francese la sua seconda lingua.

Una volta fatto ritorno negli USA, riuscirà a studiare giornalismo, proseguendo la sua carriera accademica presso l’Università della Carolina del Nord. Durante questi anni Lawrence comincia a formare la sua strada verso la scrittura, e tutto ciò che con essa si può tramandare.

La svolta verso il pacifismo

Successivamente, nel 1941, si arruola nella Marina Militare e diviene testimone del terribile evento di Nagasaki. In seguito alla desolazione che tutto ciò portò alla popolazione locale e a tutto il mondo, si formò in Ferlinghetti la convinzione di voler perseguire la coscienza del pacifismo.

Dopo il periodo bellico si iscrisse alla Sorbona di Parigi. In questi anni conobbe il poeta Kenneth Rexroth che lo convinse a ritornare in patria, questa volta a San Francisco, per vivere la nuova rivoluzione letteraria del momento.

L’editore della Beat Generation

Ferlinghetti viene ricordato come l’editore della Beat Generation, in quanto partecipe di un incrociarsi di scrittori e poeti del calibro di Allen Ginsberg, Charles Bukowski e Jack Kerouac. Nonostante la “qualifica”, Lawrence non si considerava propriamente come parte del movimento. Al contrario si attribuiva il ruolo di mero osservatore e poeta partecipe nell’aver accolto le idee e i pensieri di questi artisti irriverenti, tramite la pubblicazione dei loro libri.

Di fatto la generazione Beat degli anni ’50 vedeva scrittori e artisti che mettevano in dubbio il conformismo e la disuguaglianza della società americana del tempo, trovando in San Francisco la culla di questa trasformazione culturale.

Nonostante non facesse parte, né si fosse mai unito, a nessuna azione in particolare, sapeva di non poter stare fermo a guardare senza prendere una posizione. Per questo motivo Ferlinghetti è stato una fondamentale memoria storica del periodo della Beat Generation.

City Lights ed i pocket book

La sua libreria nella downtown di San Francisco, è ancora oggi attiva e brulicante di turisti e artisti in cerca di ispirazioni libere, nuove e non convenzionali (nello spirito di Lawrence e tutti gli artisti dei libri che ne ospita).

Infatti, sin dai primi anni la libreria si distinse come prima per la sua innovativa idea di voler pubblicare i libri in forma di pocket book, ovvero stampati in formato economico e tascabile. Quest’idea riprendeva le modalità già in uso nell’illuminata Parigi del tempo, promuovendo così anche negli USA una cultural disruption del nuovo modo di divulgare i libri.

Inoltre, City Lights si distinse per essere la prima libreria a specializzarsi in materie come la poesia, la politica e soprattutto a vendere riviste autoprodotte di ogni tipo. Oltre a ciò fu anche la prima dedicare una sezione alle pubblicazioni gay e lesbiche.

Le pubblicazioni di Ferlinghetti

Tra le pubblicazioni più note possiamo ricordare il poema del 1956 Howl (Urlo), di Allen Ginsberg, nella collana che raccoglie poeti emergenti City Lights Pocket Poets Series.

Per questo motivo Lawrence affrontò un processo per pubblicazione di testo osceno. Questo sarà uno dei casi più noti per la formazione di temi costituzionali di libertà di stampa e pubblicazione degli Stati Uniti.

Nelle sue innumerevoli raccolte, cominciando da A Coney Island of the Mind(1958), a Poetry as Insurgent Art (2005), fino alla più recente antologia Ferlinghetti’s Greatest Poems (2017), uno dei grandi temi-guida è quello della memoria del viaggio.

Il tema del viaggio

Memore degli accadimenti della sua vita, Lawrence sente il viaggiare come una mera scoperta di sé, come un’introspezione dentro le verità e le tradizioni più recondite di ogni luogo.

Le scoperte delle sue radici familiari, le università frequentate, gli artisti incontrati fanno di Ferlinghetti un viaggiatore e raccoglitore di esperienze. Le modalità con le quali il viaggiatore è continuo osservatore del mondo che lo circonda, non lo portano ad essere primo protagonista delle rivoluzioni del momento. Ciò che è certo, invece, è che Ferlinghetti non rimane ignavo di fronte agli avvenimenti politici e sociali del momento. Seguendo gli insegnamenti del buon Dante Alighieri nel suo Inferno, Ferlinghetti decise di raccontare e pubblicare le idee e pensieri come libera espressione dell’essere umano in lotta contro le disuguaglianze.

Chi è un poeta?

In una delle ultime interviste realizzate all’alba dei suoi quasi 100 anni, alla domanda “che cosa è un poeta oggi?”, lui risponde che il poeta è la figura di un guerriero senza tempo che in modo del tutto pacifico lotta contro lo status quo del momento.

Se visiterete San Francisco, non dimenticatevi di passare nella libreria City Lights, crocevia di storie, idee e pensieri rivoluzionari di chi nella vita crede che le piccole cose, quelle vere e soprattutto libere, compongo il mondo meraviglioso nel quale viviamo.

Grazie Lawrence.

a cura di
Francesca Bandieri

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