“Renegades: Born in the USA”: il podcast di Obama e Springsteen è online su Spotify

“Renegades: Born in the USA”: il podcast di Obama e Springsteen è online su Spotify
Condividi su

L’ex presidente Barack Obama e Bruce Springsteen sono i protagonisti di un podcast pubblicato da Spotify: “Renegades: Born in the USA“. Saranno in totale otto puntate, una a settimana, con le prime due già disponibili.

Obama e Springsteen sono icone liberali e in “Renegades” parlano di vari temi, come la questione razziale, il rapporto con il padre e le divisioni che persistono nella società americana.

Lo spettacolo è prodotto da Higher Ground Productions, la società fondata da Obama e sua moglie, Michelle e rappresenta per Spotify, che ha dato una grande spinta ai podcast negli ultimi due anni, l’occasione per attrarre ascoltatori più adulti. Infatti, i nuovi ascoltatori di podcast su Spotify sono soprattutto under 30 e donne.

L’amicizia tra Obama e Springsteen

L’ex presidente e Springsteen si sono incontrati durante la campagna elettorale del 2008 e negli anni hanno coltivato una fraterna amicizia. Questa serie di conversazioni si sono tenute nello studio domestico di Springsteen, in New Jersey, da luglio a dicembre scorso. Conversazioni che Obama e Springsteen hanno avuto tante volte, come raccontano nelle prime puntate già pubblicate, aggiungendo per questa occasione un terzo partecipante alle conversazioni: il microfono.

Come siamo arrivati qui? Come possiamo ritrovare la strada per una storia americana più unificante? Questo argomento è stato dominante in tantissime mie conversazioni l’anno scorso – con Michelle, con le mie figlie e con gli amici. E uno degli amici era il signor Bruce Springsteen. In superficie, io e Bruce non abbiamo molto in comune“, spiega l’ex presidente Obama “lui è un ragazzo bianco di una piccola città nel Jersey, mentre io sono un ragazzo nero di razza mista nato alle Hawaii con un’infanzia che mi ha portato in giro per il mondo. Lui è un’icona del rock’n’roll, io un avvocato e un politico, non così cool“.

La via di mezzo

Sebbene lo spettacolo sia descritto come un tentativo di comprendere le divisioni nella società americana e di cercare soluzioni, la conversazione tra Obama e Springsteen mescola il personale e il sociale, evitando di parlare direttamente di politica.

Obama dice poco anche del suo successore, l’ex presidente Donald Trump. Ma la sua visione dell’uomo che ha preso il suo posto, e dello stato del Paese, è chiara fin dalle prime parole di Obama, che pone l’accento sul 2020, descrivendolo come un momento di ansia e conflitto in America.

Per tre anni ho dovuto assistere a un successore presidenziale che era diametralmente opposto a tutto ciò in cui credevo“, dice Obama. “E ho assistito a un paese che sembrava diventare sempre più arrabbiato e diviso ogni giorno che passava“.

La spinta per una via di mezzo a volte è stata spesso motivo di attacco verso Obama, durante la sua presidenza. Questa stessa critica è stata anche rivolta a Springsteen, in occasione dello spot Jeep andato in onda durante il Super Bowl. La pubblicità mostrava il Boss di fronte alla famosa Cappella a Lebanon, nel Kansas, il punto esatto nel mezzo del Paese. Lo spot era accompagnato dalle parole “abbiamo bisogno di quella via di mezzo“, un invito agli Stati Uniti del dopo-Trump per ritrovare il punto di unione, in forte contrasto con l’iper-partigianeria del momento appena trascorso e non ancora terminato.

La fiducia nell’ideale americano

Nelle puntate del podcast si parla poi di integrazione, di questione razziale, e del concetto secondo cui la ricchezza americana in parte costruita sulla fatica non retribuita dei neri ridotti in schiavitù, debba essere risarcita. “Renegades” è una discussione personale tra due amici che esplorano il proprio passato, ma soprattutto che amano il proprio il paese, interrogandosi su come dovrebbe andare avanti.

Quello che abbiamo scoperto durante queste conversazioni è che condividiamo ancora una convinzione fondamentale nell’ideale americano. Non come una finzione aerografata a buon mercato o come un atto di nostalgia che ignora tutti i modi in cui non siamo riusciti a raggiungere quell’ideale, ma come bussola per il duro lavoro che si trova davanti a ciascuno di noi come cittadini per rendere questo luogo e il mondo più uguali, più giusti e più gratuiti“.

Qui trovate le puntate del Podcast

a cura di
Daniela Fabbri

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – La maledizione del bambino
LEGGI ANCHE – Cosa fa un miliardario quando si ritira: i progetti filantropici di Bezos e gli altri
Condividi su
Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *