Erbe Officinali: “Vi offriamo un rimedio all’ansia”

Erbe Officinali: “Vi offriamo un rimedio all’ansia”
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Le Erbe Officinali sono una band emergente del nuovo panorama indie pop italiano. Il progetto prende vita grazie alle idee di Daniel Riggione e Riccardo Fabris, la loro musica è figlia dell’incontro tra il cantautorato italiano e la sperimentazione più indipendente e moderna.

Il 20 aprile 2018 rilasciano il loro primo disco Sospesi in versione fisica e digitale, che supererà in soli 8 mesi i 200.000 ascolti solo su Spotify.

Ad anticipare il prossimo album, nell’ultimo anno rilasciano i singoli Schiena, Isola e Un altro mondo, che totalizzano ad oggi più di 500.000 ascolti complessivi su Spotify. Nel mese di dicembre 2019 Un altro mondo è in 27esima posizione tra i 50 brani più ascoltati su Spotify (Viral 50).

Il 2020 si apre per loro con l’ingresso nell’etichetta di Davide Maggioni, Matilde Dischi, e la pubblicazione di Calendario, il loro nuovo singolo.

Partiamo dal nome che avete scelto per la vostra band, perché le Erbe Officinali?

D.- Quando ci siamo incontrati io e Riccardo, abbiamo subito notato che tra le cose in comune c’era una certa tendenza all’ansia e all’ipocondria, ed entrambi, per fronteggiare questi malumori in maniera naturale eravamo soliti far uso di rimedi naturali, a base proprio di erbe officinali. Scegliere il nome della band a quel punto per noi risultò davvero semplice.

“Calendario” è il titolo del vostro nuovo singolo, un brano che segna il vostro ritorno sulle scene. Sembra quasi una fotografia degli anni ’80, cosa volevate trasmettere?

D.- Calendario è un tuffo in un’altra dimensione. Abbiamo deciso di utilizzare un nuovo sound più corposo, caldo e dalle ritmiche più frizzanti. Il brano parla dell’età che avanza, la routine che cambia, ma è un inno a combattere “tutte le cose che non ci va di fare più”, un inno che esplode appunto in un ritornello che esorcizza questi elementi e sprona a dare sempre il meglio di se, nonostante tutto.

Dal 2017 non vi siete più fermati, quali cose sono cambiate in questi anni e quali invece sono rimaste le stesse?

D.- Dopo il primo album abbiamo deciso di continuare ad esplorare nuove sonorità, nuovi approcci     alla musica, c’è stato un continuo tentativo di evoluzione. Sicuramente abbiamo conservato la genuinità delle tematiche trattate, mentre invece abbiamo mutato il sound e l’approccio alla produzione in generale.

Immagino che oltre ad avere un rapporto lavorativo, siete prima di tutto amici. Qual è il valore che vi lega sopra tutti?

D. – Sì, certo, siamo prima di tutto amici. La band si può dire che è nata in concomitanza proprio dell’amicizia tra me e Riccardo, che un po’ per gioco, un po’ per dar sfogo al nostro lato “artistico”, abbiamo deciso di unire le forze ed iniziare a scrivere delle canzoni. Inizialmente eravamo solo noi due, poi si sono aggiunti altri membri ai quali siamo ugualmente legati da un bel rapporto di amicizia. Approfitto anzi per salutare Tiziano, Alessandro ed Emanuele. Certo, non vogliamo sembrare la band del mulino bianco, come in tutti i rapporti, ci sono anche momenti di alta tensione e litigi più o meno intensi, però alla fine dei conti ci vogliamo tutti un gran bene.

Il 2020 è iniziato non solo con l’uscita del nuovo singolo ma anche con l’ingresso in Matilde Dischi, etichetta molto attenta alle nuove proposte del panorama musicale italiano. Che rapporto avete con Davide Maggioni?

D. – Sì, abbiamo appena firmato con Matilde Dischi, ne siamo molto contenti, speriamo di fare un salto di qualità con questa nuova squadra e di essere un valore aggiunto per il team. Con Davide c’è un ottimo rapporto! Sin dal primo incontro abbiamo subito avuto fiducia in lui. Ci è sembrato genuino, sincero e concreto. Un manager molto professionale ma anche un amico, con cui scherzare e bere un bicchiere di vino.

Che consiglio vi sentite di dare a chi come voi vuole fare musica?

D. – Di farla e basta. Di lasciarsi andare, di scrivere per se stessi, per sentirsi meglio e per comunicare quelle emozioni, positive o negative che siano, che hanno dentro e non riescono ad esplodere senza l’aiuto della musica.

Lasciamoci con un messaggio di positività…

D. – E’ sicuramente un periodo molto duro per tutti noi. Dobbiamo stringere i denti e cercare di filtrare tutta la negatività che inevitabilmente ci piove addosso, tramutandola in qualcosa di più positivo, qualcosa che possa darci speranza. Quando sarà tutto finito, riscopriremo il valore di cose che abbiamo avuto sempre sotto il naso, ma mai valorizzato abbastanza.“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.

a cura di
Redazione

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