Non un semplice live, ma una grande festa. Un vero e proprio rito collettivo quello che si è tenuto ieri all’Ippodromo delle Capannelle, nell’ambito della rassegna Rock in Roma, dove Mannarino si è esibito per presentare Primo Amore, il disco pubblicato lo scorso 8 maggio dopo cinque anni di silenzio discografico
Ed è un ritorno col botto quello di Mannarino, con un impatto sonoro ed emotivo incredibile. Un appuntamento atteso da tempo durante il quale Alessandro ci prende per mano e ci porta con lui sulla sua “giostra siderale“, in compagnia delle due anime del suo repertorio, quella dei brani iconici che lo hanno reso celebre, della Roma popolare, sacra e profana e quella di un artista aperto al mondo, in continua evoluzione, alla costante scoperta di se stesso.
E inevitabilmente su questa giostra, finiscono per danzare anche le anime del suo pubblico, le nostre che passo dopo passo, canzone dopo canzone, veniamo trascinati nel processo creativo e di crescita di questo grande artista.
Un’intensità davvero difficile da descrivere a parole, una magia che solo la musica autentica, “de core” probabilmente sa creare. E così, a un certo punto, è come se ci si ritrovasse tutti insieme a ballare scalzi sotto un cielo stellato, su una spiaggia di Panama, dove il cantautore ha trascorso due mesi, lasciandosi attraversare da quelle contaminazioni che hanno dato vita a Primo Amore, dalla dub al reggae, fino all’elettronica, in un equilibrio nuovo che racconta una maturità artistica più complessa e consapevole.
Passione, libertà, malinconia, vita fragile e ostinatamente forte, ricerca, sete di scoperta dell’altro e dell’altro in noi stessi, sempre uguali e sempre diversi, Amore. Sono solo alcuni dei temi sviscerati in quello che è stato molto più di un semplice concerto.
Ad accompagnarlo sul palco, in questo rito mistico e immersivo, una band d’eccezione composta da Alessandro Chimenti alla chitarra, Matteo Pezzolet al basso, Francesco Santalucia alle tastiere e alle percussioni, Cesare Petulicchio alla batteria, Lavinia Mancusi al violino e al mandolino e Simona Sciacca ai synth e ai flauti. Musicisti che hanno contribuito a costruire una forte componente ritmica e un’energia costante, accompagnando il pubblico dall’inizio alla fine dello spettacolo.
All’Ippodromo delle Capannelle, Mannarino ha confermato la maturità raggiunta con Primo Amore, offrendo uno spettacolo capace di unire tradizione cantautorale, contaminazioni internazionali e ricerca spirituale. Un viaggio musicale intenso, autentico e profondamente condiviso che, personalmente, mi ha attraversato l’anima da parte a parte. E sono sicura di non essere stata la sola.
La scaletta:
- Dammi
- Ciao
- Apriti cielo
- Cantaré
- Maradona
- Carne
- L’impero
- Primo amore
- Kalanera
- Bambino
- Arca di Noè
- Per un po’ d’amore
- Gli animali
- Fatte bacià
- Tevere Grand Hotel
- Serenata lacrimosa
- Scetate vajo’
- Me so ‘mbriacato
- Marilù
a cura di
Gabriella Vaghini




































