Torna il progetto solista di Casey Chandler, Galapaghost, con un nuovo singolo dal titolo “Test Stick Uhaul Her Can, Sir?“. Un nuovo capitolo che si aggiunge alla sua autobiografia musicale, e che ci anticipa anche un nuovo disco live “Live in Arezzo”, registrato al Malpighi Sofa di Arezzo, in uscita venerdì 8 novembre 2024.
Noi lo abbiamo intervistato! Casey o Galapaghost, è stato così gentile da permetterci di farlo in italiano. Ecco com’è andata!

Che cos’è successo dalla pubblicazione del tuo ultimo disco, Peach Fuzz? Eperchè hai deciso di tornare con un disco dal vivo?
Non è cambiato molto da quando ho rilasciato ‘Peach Fuzz’ lo scorso febbraio, ma sono sempre al lavoro su nuovi pezzi. Anche se molto di quello che creo non viene pubblicato, negli ultimi otto mesi ho lanciato un paio di singoli. Ho deciso di pubblicare un album dal vivo perché, dopo 15 anni trascorsi a scrivere, registrare ed esibirmi, mi è sembrato il momento adatto per introdurre qualcosa di diverso. Ero particolarmente soddisfatto del concerto ad Arezzo; il pubblico era così straordinario che ho sentito dovesse essere condiviso. È praticamente un piccolo miracolo che questo album esista, dato che non avevo pianificato di registrarlo ed è l’unico mio concerto che sia mai stato registrato professionalmente.
Da quanto tempo manchi da Woodstock? E che cosa ti manca di più, musicalmente e non musicalmente, delle tue parti?
Ho lasciato Woodstock alla fine di agosto 2021, ma non ci abitavo più dal 2010. È un luogo incantevole e ho avuto la fortuna di tornarci quest’estate, il che è stato meraviglioso. Ho passato molto tempo all’aria aperta, camminando e nuotando, e questo è ciò che mi manca di più di Woodstock: la sua bellezza naturale. E naturalmente mi mancano gli amici e la famiglia. Per il resto, a dire il vero, gli Stati Uniti non mi mancano molto. Mi sento molto connesso con la cultura qui in Italia e adoro il piccolo paese ai piedi delle montagne dove vivo con mia moglie e mio figlio. Qui sto continuamente scoprendo nuove cose sulla vita e su me stesso. A volte mi sento solo, ma mi sentivo solo anche negli Stati Uniti.
Credi che negli Stati Uniti sia più facile fare musica e diventare “famosi”? Chepoi, diventare famoso è tra le tue ambizioni come Galapaghost?
Ah, non saprei davvero! Negli Stati Uniti ero fortunato se riuscivo a far venire cinque persone ai miei concerti. Alla fine, ho smesso di suonare negli USA perché era diventato inutile. La mia musica tende ad essere piuttosto tranquilla e, dopo tanti concerti in cui cantavo con tutto il cuore per un pubblico che sembrava indifferente, ho deciso di smettere di esibirmi dal vivo nel 2019. Dopo ogni spettacolo, mi sentivo sempre più triste e vuoto. Ho ripreso a esibirmi dal vivo qui in Italia nel 2022, solo per vedere se fosse ancora qualcosa che desideravo fare, e il pubblico è stato INCREDIBILE! Adoro esibirmi in Italia. Non ho mai avuto l’ambizione di diventare famoso e spero di non diventarlo. La mia unica aspirazione è continuare a creare musica di cui sono orgoglioso e, spero, fare concerti che le persone possano apprezzare e ricordare.
Come mai hai scelto il nome Galapaghost?E come sta andando, secondo te?
Il nome ‘Galapaghost’ si ispira a un libro un po’ strano ma fantastico di Kurt Vonnegut chiamato ‘Galapagos’, che ho letto e di cui mi sono innamorato. Non potevo usare il nome ‘Galapagos’ perchè già preso, quindi ho deciso di aggiungere ‘ghost’ alla fine, una scelta che ritengo mi rappresenti ancora meglio, conferendo una certa aura misteriosa che trovo affascinante. Ci fu un periodo in cui rimasi deluso perché la mia carriera non decollava come speravo, specialmente dopo aver collaborato alla scrittura di una canzone per un film di Gabriele Salvatores dieci anni fa e aver fatto tour con John Grant. Ora che sono più maturo, però, apprezzo tutto ciò che sono riuscito a realizzare fino ad ora. E sono ancora relativamente giovane! C’è ancora tempo e ho ancora molto che desidero fare nel campo della musica. Finché continuerò a produrre regolarmente musica di cui sono orgoglioso e a godermi i concerti dal vivo, sarò felice.
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