Parte dal capoluogo scaligero il tour estivo in Italia del leggendario chitarrista degli Smiths. Dopo la doppietta di Milano e Bologna dello scorso novembre Johnny Marr torna in Italia per quattro date, che seguono il grande successo del mini tour in UK e Irlanda.
Capitano quei concerti nei quali si inizia asciutti e profumati, seduti rigorosamente nei propri ordini di posto, accedendo ordinati ad una venue elegante e magica, quale è il Teatro Romano di Verona.
E ad un certo punto il tizio a fianco a te comincia ad avere il “morbin” (come si dice da queste parti), la ragazza in platea si alza in piedi e quello dietro urla “Basta!”, mentre incita il popolo ad accorrere sottopalco.

Perché si può anche resistere un’ora abbondante ai singoli caratterizzanti la carriera solista della leggenda vivente Johnny Marr, si può pure resistere a qualche classico degli Smiths, vedasi “Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before” (che stavolta passa al secondo posto in setlist rispetto a novembre, quando trovammo “Panic” ora shiftata un po’ più in là) e la struggente “Please, Please, Please Let Me Get What I Want”.
Capitano però quei concerti durante i quali il pubblico non lo puoi proprio più tenere al proprio posto, soprattutto quando il palco è più basso di un bimbo di terza elementare, e l’occasione dell’intimità estrema nel live di Marr è più unica che rara.
E allora “Bigmouth Strikes Again”… colpisce ancora! E il pubblico si riversa al cospetto di Johnny che non si tira indietro, per nulla spaventato. Anzi si esalta ad avere quel micromondo ai propri piedi, lasciandosi accarezzare dal pubblico, addirittura prestando il fianco agli smartphone negli assoli di “How Soon Is Now” e di “Easy Money”, fino al bis concesso con “The Passenger” e l’immancabile “There Is A Light That Never Goes Out”.

Pubblico impazzito, Johnny tarantolato, né un incidente, nessuna tensione, solo l’immensa voglia di regalarsi un momento sincero, puro, concreto e allo stesso tempo onirico, nel quale non esiste l’ossessione dell’apparenza social, dove ancora l’artificialità dell’AI non può arrivare.
Auspichiamo il ritorno di Johnny con un tour che accompagni il nuovo album “The Age of Everything”, in uscita il prossimo 2 ottobre.
Un immenso grazie a Comcerto che continua a regalarci concerto così.
a cura e foto di
Emmanuele Olivi

































