Per la sesta tappa de “Il male Summer Tour”, gli Zen Circus scaldano Bologna e il parco delle Caserme Rosse al BOnsai
Da persona completamente “estranea ai fatti” non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi in mezzo ad un coro di voci che urlano “andate tutti affanculo”. Credo sia stato quasi poetico, oserei dire catartico. Quello a cui ho assistito ieri sera non è stato un concerto ma una vera e propria festa.
Tutti invitati alla grande festa degli Zen Circus
Gli Zen Circus hanno sicuramente conquistato la mia parte nerd iniziando il concerto con la marcia imperiale di Star Wars. Già dai primi minuti, quindi, ho pensato “sono nel posto giusto”. Questo mio pensiero è stato confermato immediatamente con l’inizio del concerto. Bambini che correvano e ballavano felici, coppie che saltavano abbracciate e persino un coniglio che decide di passare a sentire il concerto. Questo è il bello dei live, questo è quello che ognuno di noi spera di vedere sotto un palco.
Tra una boiata e l’altra è uscita tutta la loro anima toscana e tutta la loro capacità di intrattenere il pubblico. Dal più carico al più pacato, infatti, ogni singola persona presente al BOnsai era completamente assorta dallo show. Tra chi ballava con il sorriso e chi cantava a squarciagola, l’atmosfera che si respirava era quella di una festa di paese, di una serata tra amici in vacanza, di un momento di pura gioia genuina e spensierata.

Due concerti opposti ma uguali
“Brutti, sporchi e cattivi” (cfr. film di Ettore Scala) sono l’esatto opposto di chi li ha preceduti poco prima sul palco del Sequoie Music Park. Nonostante ciò, la composizione del pubblico era molto simile. Ho constatato con piacere che, come il vicino Alfa, anche dagli Zen Circus il pubblico toccava gente di ogni età. È sempre bello sapere che la musica è in grado di unire diverse generazioni.
Completamente opposti nello stile, nei testi delle canzoni e nello spirito, quello che accomuna i due concerti che sono avvenuti alle Caserme Rosse di Bologna è la gioia del fare musica, dello stare insieme. La voglia di divertire, di far ballare e di far stare bene chi si è fatto chilometri per venirti ad ascoltare.
Il concerto degli Zen Circus è quindi stata una piacevolissima sorpresa. Un’ora e mezza di pura musica, quella che ti tocca dentro, che ti fa ammettere che “a vent’anni ero uno stronzo” (cfr. Vent’anni). Io di anni ne ho 25, potrebbero essere i miei genitori, ma mi sono comunque sentita parte di un qualcosa.

La scaletta
- Il male
- Gente di merda
- La terza guerra mondiale
- Catene
- Non voglio ballare
- Vent’anni
- Miao
- Il fuoco in una stanza
- Andate tutti affanculo
- Ilenia
- Vecchie troie
- I qualunquisti
- Novecento
- Canta che ti passa
- Figlio di puttana
- Ragazzo eroe
- Non
- È solo un momento
- Nati per subire
- L’anima non conta
- Viva
a cura di
Giulia Focaccia
foto di
Mirko Fava














