In preparazione al primo tour nei palazzetti Kid Yugi si scalda con il “Anche gli Eroi Muoiono – Summer Tour”, ieri la data di Bologna al Sequoie Music Park.
Rispetto a quando lo abbiamo visto 3 anni fa Kid Yugi ne ha fatta di strada. Al tempo era ancora un underdog della scena; si è affermato come protagonista della nuova generazione di rapper, rilasciando altri due album “I nomi del diavolo” e “Anche gli eroi muoiono“. Prima però ad aprire le danze ci ha pensato Dj TY1, storico produttore di diversi brani rap della scena urban italiana che ha sollazzato un po’ i primi arrivati con qualche remix e un bel dj set decisamente influenzato dal suo genere. Comunque ospite di apertura azzeccato per quello che sarebbe venuto poi successivamente.
Kid Yugi rimane un caso singolare rispetto a tanti suoi colleghi dove l’estetica e l’ostentazione fanno da padrone. Sul palco ha messo in scena tanto rap, poco spettacolo inutile; le grafiche e la scenografia non erano nulla di assurdo, il rapper ha pensato infatti di più a mettere carne al fuoco grazie al proprio repertorio musicale. Ha fatto parlare le barre, si direbbe se fossimo ancora negli anni ’90. L’artista pugliese è poi rimasto attaccato alle radici degli albori rap con solo un dj ad accompagnarlo sul palco per mettere le basi.
L’ultima volta Kid Yugi non ci aveva entusiasmato troppo dal vivo per un utilizzo spropositato della voce registrata a ricalcare la sua per ogni brano. Dobbiamo dire che anche questa volta c’è stato un utilizzo forte, ma se riesce a calare e a continuare di questo passo può davvero diventare grande anche dal punto di vista dei live. È migliorato molto nello scandire le parole, a farsi prendere poco dalla foga di chiudere le barre e dimostrare anche dal vivo la bravura di cui ci ha reso testimoni negli ultimi anni.
Ci piace molto però come abbia creato un proprio immaginario di riferimento, a essersi reso riconoscibile non solo per tracce rap-hardcore come “Paganini”, “Jolly”, “Eroina”, ma anche per canzoni sentimentali come “Lilith”, “Tristano e Isotta” e “Amelie” che paradossalmente risultano quasi più forti soprattutto derivanti da una figura come la sua.
Ha fatto anche il suo sporco effetto quando ha tirato fuori la seconda parte del 64 bars uscito da neanche un giorno, ma questo non l’ha fermato nel portarlo subito sul palco e abbiamo ulteriormente apprezzato come sia andato fuori scaletta inserendo “Kabuki” da fuori programma nel suo set.
Pensiamo che Kid Yugi tra i ragazzi emersi della nuova generazione sia uno dei più capaci anche a livello di temi, di riferimenti inseriti nelle proprie canzoni, per il flow, i testi, il timbro, insomma parecchia roba. Sembra che il ragazzo viva davvero grazie al rap e per il rap. Noi siamo usciti estremamente soddisfatti, così come l’artista stesso e pensiamo che anche il pubblico si sia particolarmente divertito. Ci vediamo alla prossima Sciamn!
Sentirsi male è l’obiettivo, non un limite
La scaletta del concerto
- Berserker
- Bullet Ballet
- La violenza necessaria
- Jolly
- MONOPOLIO
- Paganini
- Denaro
- Eroina
- Push It
- Babyface(Shiva cover)
- Gotham(Shiva cover)
- Lilith
- Tristano e Isotta
- 64 BARRE DI TERRORE (Red Bull 64 Bars)(Live debut)
- Porto il Commerciale
- Sintetico
- Donna
- GRAMMELOT
- Il Signore Delle Mosche
- S.X.S.I.C.
- Eva
- Amelie
- Gilgamesh
- Bianca(RRARI DAL TACCO cover)
- Paradiso Artificiale(Tedua cover)
- Il Filmografo
- Ex Angelo
- Kabuki
- Massafghanistan
a cura di
Luca Montanari

