In arrivo oggi al cinema Il bacio della donna ragno, il nuovo musical con Jennifer Lopez dove due carcerati cercano di fuggire dal proprio presente grazie ad un film.
Il bacio della donna ragno è una pellicola di Bill Condon (regista de La bella e la bestia del 2017 e sceneggiatore di Chicago e di The Greatest Showman), nonché un adattamento del famoso musical omonimo. Quest’ultimo è a sua volta basato sul romanzo di Manuel Puig, scrittore argentino che aveva messo nero su bianco l’idea nata negli anni ’70.
Arricchito dalle meravigliose coreografie e dalla voce di quella diva assoluta di Jennifer Lopez, Il bacio della donna ragno parla di politica e di rapporti umani, di sacrificio per un bene più grande, o anche solo per amore.
La trama
Ambientato nei primi anni ’80 in Argentina, il film si svolge nel periodo di grande tumulto che segnò la fine della dittatura. Una cella viene divisa da due uomini profondamente diversi tra loro: da una parte Valentin Arregui (Diego Luna), dissidente politico in possesso di informazioni che potrebbero cambiare l’esito della rivoluzione, dall’altra Luis Molina (Toniatiuh), vetrinista omossessuale che deve scoprire qualcosa in più su Valentin per avere uno sconto di pena.
Luis riesce man mano ad entrare nel cuore di Valentin, mostrandogli il mondo colorato del suo film preferito, Il bacio della donna ragno, in cui Aurora (Jennifer Lopez), una donna che ha sempre rifuggito l’amore per un trauma rimosso, finalmente conosce Armando. Scopre, però, che una maledizione incombe su di loro: per il bene del villaggio, la Donna Ragno reclama il bacio di un uomo amato e, dunque, la sua morte.
Per quanto a prima vista diverse, le storie si intrecciano in una serie di rimandi e profezie, tanto che si capisce ben presto che le due narrazioni sono profondamente unite. Il percorso dei tre protagonisti del film somiglia pericolosamente a ciò che i due carcerati stanno passando,così come al loro destino.
Un mondo in technicolor
Le due storie risultano profondamente contrastanti dal punto di vista visivo: da un lato c’è il buio e lo sporco della prigione, dove i due detenuti sono rinchiusi nella claustrofobica cella da cui possono solo sperare in un futuro migliore.
Da qui cercano di fuggire almeno con la fantasia: il mondo del film è colorato, sgargiante. La fotografia simula il technicolor dei musical hollywoodiani anni ’40/’50: lo spettatore viene subito riportato alla palette tipica di pellicole come Cantando sotto la pioggia e Il mago di Oz (1939).
In questi musical, i colori sgargianti costituivano uno strumento fondamentale per creare un senso di meraviglia, elemento importantissimo nei primi decenni della storia del cinema. Ne Il bacio della donna ragno questa estetica non rappresenta un semplice omaggio nostalgico, ma assume anche una funzione narrativa: le sequenze musicali sono il rifugio immaginario attraverso il quale Luis Molina riesce a sopravvivere psicologicamente alla violenza subita in carcere.
Anche le coreografie e le musiche contribuiscono a creare il sogno di Molina. Le prime sono, di certo, tra gli elementi meglio riusciti del film: i momenti di ballo sono elaborati e di grande impatto, visivamente descritti da una grande sincronia tra i ballerini.
Quasi sempre, il focus visivo rimane su Aurora, vera diva di Hollywood, che ruba la scena con il suo fascino magnetico. I suoi movimenti sono sempre coordinati con ciò che la circonda, grazie – come già menzionato – alle coreografie mai banali ed al corpo di ballo incredibile.
Le canzoni originali derivano dal musical teatrale rappresentato per la prima volta nel 1992 e composto da John Kander e Fred Ebb, celebri anche per i musical Cabaret e Chicago. L’adattamento cinematografico mantiene molti dei brani più importanti dello spettacolo, sebbene non tutti per motivi di durata.
Essi contribuiscono a questo mondo musical costruito da Molina, ma soprattutto riflettono il rapporto emotivo sempre più profondo tra i protagonisti. Danno, infatti, forma ai loro desideri, alle loro paure e ai sentimenti che faticano a esprimere altrimenti, ma che pian piano si sviluppano tra i due.
Insomma, l’estetica ispirata al Technicolor, le coreografie e la musica di Kander ed Ebb aiutano a creare un mondo visivo e sonoro che rappresenta l’escapismo di Molina. Attraverso questi elementi, Bill Condon rende omaggio ai grandi musical classici, che al tempo stesso usa per raccontare ciò che passa per la testa del protagonista.
La duplicità del film
Tutti i personaggi principali presentano un loro doppio: Diego Luna interpreta sia Valentin che Armando, conferendo un profondo tono drammatico al primo e l’immagine di uomo ideale del secondo.
Toniatuh, invece, ha il suo doppio filmico in Kendall Nesbitt, braccio destro di Aurora, che invidia profondamente, pur amandola. L’attore è il vero protagonista ed il punto di vista principale della narrazione.
Jennifer Lopez, infine, è Ingrid Luna, attrice protagonista del film raccontato da Luis, in cui a sua volta interpreta sia la protagonista Aurora che la temibile Donna Ragno. In questa pellicola, Jennifer Lopez è assolutamente iconica, non tanto perché conferisca chissà quale spessore ai personaggi, ma perché la sua voce alza il livello delle canzoni del musical, già godibili di loro. In ogni scena in cui l’attrice è presente, infatti, riesce a catturare l’attenzione come un magnete.
Insomma, la pellicola è segnata dalla duplicità di ogni suo elemento, pur rimanendo di facile comprensione. Un gioco di specchi, tutto sommato semplice ma godibile.
Le tematiche
Il duro contrasto tra i due mondi, però, permette al film di affrontare temi molto più ampi della semplice evasione nel proprio mondo interiore. Il bacio della donna ragno si presenta, infatti, come un racconto anche politico e umano, che parla di sacrificio per un bene più grande, di ideali e di rapporti che si sviluppano anche nelle condizioni più estreme. Come la convivenza forzata tra Luis e Valentin, a seguito della quale i due sviluppano un rapporto profondo e intimo.
A Luis, in fondo, poco importa della situazione politica dell’Argentina. Ma così come lui riesce a far entrare Valentin nel suo mondo sgargiante del musical, quest’ultimo sembra fargli aprire gli occhi. Il legame tra i due, temprato dalle condizioni durissime in cui vivono, fa sì che le loro visioni del mondo profondamente diverse si avvicinino progressivamente e si contaminino. In fondo, entrambi lottano per la libertà e per il bisogno di essere amati e accettati.
Nel mese del Pride, l’uscita del film assume inoltre un significato particolare. La rappresentazione dell’omosessualità – sconvolgente all’uscita del libro, nel 1976 – può ora sembrare distante e retrograda, così come la visione del ruolo della donna e della femminilità.
In realtà, proprio questa impostazione contribuisce a restituire in maniera credibile la mentalità dell’epoca e le sue contraddizioni. L’opera non cerca, infatti, di aggiornare artificialmente i personaggi ai valori contemporanei, ma rimane fedele al contesto storico in cui è nata, preservandone il significato originale.

Conclusione
Pur parlando di un momento lontano sia nel tempo, che geograficamente, il film mette in scena temi universali come la libertà e il sacrificio. Il tutto, condito con un omaggio al cinema hollywoodiano degli anni ’30 che riporta lo spettatore a meravigliarsi, riempiendosi gli occhi di colori e ritmo.
Al di là della componente politica e sociale, ciò che emerge con maggiore forza è il tema dell’amore. Perché, in fondo, sotto i colori sgargianti e le canzoni, Il bacio della donna ragno racconta semplicemente quanto possa essere importante sentirsi visti, compresi e amati. Il film di Bill Condon rimane infatti soprattutto questo: una storia d’amore, nel senso più ampio e profondamente umano del termine.
In uscita oggi 18 giugno grazie ad Eagle Pictures, la pellicola è pronta ad avvolgervi nella tela della Donna Ragno.
Buona visione!
a cura di
Francesca Maffei

