I sospetti di Alamo aumentano, Cassie andrà in televisione e Rue si rifugia nella fede
Non si nasce cattivi o delinquenti, ma spesso si cresce in un contesto familiare o sociale che condiziona il nostro percorso di vita.
Alamo Brown (Adewale Akinnuoye-Agbaje) ha solo la madre ad accudirlo e proprio la donna si rivela essere la prima della sua vita ad ingannarlo e a mostrargli “l’arte dell’imbroglio“.
Il bambino si ripromette di non fidarsi mai più di una donna ed è così spiegata la sua primaria diffidenza nei confronti di Laurie (Martha Kelly) e Rue (Zendaya).
Eravamo rimasti sul frame di Rue quasi “poloizzata” da Alamo in seguito ai suoi sospetti di tradimento.
Un’istante prima di essere decapitata, Rue tradisce Faye ( Chloe Cherry). La chiama e, in onore dei vecchi tempi, ricordando il loro amico Fezco O’Neill (Angus Cloud) – finito in prigione sempre a causa degli intrecci d’amore di Faye -, quest’ultima decide di aiutare Rue nel rapinare Laurie.
Avviene quindi un’incontro di tregua tra i due “capi banda”, che pattuiscono un ultimo contrabbando di Fentanyl oltre il confine, che sta per essere chiuso. Il tutto sotto l’ascolto telefonico della D.E.A. tramite Rue.

Paura di amare
Che Rue e Jules (Hunter Schafer) abbiano un rapporto altalenante è noto sin dagli albori della loro relazione.
Come nelle precedenti stagioni, Rue ripete il suo copione di vita: nei momenti di difficoltà, dipende emotivamente da Jules. In questo episodio, la ragazza appare improvvisamente nel suo attico newyorkese, vomitandole addosso la sua egoistica, romantica ed esclusiva volontà di relazione. Il film si ripete: Jules non si sente realmente amata e desiderata da Rue, così la respinge con fredde e cattive parole, scatenando in Rue un senso di disapprovazione verso tutto ciò a cui si sottopone Jules per vivere in una “gabbia d’orata“.
Schiaffo.
Lo schiaffo che Jules dà a Rue in realtà non era solo per la ragazza… era uno schiaffo in primis per sé stessa, probabilmente come volontaria prigioniera di un lusso a cui non riesce a non cedere e per cui è disposta anche ad umiliarsi.
Quello schiaffo era per chi – come i produttori di LA Nights – non hanno apprezzato ed accettato la sua arte.
Quello schiaffo era per Rue, per la sua incostanza, per la sua assenza, per il suo egoismo e per la sua oscillante sobrietà.
“E’ questa la soluzione : ho bisogno di vivere per qualcosa più grande di me.”
Rue

Recito da tutta la vita
Cassie (Sydney Sweeney) inizia a lavorare in LA Nights con una piccola parte dalle poche battute, ma, in un crollo psicologico, la ragazza parla della fine del suo matrimonio proprio durante le riprese.
I capi di scena credono che stia improvvisando ed apprezzano la sua audacia a tal punto da assecondarla.
Attratta dal personaggio, la produttrice Patty Lance (Sharon Stone) decide di darle un ruolo più importante, a patto che cancelli il suo profilo da Onlyfans.
Lexi (Maude Apatow) cerca velatamente di nascondere il suo dissenso, fino a quando anche lei riceve un proposta accattivante: scrivere il personaggio di sua sorella per la soap.
Intanto Nate Jacobs (Jacob Elordi) – e si precisa anche il cognome perché quasi ci stiamo dimenticando di lui in questa terza stagione di Euphoria – continua ad essere perseguitato dalla malavita, che assiduamente si presenta per chiedergli il saldo dei debiti tramite tortura.

Jesus saves
Rue crede in Dio.
Dio per lei è redenzione, è salvezza, è perdono, è pace!
Mentre è in chiesa e legge i dieci comandamenti, riceve una chiamata dalla madre – la vera madre non la D.E.A. – e, in quella che visivamente si presenta come una monologa conversazione, è racchiusa tutta la frustrazione di Rue.
Zendaya ci trafigge nuovamente il cuore!
In una chiesa gotica, ombrosa, lignea, la cui unica luce giunge da vetrate istoriate, Zendaya ci trasmette tutto il suo dolore e la stanchezza nel dover “sopravvivere”, giorno dopo giorno, in un mondo criminale che la sta letteralmente sotterrando!
Dio è la sua ultima chance per rimanere sobria e non ricadere nel baratro.
Dopo aver avuto un’inquietante e minacciosa conversazione con il braccio destro di Alamo – Bishop (Darrell Britt-Gibson) -, Rue si mette alla guida e, distraendosi con la radio, rischia un incidente frontale con un camion.
Scampata nuovamente alla morte, finisce fuori strada, fermandosi con la macchina dinanzi un’albero che improvvisamente – o divinamente – arde (ricordate il passo della Bibbia del roveto ardente che la nostra protagonista ascoltava nella terza puntata?! ).
Così Rue si convince sempre più che Dio sia al suo fianco, la osservi, la ascolti e che probabilmente le stia indicando la tanto bramata via della Redenzione.

a cura di
Rachele Donatelli

