Twice – Inalpi Arena, Torino – 20 maggio 2026

All’Inalpi Arena il debutto italiano del gruppo sudcoreano si trasforma in una serata di appartenenza, emozione e spettacolo condiviso

Ci sono concerti che funzionano, concerti che impressionano e poi ci sono serate che, ancora prima di cominciare davvero, hanno già addosso il peso emotivo delle occasioni che non capitano due volte.

Il 20 maggio all’Inalpi ArenaTorino ha accolto le TWICE per la loro prima volta in Italia, unica data italiana del This Is For World Tour, dentro un’attesa che per il pubblico non aveva nulla di ordinario.

Non era soltanto l’arrivo di una delle formazioni più importanti del K-pop globale, ma il compimento di una promessa rimasta per anni dalla parte del desiderio.

Già fuori dal palazzetto si capiva che quella non sarebbe stata una serata da archiviare come una semplice tappa internazionale.

C’erano file ordinate, light stick accese ancora prima dell’ingresso, volti arrivati da lontano, una lingua comune fatta di attesa, sorrisi e piccoli rituali condivisi.

L’impressione, camminando verso l’arena, era quella di trovarsi davanti a una comunità più che a un pubblico: un corpo vivo, compatto, pronto finalmente a dare una forma reale a qualcosa inseguito per anni attraverso video, fancam, dischi e schermi.

L’attesa dentro l’arena

Dentro l’Inalpi Arena il tempo ha iniziato a muoversi in modo diverso, come succede nelle notti che tutti sanno essere speciali ancora prima che si spengano le luci.

Il brusio, i telefoni alzati, i cori sparsi e quella tensione buona che cresce fila dopo fila hanno costruito un avvicinamento quasi cinematografico all’inizio dello show.

Quando poi il palco ha iniziato a riempirsi di luci e visual, è diventato chiaro che il debutto italiano delle TWICE non avrebbe avuto nulla di ridotto o simbolico: la produzione del tour, annunciata con palco a 360 gradi, era pensata per avvolgere completamente lo spazio e per restituire allo spettatore la sensazione di essere dentro lo spettacolo, non semplicemente davanti.

Da quel momento in poi la serata ha preso una direzione precisa, le TWICE sono entrate in scena con la naturalezza di chi conosce perfettamente il peso del proprio nome, ma senza mai far diventare la grandezza dello show una barriera emotiva.

Anzi, proprio questo è stato uno degli aspetti più interessanti del live torinese: la capacità di unire scala internazionale e partecipazione umana, imponendo una macchina scenica enorme ma lasciando comunque spazio al rapporto diretto con il pubblico.

Il live tra precisione e calore

Lo spettacolo ha tenuto insieme due anime molto chiare. Da una parte la precisione: coreografie pulite, movimenti sincronizzati, una costruzione visiva compatta e una scaletta capace di attraversare le diverse fasi della loro carriera.

Dall’altra il calore, quello che non si può pianificare del tutto e che arriva quando una platea sente di stare vivendo qualcosa che aspettava da troppo tempo per restare fredda o semplicemente ammirata.

Brani come I CAN’T STOP ME, The Feels, FANCY, Feel Special e LIKEY già segnalati nelle anticipazioni sulla setlist, hanno funzionato come snodi emotivi prima ancora che musicali, perché in arena ogni ritornello veniva raccolto e rimandato indietro con una partecipazione totale.

In quei momenti non contava neppure distinguere troppo tra palco e parterre, tra chi eseguiva e chi assisteva: il concerto diventava una massa unica, un flusso continuo di voce, luce e presenza.

Il momento più bello

E poi c’è stato uno di quei dettagli che, da soli, spiegano perché alcune serate restano molto più delle altre. A un certo punto, dal pubblico si è alzato un coro semplice, istintivo, quasi tenero nella sua immediatezza: “Sei bellissima” rivolto alle cantanti sul palco.

È stato un momento piccolo rispetto alla scala dello show, ma enorme nel suo significato, perché in poche parole ha condensato tutta la parte più italiana e più spontanea della notte.

Non era una gag, non era un passaggio costruito, non era nemmeno uno di quei siparietti che nei grandi live vengono assorbiti subito dal protocollo della scaletta.

Era piuttosto un gesto affettuoso e diretto, nato dal pubblico e restituito all’artista con quella naturalezza che solo i concerti davvero sentiti riescono a generare.

In quell’istante la distanza tra un gruppo globale e la sua fanbase italiana si è accorciata di colpo, diventando qualcosa di umano prima ancora che spettacolare.

Torino al centro, per una notte

Il debutto italiano delle TWICE ha avuto proprio questa forza: fare di Torino non soltanto una tappa del tour, ma il centro emotivo di una lunga attesa collettiva. La città ha risposto con un’arena piena, con entusiasmo costante e con quella partecipazione che diversi resoconti online hanno descritto come travolgente, tra sold out, organizzazione efficace e clima di festa condivisa.

Alla fine della serata, più che l’idea di aver assistito a un concerto impeccabile, restava addosso la sensazione di aver preso parte a un momento che per il pubblico italiano aveva un valore ulteriore.

Non solo per la portata dell’evento, non solo per il nome sul cartellone, ma per il modo in cui quella notte ha saputo tenere insieme attesa, riconoscimento e appartenenza.

Le TWICE hanno portato a Torino uno show di livello internazionale, ma a rendere davvero speciale la data del 20 maggio è stato tutto quello che è successo attorno: l’attesa fuori, il battito dentro, il coro improvviso, il senso netto di trovarsi finalmente nel posto giusto al momento giusto.

A cura di
Andrea Munaretto

Seguici su Instagram
LEGGI ANCHE: Sarah Toscano – Magazzini Generali, Milano – 23 maggio 2026
LEGGI ANCHE: Francamente – Largo Venue, Roma – 20 maggio 2026

di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

Related Post