Tornano per l’unica data italiana i dEUS ai Magazzini Generali con il loro sound alternative rock degli esordi. Ad aprire per loro i Letlo Vin
I dEUS portano sul palco italiano un revival degli esordi, riproponendo un percorso che parte da “Worst Case Scenario”, passa per “In a Bar” e termina con “Under the Sea”, album tra i più influenti nel panorama alternative rock internazionale.
Sono le 21 e la sala dei Magazzini Generali è gremita di fan di vecchia data, molti belga sono accorsi alla notizia del “riavvolgimento nel passato” dei dEUS. “Jigsaw You”, “Via” e “Morticiachair” sono i primi brani, vigorosamente contemporanei mantengono un’energia inalterata rispetto agli anni ’90, corroborata anche dal carisma del frontman Tom Barman e la qualità tecnica degli altri componenti della band.
Le chitarre distorte e il violino psichedelico rendono l’atmosfera visionaria e noir, quasi come ritrovarsi in una strada di Berlino nel cuore della notte a camminare nel nevischio del punk, nel mistero del jazz e nelle luci intermittenti della sperimentazione. Una visione quasi cinematografica, arricchita anche dal background appunto cinematografico di Tom Barman.
I suoi sussurri viscerali, d’altronde, fanno eco in questo buio invernale, nonostante la primavera.
E quando le luci si abbassano ulteriormente, il pubblico sembra trattenere il respiro, come sospeso tra nostalgia e presente. I brani si susseguono senza soluzione di continuità, creando una narrazione sonora che non è semplice revival, ma una vera e propria riaffermazione di identità artistica. Ogni pezzo appare rinnovato, pur restando fedele alla propria essenza, come se il tempo avesse aggiunto profondità senza scalfirne l’urgenza espressiva.
Il dialogo tra gli strumenti è costante: le chitarre si rincorrono, il basso pulsa con precisione ipnotica, mentre la batteria costruisce un’impalcatura solida su cui si innestano le improvvisazioni più audaci. Il violino, elemento distintivo del sound dei dEUS, emerge come una voce parallela, capace di evocare malinconia e tensione in egual misura.
Verso la fine, l’intensità non accenna a calare. Anzi, cresce fino a diventare quasi catartica, coinvolgendo ogni spettatore in una dimensione collettiva e intima allo stesso tempo. Non è solo un concerto, ma un viaggio emotivo che attraversa decenni di musica e vissuto.
Quando le ultime note si dissolvono nell’aria, resta una sensazione di pienezza rara, come se quel frammento di passato fosse stato restituito, per una sera, nella sua forma più viva e necessaria.
Scaletta
- Jigsaw You
- ViaPlay
- Morticiachair
- W.C.S. (First Draft)
- Let’s Get Lost
- Secret Hell
- Right as Rain
- Mute
- Shake Your Hip
- Great American Nude
- Hotellounge (Be the Death of Me)
- Theme From Turnpike
- Guilty Pleasures
- Serpentine
- Gimme the Heat
- A Shocking Lack Thereof
- Little Arithmetics
- Fell Off the Floor, Man
- Intro
- Suds & Soda(including Beastie Boys’ Sabotage at the end.)
- Disappointed in the Sun
- Roses
a cura di
Edoardo Iannantuoni
foto di
Emanuela Giurano








































