Oscar 2026: i vincitori e la cronaca della scorsa notte

La notte degli Oscar 2026 al Dolby Theatre di Los Angeles ha visto il trionfo del film “Una battaglia dietro l’altra” e la consacrazione del regista Paul Thomas Anderson. Jessie Buckley e Michael B. Jordan sono stati premiati come migliori attori.

Alla fine le premiazioni hanno convinto un pò tutti senza particolari sorprese. Il film Una battaglia dopo l’altra si è portato a casa sei statuette comprese quella di miglior film e miglior regia. Un risultato ambizioso che ha superato Sinners con le sue 16 nomination. Ma alla fine il regista Ryan Coogler crediamo possa essere soddisfatto delle quattro statuette vinte (sceneggiatura originale, fotografia, colonna sonora e attore protagonista). Come non sarà rimasto deluso Gulliermo Del Toro che ha visto il suo Frankestein aggiudicarsi ben tre statuette: scenografia, trucco e acconciatura, costumi. Ma andiamo per ordine presentandoci i momenti più salienti, le novità e lo show della 98esima edizione degli Oscar 2026.

The Show Must Go On

L’edizione numero 98 degli Academy Awards al Dolby Theatre di Los Angeles non è cominciata secondo i migliori auspici. La grave situazione internazionale, con gli Usa in guerra al fianco di Israele contro l’Iran, facevano temere per possibili contestazioni verso l’amministrazione Trump. Ma, come si dice the show must go on e il red carpet ha visto la consueta sfilata di star del cinema. Le contestazioni si sono limitate alla spilla sulla giacca di Javier Bardem con scritto in grandi lettere rosse “No alla guerra” oppure attori e professionisti del cinema con spillette anti-ICE oppure a favore della Palestina, Sudan, Ucraina o Iran.

Conan O’Brien è stato il conduttore della serata con un’entrata che è un piccolo gioiello di spettacolo. Il travestimento di Amy Madigan nel film Weapons e l’apparizione nei clip dei film in concorso. Esilarante il momento in cui ha nominato Leonardo di Caprio come re del meme. E ancora battute su Chalamet e il suo scivolone nei giorni scorsi con dichiarazioni sul balletto, riferimenti all’IA ( “sono felice di essere l’ultimo conduttore umano degli Oscar”).

Via alle premiazioni

E sarà proprio Amy Madigan ad essere la prima premiata della serata come migliore attrice non protagonista. Vince alla sua seconda candidatura con l’interpretazione di zia Gladys nel film horror Weapons. Sarà poi la volta del miglior film animato. E qui nessuna sopresa: il favorito KPop Demon Hunters si aggiudica la statuetta.

La premiazione come miglior trucco, costume e acconciatura è andata a Frankestein. A premiare i vincitori per la prima volta sul palco Anna Wintour, leggenda vivente del Vogue americano. A lei si sono ispirati per il ruolo di Meryl Streep nel film Il diavolo veste Prada, il cui sequel sarà prossimo nei cinema. Le guerriere di KPop e il remake di Frankestein segnano il riconoscimento della piattaforma Netflix che li ha distribuiti.

Le novità di quest’anno

La novità di quest’anno è la premiazione del casting. Un lavoro che ne premia i direttori e i loro sforzi per selezionare e assemblare il cast decisivo per la riuscita di un film. Quest’anno il premio è andato a Cassandra Kulukundis per «Una battaglia dopo l’altra». A lei si deve la scoperta di Chase Infiniti, rivelazione del film di Paul Thomas Anderson.

Dopo il premio come miglior cortometraggio vincono a pari merito The Singers e Two People Exchanging Saliva è stata la volta del premio come miglior attore protagonista. Sean Penn vince il terzo Oscar della sua carriera ma non ha potuto ritirarlo perchè diretto probabilmente in Ucraina (ma sembra non abbia voluto in realtà). A ritirare il premio è stato Kieran Culkin.

Le migliori sceneggiature

Il premio come migliore sceneggiatura non originale vede ancora Una battaglia dopo l’altra. Il film infatti è tratto dal libro di Thomas Pynchon Vineland. Il premio per la sceneggiatura originale è andato invece a Sinners. Un film che vede l’ambientazione nel Mississipi degli anni 30, fra segregazione e razzismo sulle note del blues e delle sue leggende.

Altro prestigioso premio conquistato da Sinners sarà quello della miglior colonna sonora. Ludwig Göransson vince il premio sbaragliando illustri nomi di compositori legati al cinema e presenti nei film in concorso. E ancora sarà Autumn Durald Arkapaw prima donna di colore a vincere la statuetta come miglior fotografia sempre per Sinners.

Miglior film internazionale

Il premio come miglior film internazionale andrà a Sentimental Value del regista Joachim Trier. Malgrado il premio vinto, Trier ha voluto suo modo rappresentare le tematiche forti e urgenti trasmesse nei film internazionali in concorso “che riflettono le crisi del presente e del passato” (ricordiamo fra gli altri La voce di Hind Rajab e Un semplice incidente del maestro iraniano Jafar Panahi). E ancora voglio ricordare cosa ha detto lo scrittore James Baldwin: “Tutti gli adulti sono responsabili di tutti i bambini”. Le persone non dovrebbero votare per i politici che non tengono conto di questo principio»

I migliori attori

Finalmente arriva il verdetto della migliore regia a Paul Thomas Anderson. Un risultato arrivato dopo trent’anni di carriera, candidato per ben tre volte agli Oscar. Fino al momento topico della premizione per il miglior attore e la miglior attrice. Sarà Michael B. Jordan ad aggiudicarsi il premio maschile, a coronamento di una collaborazione col regista Ryan Coogler che va avanti da 13 anni. Insieme hanno riscritto il cinema americano visto dalla gente di colore, ne hanno esaltato la cultura e il carattere.

Particolarmente emozionante la premiazione di Jessie Buckley come miglior attrice per il film Hamnet. La sua spontaneità sa essere coinvolgente anche in un’occasione pubblica come questa. Il risultato, fra l’altro, era abbastanza scontato avendo ricevuto già Golden Globe, Actors Award (premio del sindacato attori) e Bafta (gli Oscar inglesi). Nel suo discorso saluta la sua famiglia irlandese presente in sala: “Oggi è la Festa della Mamma nel Regno Unito. Quindi, vorrei dedicare questo al meraviglioso caos del cuore di una madre. Veniamo tutti da una stirpe di donne che continuano a creare contro ogni previsione. Grazie per avermi riconosciuto in questo ruolo. Questo è il più grande onore. Non riesco ancora a crederci”.

Miglior film e un pizzico di Italia

E alla fine, alle 4.00 ora italiana è stato decretato come miglior film Una battaglia dopo l’altra. Un film che rimanda alle grandi pellicole degli anni 70, in stile Spielberg o Zemeckis per intenderci. Ma in più, pur essendo stato girato poco prima dell’avvento di Trump e della sua campagna di repressione dell’immigrazione, ha un’impatto fortemente attuale. Infine vogliamo citare l’unico elemento di italianità presente agli Oscar di quest’anno: la co-produttrice del corto Two people exchanging saliva Valentina Merli. Bolognese, laureata in giurisprudenza ha dichiarato “mi dispiace che l’Italia sia assente. Eppure abbiamo una tradizione così solida e ammirata in tutto il mondo”, ha commentato la Merli. “Abbiamo registi, attori e tecnici fantastici. Penso che il cinema – come tutta la cultura – non sia abbastanza sostenuto in Italia.”

Anche quest’anno La Notte degli Oscar è stato uno spettacolo in pompa magna. Se molti appassionati di cinema ne sminuiscono l’importanza bisogna altresì ricordare che rimane il massimo riconoscimento per la carriera di professionisti nel mondo del cinema. Il nostro invito rimane comunque di approfondire i film in concorso e i candidati come miglior film e attori perchè crediamo siano opere che val la pena scoprire per tenere ancora vivo, ancora oggi, questa bellissima realtà che rimane il cinema.

a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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