Il 13 febbraio approderà su Prime Video “Love Me Love Me”, nuovo film Prime Original italiano girato in inglese, tratto dall’omonimo romanzo di Stefania S., primo capitolo di una saga che ha superato le 24 milioni di letture su Wattpad, diventando così un fenomeno globale. Lo scorso mercoledì il regista e gli attori hanno incontrato la stampa per presentare la pellicola
Durante la conferenza stampa di presentazione di Love Me Love Me, tenutasi mercoledì 4 febbraio a Roma, accanto al regista Roger Kumble sono intervenuti i protagonisti del film: Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci, insieme ad Andrea Guo, Michelangelo Vizzini, Madior Fall e Vanessa Donghi.
Da subito è stato sottolineato come la pellicola si inserisca nella strategia della piattaforma, sempre più orientata verso il genere young adult, capace di parlare a più generazioni con i racconti di passioni, amori impossibili e prime esperienze. Dopo successi internazionali quali la trilogia spagnola Culpables e la tedesca Maxton Hall, Love Me Love Me rappresenta il primo contributo italiano a questo filone.
Le reazioni del cast alla notizia della partecipazione al film
L’incontro si è aperto con il racconto da parte dei protagonisti delle emozioni provate nel momento in cui hanno scoperto che avrebbero preso parte a Love Me Love Me.
Per molti di loro, l’ingresso nel progetto è stato un momento di forte impatto emotivo, anche perchè entrare a far parte di una storia così amata dal pubblico comportava una responsabilità enorme.
Luca Melucci (Will Cooper) ha raccontato la commozione con cui ha accolto la notizia, accompagnata dalla percezione costante dell’affetto dei fan, presente poi durante le riprese. Un sentimento condiviso da Mia Jenkins (June White), che ha parlato di un entusiasmo incontenibile e di un’accoglienza straordinaria da parte della fanbase:
“È stato straordinario. L’esperienza più incredibile della mia vita”.
Mia Jenkins
Anche Pepe Barroso Silva (James Hunter) ha sottolineato quanto sia stato travolgente l’incontro con il progetto e con il calore degli appassionati una volta arrivato in Italia, mentre Madior Fall (Jackson) ha descritto il suo percorso dalla scoperta del libro fino alla comprensione della portata culturale del fenomeno, vissuta come un crescendo di emozioni.
Per Andrea Guo (Amelia) il contatto con i contenuti creati dai fan sui social è stato invece una fonte preziosa di ispirazione per costruire il proprio personaggio, affermando inoltre di essere orgogliosa di far parte di un nuovo progetto di Prime Video, dopo Maxton Hall.
Michelangelo Vizzini (Blaze) racconta di aver immediatamente condiviso la notizia del successo dei provini con il collega e amico Luca Melucci, già precedentemente confermato nel cast, mentre Vanessa Donghi (Ari) di aver vissuto “sulle spine” i giorni in cui attendeva l’approvazione da parte del regista.

I ricordi più preziosi dell’esperienza
Elemento ricorrente che ha rappresentato il cuore della conferenza è stato il forte legame umano che si è creato sul set, un’amicizia che appare più che sincera. L’intero cast ha parlato di un clima familiare, favorito dal lavoro del casting director Armando Pizzuti e dalla regia di Kumble, capace di riunire un gruppo di persone così simili tra loro per valori e di rafforzare l’affinità tra gli attori anche fuori dal set.
Melucci ha affermato di non aver percepito l’esperienza come un lavoro, apprezzando la serenità dell’ambiente in cui si trovavano. Jenkins ha confermato, raccontando di una libertà creativa che ha reso alcune scene particolarmente divertenti, tanto da rendere difficile mantenere la serietà davanti alla macchina da presa.
È poi intervenuto Roger Kumble, che ha dichiarato di aver scelto consapevolmente di lavorare con una troupe italiana, definendo l’esperienza “un sogno”, nato quando ancora lavorava in un videostore appassionandosi al cinema della nostra penisola.
Anche Pepe Barroso Silva ha parlato di un’esperienza estremamente positiva, grazie a un cast internazionale riunito a Roma e legato dalla stessa passione. L’attore ha evidenziato il clima di condivisione che si è creato non solo sul set – definito “familiare e naturale“ -, ma anche col pubblico.
A proposito di “famiglia”, Andrea Guo ha ricordato come particolarmente speciale per lei la sorpresa organizzata dal regista e dalla moglie per il suo compleanno, vissuto insieme a tutto il cast e alla troupe. Un gesto che testimonia il clima di affetto e complicità che li lega.

La sfida dell’adattamento cinematografico
Alla domanda su come sia riuscito a unire questi giovani talenti e a mantenere lo spirito di un romanzo così amato nella trasposizione cinematografica, il regista ha risposto in modo diretto e senza esitazione: “fortuna”. Ma non solo! Kumble è stato affiancato da un team eccezionale, dal già citato casting director Armando Pizzuti alle sceneggiatrici Serena Tateo e Veronica Galli, che hanno saputo rispettare lo spirito della storia di Stefania S.
Per il regista, il cuore del progetto resta il cast: una volta trovate le persone giuste, il resto è venuto da sé.
“Non ho mai visto un gruppo così solidale tra loro. È incredibile: loro vanno anche in vacanza insieme. È come se fossi un genitore orgoglioso“.
Roger Kumble
Luca Melucci ha brevemente accennato ai viaggi insieme in diversi luoghi della Spagna, fino alla vacanza più recente a Madrid, dove lo spagnolo Pepe Barroso Silva ha fatto loro da cicerone.
Amore, amicizia e crescita: i temi universali del film
I temi affrontati in Love Me Love Me sono stati definiti universali, capaci di parlare alle diverse generazioni. Il focus non è tanto raccontare un’età specifica, quanto ritrarre personaggi e situazioni in cui chiunque possa immedesimarsi. Amore, amicizia, salute mentale e legami familiari sono i temi al centro della storia, a cui è importante dar voce, come ha fatto Stefania S. nel suo romanzo.
“È più un discorso universale sull’essere umano, proprio qualcosa con la quale puoi relazionarti indipendentemente dall’età che hai”.
Luca Melucci
La location italiana e l’anima internazionale del progetto
Per quanto riguarda il rapporto tra l’ambientazione italiana del film e lo spirito internazionale della storia, gli attori si sono espressi in merito a come hanno vissuto il set nel nostro Paese: se gli stranieri hanno apprezzato la possibilità di recitare tra le strade di Roma e Milano e hanno avuto l’occasione di visitare le città, di immergersi nei costumi, nella cucina e nelle abitudini locali descrivendo l’Italia come un luogo accogliente, i protagonisti italiani si sono sentiti orgogliosi padroni di casa:
“Per me è stato bello: mi sono sentito a casa e il clima che c’era sul set mi ha fatto pensare a quanto l’Italia – cioè noi – siamo accoglienti, anche considerando il giudizio degli altri membri del cast, sempre felici sul set. Volevo davvero mostrare quanto siamo belli come persone”.
Luca Melucci
Il regista Roger Kumble ha spiegato che, pur essendo il libro ambientato a Venice, in California, nel film il passaggio a una scuola internazionale in Italia ha permesso di trasformare la storia in un incontro di lingue e culture diverse, in una prospettiva meno americana e più universale.

James Hunter come nuovo James Dean?
La figura del “bad boy” richiama immediatamente il modello cinematografico di James Dean in Gioventù bruciata: ma nel caso di James Hunter, Barroso Silva ha scelto di non farsi condizionare da nessuna delle figure del passato, bensì di rimanere il più fedele possibile al James del romanzo, affidandosi completamente alla visione del regista, che negli attori cercava onestà e autenticità di interpretazione.
“Roger era assolutamente sul pezzo, in un modo bellissimo, e questo ha reso tutto incredibilmente facile”.
Pepe Barroso Silva
“Love me love me”: le prospettive future
In chiusura, inevitabile lo sguardo al futuro. Interpellato su un possibile sequel del film, il regista ha ricordato come l’universo narrativo creato da Stefania S. sia ampio e ricco di storie degne di essere valorizzate nel cinema, lasciando intendere che tutto dipenderà dalla risposta del pubblico.
Proprio l’autrice ha concluso l’incontro sottolineando l’emozione di vedere il suo progetto crescere ben oltre le aspettative iniziali:
“Ho iniziato a condividere le mie storie in digitale principalmente per gioco, quindi senza pressioni, senza alcun tipo di aspettativa, e devo dire che mi sono divertita molto. Devo ringraziare i miei lettori, che sono fantastici, perché mi hanno dato il motore e la spinta per continuare, e senza di loro non saremmo qui. Sicuramente non mi sarei mai aspettata tutto questo, sono felicissima e anche emozionata”.
Stefania S.
L’appuntamento è quindi con Love Me Love Me il 13 febbraio in streaming su Prime Video!
a cura di
Micol Perotti

