The Beauty – la recensione in anteprima dei primi tre episodi

L’hype creato da Disney per l’uscita della nuova serie Hulu original “The Beauty” è sotto l’occhio di tutti ed ognuno di noi è stato almeno una volta investito dal trailer, che ha creato quell’effetto “ne ho bisogno” facendoci pensare subito a un nuovo The Substance. Ma sarà davvero così?

The Beauty si appresta a diventare la serie che segnerà l’inizio di questo 2026 e già così potremmo dire che Ryan Murphy ci è riuscito di nuovo: la nuova produzione FX è l’ennesima serie del regista a divenire un successo ancor prima di uscire. Ma facciamo un passo indietro, cercando di capire la fenomenologia della serie e perché crei tanto interesse nel pubblico.

Ryan Murphy è senza ombra di dubbio il re delle serie tv, con una produzione che va dal thriller all’horror, dal musical al medical drama; negli ultimi 20 anni possiamo ricordare Glee, American Horror Story, Scream Queens, 911 (e i suoi figli), senza dimenticare quel piccolo capolavoro che è stato Nip/Tuck. Ma ora cosa ci dobbiamo aspettare da The Beauty?

I trailer hanno messo l’accento su uno dei temi ad oggi più in voga: la bellezza che porta alla perfezione. Una ricerca che sempre più persone perseguono tramite skin care, chirurgia plastica e diete a volte al limite della follia. Un tema che ha già portato alla realizzazione di quel capolavoro del 2025 che è stato The Substance.

Io, come amante degli horror ed estimatore di molti dei soggetti creati da Murphy, sono finito nell’hype più totale, con aspettative talmente alte da temere di rimanere deluso anche solo per un singolo dettaglio sbagliato.

Dopo la conferenza stampa ho quindi avuto la possibilità di guardare in anteprima i primi 3 episodi, in uscita oggi, 22 gennaio, su Disney+ (i successivi avranno cadenza settimanale, con un episodio ogni giovedì per 8 settimane).

Mi saranno piaciuti o la serie sarà sottotono? Scopriamolo assieme.

Una bellezza esplosiva

La serie inizia a Parigi. Siamo sulla passerella di una sfilata di moda, dove troviamo LEI, la modella perfetta e super desiderabile. Ma qualcosa non va: sta sudando, si guarda attorno in maniera agitata e ha bisogno d’acqua. Tanta acqua.

In questa sua follia, la donna scappa rubando una moto, finché ad un incrocio non causa un incidente. Nonostante tutto si rialza, chiedendo ancora acqua finché… esplode. Stacco: ci troviamo accanto a due agenti dell’FBI, Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall), che iniziano ad indagare sul caso. Da qui una serie di eventi porterà i due in Italia per altri casi di esplosioni sospette, ma nessuno riesce a trovarne il reale motivo.

Stacco: siamo in America, dove troviamo Jeremy (Jeremy Pope), un ragazzo sovrappeso che odia la sua vita e trova sollievo solo masturbandosi nel seminterrato di casa.

Ma il suo futuro cambia quando nelle sue chat online, su un vecchio iMac G3 del 98, arriva il messaggio che gli può cambiare la vita: un invito in una clinica non meglio definita per diventare ciò che vuole realmente.

Jeremy decide di andare e, quando il medico gli fa assumere una sostanza, il nostro big boy si trasforma in un “adone nero dalle chiappette sode” (come l’attore ha voluto sottolineare durante la conferenza stampa).

Solo a questo punto entrerà in gioco l’artefice di tutto: Byron Forst (Ashton Kutcher), il magnate creatore di The Beauty, che dal suo yacht tesse i fili di un mistero che, dopo tre episodi, ancora non sappiamo dove ci porterà.

Spaesante, ma che solletica l’interesse

Fermi tutti, ma non si parlava di bellezza?

Ecco, dopo i primi tre episodi il dubbio viene spontaneo, ma chi conosce Ryan Murphy sa benissimo che è il suo modus operandi: partire da molto lontano per far esplodere la serie nel punto giusto. E questi primi tre episodi non fanno altro che alimentare la curiosità dello spettatore, arrivando al core centrale quando meno se lo aspetta.

Per ora si vedono i primi sprazzi di citazioni a The Substance e a quel filone di body horror a cui il Murphy attinge a piene mani. Sicuramente la trasformazione di Jeremy da big boy ad adone è paragonabile alla trasformazione Demi Moore – Margaret Qualley, ma è tutto ancora troppo abbozzato.

A venirci in soccorso sono stati i protagonisti della serie, che hanno voluto porre l’accento sulla situazione del mondo attuale nei confronti della bellezza. Un mondo che sta lentamente decadendo per questa continua necessità di perfezione non solo fisica, ma anche di apparenza, che porta le persone a stravolgere sé stesse e a svendersi pur di emergere.

Probabilmente anche la serie andrà a toccare queste tematiche, ma per ora ciò non è ancora emerso. Questo rende tutto totalmente spaesante e, agli occhi dello spettatore medio, quasi senza senso rispetto al trailer.

Ce lo aspettavamo da Ryan

Ryan Murphy l’ha fatto di nuovo! Ci ha ammaliato con un trailer sublime, il giusto antipasto per aprirci lo stomaco e poi lasciarci con l’appetito, in attesa di quello che sarà. E qui arriviamo alla nota dolente: ci siamo ormai abituati a un binge watching compulsivo, ma negli ultimi periodi Disney vuole tornare agli antipodi, rilasciando gli episodi settimanalmente.

Questo non farà altro che aumentare la necessità di completare la serie perché abbiamo bisogno di sapere la verità su The Beauty. Per un attimo sono tornato alla prima visione di American Horror Story: Murder House! Stesso andamento, stesso “fuoco lento” che tanto mi piace e che tanto ricerco in una serie tv.

Quindi questi primi tre episodi sono promossi? Sì, ma non a pieni voti: la dissonanza tra il trailer e quanto visto in questa prima ora e mezza stona con le aspettative, ma al tempo stesso crea la giusta attesa e porta lo spettatore ad aspettare il prossimo episodio per avere delle risposte che al momento mancano.

Senza ombra di dubbio l’interpretazione degli attori è di altissimo livello e la presenza di Isabella Rossellini è emblema della qualità superiore alla media che la serie avrà, ma al momento rimane un’idea non ancora sviluppata fino in fondo. Solo terminata la prima stagione potremo dire se essa rappresenterà un altro successo di Ryan Murphy o un inciampo che a volte capita in una lunga carriera.

Buona visione!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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