La supermodella Cara Delevingne si è data anche alla musica con il suo album di debutto “Not Normal”.
Dobbiamo essere sinceri, abbiamo scelto questo album da recensire più per curiosità che effettivamente la qualità che avremmo potuto incontrare. Sarebbe stato più facile virare su qualche artista affermato, per cui c’era più possibilità di ascoltare un craft fatto per bene. Siamo stati però coraggiosi e abbiamo deciso di lanciarci su “Not Normal” di Cara Delevingne.
Per chi non la conoscesse (ndr, anche chi non frequenta la moda ne ha sentito parlare in qualche modo) è una modella e un’attrice diventata parecchio famosa alla fine dello scorso decennio dal punto di vista cinematografico per aver recitato in “Città di carta” e “Suicide Squad”, ma la sua popolarità deriva principalmente dalle centinaia di passerelle calcate nel mondo della moda.
La musica ormai è un terreno su cui molti si lanciano effettivamente nel 21esimo secolo quando non sanno cos’altro fare; sembra quasi il test finale per rassicurarsi di “saperlo fare”, poi magari abbandonano subito dopo un album, spesso andato male, o addirittura lo convertono come lavoro principale.
Quasi sorprendentemente questo settore non era mai stato toccato da questo personaggio, se non partecipando al video musicale “Bad Blood” di Taylor Swift diversi anni fa. La modella britannica ha presentato però un album discreto, di certo non strabiliante e rivoluzionario, ma comunque non è arrivata totalmente impreparata all’esame “Musica”. Forse al tempo della frequentazione con St. Vincent ha assorbito qualche skill musicale decidendo però di lanciarsi quando effettivamente avesse avuto del materiale di qualità.
Il rischio di lanciarsi nella musica aiutati dalla popolarità acquisita da altri ambiti è quello di provocare malumori e critiche, se poi il progetto si rivela una “cafonata” ancora peggio. Dobbiamo dire però che l’album si dimostra credibile e decisamente ascoltabile. Le produzioni sono curate sensibilmente d’altronde è co-prodotto da BJ-Burton (già produttore di Bon iver e Charlie xcx) e si trovano tante sonorità hyperpop, techno, elettroniche e industrial.
È molto sperimentale e ricercato, quindi automaticamente coraggioso, perché avrebbe potuto lanciarsi con solo delle ballate o un pop più classico e invece. Ha deciso di lanciarsi oltre e creare un album dalle tracce variegate senza scadere nel banale o scontato.
Anche la parte vocale dà ulteriormente una bella mano ad acquisire credito, non ci aspettavamo di trovare questo talento da parte sua. I temi sono abbastanza classici tra disagi che può provare un personaggio di questa caratura in “The Mask” o “Out of my Head”, amori come “Crazy, Baby” e “Looking for You”.
Nel complesso dell’ascolto comunque ci ritroviamo piacevolmente sorpresi e abbastanza soddisfatti di aver scoperto la versione cantante di Cara Delevingne. Consigliamo vivamente l’ascolto se volete udire nelle vostre orecchie qualcosa di un attimo più alternativo rispetto al pop classico tenendo conto che si tratta di una debuttante. Brava carissima Cara.
a cura di
Luca Montanari

