Hugh Jackman torna sul grande schermo con Song Sung Blue. Il film narra la storia poco conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, di Mike Sardina: cantante divenuto famoso per il suo emulare Neil Diamond. Una storia di famiglia, resilienza e tanto amore.

Dopo tanti anni é giunta l’ora di fare una rivelazione: a me i musical e tutti quei film a sfondo musicale piacciono e tanto. Song Sung Blue rientra a pieno titolo in questa categoria, ma non è per questo che nella mia mente sapevo già che mi sarebbe piaciuto.

Nella mia classifica dei film preferiti ci sono The Rocky Horror Picture Show e The Blues Brothers, e quando vidi per la prima volta The Greatest Showman capii quanto Hugh Jackman non fosse solo Wolverine, ma anche un magnifico attore teatrale con grandi capacità musicali.

Quando vidi per la prima volta il trailer di Song Sung Blue ammetto che non ne rimasi molto colpito: l’impressione era di trovarmi davanti a uno di quei film romantici con la musica come contorno – un incubo per me – ma fin da subito mi incuriosii il fatto che fosse tratto da una storia vera (certo ormai l’etichetta “tratto da”… la ritroviamo anche sul cartone del latte) e quindi iniziai a cercare notizie su chi fossero Mike e Claire Sardine e ne rimasi colpito.

Sweet Caroline… Pa Pa Paaaaaa

Mike Sardina (Hugh Jackman) è un cantante squattrinato, da anni sobrio, che cerca di sbarcare il lunario cantando al luna park per quattro spicci. Durante uno di questi concerti, tra il sosia di mezz’età di Buddy Holly e una Tina Turner da discount, il nostro “eroe” conosce Claire (Kate Hudson), ragazza sognatrice che vuole vivere di canto.

Due persone tanto lontane caratterialmente, ma dannatamente vicini nel cuore e nelle ambizioni: iniziano una relazione sentimentale che diventerà emanazione musicale sulle note di Neil Diamond, cantante sulla cresta dell’onda e famosissimo per la sua Sweet Caroline (canzone che tutti vogliono sia il cardine del loro concerto, ma che Mike è “stufo” di sentire).

Una storia che sembra idilliaca, con concerti sempre più grandi culminati con l’apertura al concerto dei Pearl Jam di Milwaukee (storia realmente accaduta e la trovo incredibile al giorno d’oggi pensare una cover band come apertura di un gruppo tra i più famosi al mondo).

I Veri Mike e Claire sardina con Eddie Vedder
Il buio e la luce

Come in tutte le storie troppo perfette, però, accade qualcosa che distrugge tutto. Un assurdo incidente fuori casa lascia Claire senza una gamba e con una ferita psicologica difficile da superare (per una persona con picchi depressivi controllati a malapena).

Un evento traumatico che, pian piano, va a distruggere quella famiglia idilliaca creatasi nel tempo, ma la tenacia di Mike e della figlia di ClaireRachel, spingono la donna in una clinica per disintossicarsi dai farmaci di cui abusa.

Questo è l’inizio di una rinascita che porterà i due cantanti al concerto più epico mai visto a Milwaukee per una vera e propria cover band: il punto più alto di una carriera che dimostra come la vita può togliere, ma al tempo stesso dare molto, una vita fatta d’amore, successo e tante sfide. Sarà veramente l’inizio di una vita felice?

Tra musica e amore

Il cuore della pellicola è la musica, perciò mi sembra doveroso partire da questo. Una colonna sonora incentrata sulla figura di Neil Diamond, dove il fulcro centrale non vuole essere il suo pezzo più noto, Sweet Caroline, ma lo diventa col passare del tempo perché in fondo è quello che tutti noi conosciamo e amiamo.

Vi sfido, infatti, a non mettervi a cantare l’iconico ritornello una volta in sala con il giusto spirito, riuscendo a rallegrarvi nonostante i momenti bui della pellicola. Senza ombra di dubbio queste fondamenta reggono alla perfezione l’intero Song Sung Blue che, altrimenti, diventerebbe una mera storia d’amore come tante altre.

La regia ad opera di Craig Brewer, conosciuto per lo più per due pellicole dimenticabili (Footloose nel 2011 e Il principe cerca figlio nel 2021), si mette dietro la macchina da presa per una pellicola che vuole essere una celebrazione di un’icona americana, Lightning & Thunder (il duo costruito da Mike e Claire Sardina) attraverso l’amore tra i due e la musica riuscendoci nelle intenzioni, ma non nella fedeltà alla realtà.

La fotografia non spicca per peculiarità, ma rientra nel compitino di ricreare l’atmosfera e l’ambiente di quei primi anni ’90 nel Midwest degli Stati Uniti. Non si tratta però necessariamente di un difetto, anzi per quanto mi riguarda è stata una scelta corretta per non stravolgere quello che è la realtà di quel periodo pur rimanendo una realizzazione nella norma.

L’interpretazione di Hugh Jackman e Kate Hudson è sublime, fatta di molte sfaccettature che vi porteranno dentro la loro famiglia con la potenza della musica e della loro bravura nel cantare, ormai scontata per il primo, ma quasi sorprendente per la seconda.

Una vera storia romanzata

Song Sung Blue è una pellicola che vi rimarrà nel cuore con tutti i pregi e i difetti che si porta dietro. Una storia che distorce la realtà, come detto di recente dal figlio di Mike Sardina che si è definito schifato dai mostri Jackman e Hudson, così come sua sorella che ha dichiarato come la storia sia stata stravolta, ma non il focus sull’amore che c’era tra i due protagonisti.

All’uscita dal cinema mi sono sentito in pace con me stesso, con la voglia di cantare a squarciagola Sweet Caroline in macchina (spoiler l’ho fatto per tutto il viaggio di ritorno), ma con la voglia e la consapevolezza di voler approfondire la storia dei veri Lightning & Thunder e credo che sia questo il vero pregio di questo film.

Una pellicola deve saper alleggerire gli animi, ma al tempo stesso creare curiosità e Song Sung Blue riesce alla perfezione in questo intento. In 2 ore e 13 minuti riesce a creare una connessione tra lo spettatore e i protagonisti della pellicola come pochi altri film visti negli ultimi anni.

Il fatto che la storia non ricalchi pedissequamente la realtà non è un vero difetto, anzi lo trovo il giusto spunto per arrivare ad informarsi sulla vera storia dei due protagonisti, che hanno creduto in loro e nel loro amore creando qualcosa di speciale che doveva essere raccontato.

Buona Visione!!!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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