Lorde è in giro per il mondo con l’Ultrasound World Tour grazie al suo quarto album in studio “Virgin” ed è passata anche da Bologna per la sua prima volta.
A Bologna ad aprire Lorde ci hanno pensato Fabiana Palladino a cui purtroppo non abbiamo assistito, mentre per il secondo opening The Japanese House siamo riusciti ad ascoltare qualcosa dal vivo. Per farvi capire l’artista con la sua band porta un pop che risulta un mix tra Harry Styles, Tame Impala e The 1975 con cui ha collaborato regolarmente in passato.
Si basa molto vocalità plurali e strumenti ricercati per privilegiare tante sonorità differenti in modo da creare una melodia fusa davvero particolare. Dell’artista consigliamo l’ascolto di “Touching Yourself” e “Something Has to Change”.
Spostiamoci su Lorde
Lorde è un’artista che si “fa desiderare” molto, prima di rilasciare un album e procedere con un tour si prende il suo tempo, quindi vederla in giro è un’occasione rara, ma soprattutto unica da assistere. Abbiamo recensito il suo album “Virgin” qualche mese fa e quindi come al solito ci sembra “giusto” anche vedere la trasposizione live delle nuove canzoni per confrontare l’effetto studio versus la dimensione live.
Privatamente avevamo assistito anche allo scorso tour quello dell’album “Solar Power“, però perché ne parliamo? Se infatti con lo scorso tour aveva puntato molto più sull’estetica e sulla sofisticatezza della performance, questa volta ha stravolto tutto di quello a cui avevamo assistito. Il bello di Lorde è come ogni volta comunque proponga un genere, un immaginario di riferimento totalmente differente dal precedente che arriva a toccare dei macro temi poi sviscerati nelle canzoni.
Per questo tour Lorde ha deciso che la “Brat season” ispirata dall’amica Charlie xcx non sia ancora finita. Per lo spettacolo il palco è stato strutturato come se fosse una console gigante e la maggior parte delle tracce sono state arrangiate per ballare, anche se non sono mancati i momenti lenti e intimi. La teatralità non è sparita però dal set di Lorde, è stato solamente tramutata in qualcosa di diverso.
Una Lorde più intima e scatenata allo stesso tempo
“Virgin” infatti è un album dove Lorde mette decisamente in mostra la propria intimità e così ha fatto anche sul palco sfruttando il suo corpo sia per ballare ma anche come elemento ulteriore per rappresentare al meglio il concetto durante le sue esibizioni.
Ogni traccia ha avuto un proprio peculiare set tra luci, danze, effetti speciali di ogni tipo e il pubblico ha risposto alla grande. Su “Hammer”, “Royals”, “Green Light”, “Ribs”, “What Was That” per citarne alcune, i presenti si sentivano addirittura più dell’artista, la partecipazione del pubblico così chiassosamente al “soft rave” di Lorde ha garantito un ulteriore godibilità allo spettacolo.
Le performance che più però ci hanno colpito sono state sicuramente “Clearblue” dove l’artista ha preso in mano un synth e proprio come nel pezzo ha variato la propria voce mentre continuava a cantare, effetto incredibile, e “Liability” in cui ha fatto un discorso su come lei stia “solo” cantando sulle sue fragilità, però le canzoni sono di tutti, nel suo discorso ha valorizzato molto il legame creatosi tra lei e i fan perché è qualcosa di unico e irripetibile nella vita di una persona.
Queste due le abbiamo prese come esempio, ma il concerto in generale è stato davvero interessante dal punto vista sonoro e soprattutto visivo, curato anche questo parecchio. Lorde è davvero un’Artista con la A maiuscola e ogni volta va attesa su quello che crea perché appunto alla fine regala musica “pregiata”, alternativa e che si contraddistingue dal resto della scena, rivelandosi poi a distanza di anni ancora immortale.
La scaletta
- Hammer
- Royals
- Broken Glass
- Buzzcut Season
- Favourite Daughter
- Perfect Places
- Shapeshifter
- Current Affairs
- Supercut
- GRWM
- 400 Lux
- The Louvre
- Oceanic Feeling
- Big Star
- Liability (Preceded by speech)
- Clearblue
- Man of the Year
- If She Could See Me Now
- Team
- What Was That
- Green Light (Started two times, because of some people needing help)
- David (Performed whilst walking through crowd to b-stage)
- Hard Feelings (Tour debut, performed on B stage)
- Ribs (Performed on B stage)
a cura di
Luca Montanari

