Put your soul on your hand and walk – dal 27 novembre al cinema

Disponibile su Youtube la prima clip di Put your soul on your hand and Walk – Prendi in mano l’anima e cammina nuovo documentario della regista iraniana Sepideh Farsi distribuito da Wanted e in uscita in Italia dal 27 novembre.

Presentato in anteprima mondiale nella sezione ACID al Festival di Cannes 2025 e in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma – RoFF 2025 nella sezioni Special Screenings e Concorso miglior Doc, il nuovo film della regista Sepideh Farsi, da sempre riconosciuta per il suo lavoro di denuncia sociale nel suo Paese natale, ci porta tra le rovine nelle strade deserte di Gaza, dove, sotto l’occhio vigilie dei cecchini si aggira la fotoreporter palestinese Fatima Hassouna.

La fotografa ventiquattrenne aveva deciso di testimoniare in prima linea l’orrore delle violenze nella striscia di Gaza e nelle sue spedizioni fotografiche era solita incoraggiarsi dicendo: ‘Ogni secondo, quando cammini per strada, metti l’anima in mano e cammina’.

Il documentario si propone di riportare fedelmente gli scambi avvenuti tra le due donne a partire dall’aprile del 2024 fino alla tragica morte della reporter, uccisa il 16 aprile 2025 durante l’ennesimo attacco Israeliano, denunciando la disumanizzazione e il silenzio che troppo spesso avvolgono le vittime palestinesi e offrendo una testimonianza urgente e necessaria del genocidio visto dall’interno.

Fatima e Sepideh erano infatti in contatto da lungo tempo per la realizzazione di un documentario che denunciasse la tragica situazione palestinese e nelle conversazione tra le due i promemoria per la documentazione necessaria al film si mescolano con rapporti giornalistici sulla situazione quotidiana e conversazioni personali sui sogni e le speranze di una ragazza che vorrebbe girare il mondo come con la sua macchina fotografica ma è invece confinata nella sua casa.

Attraverso un racconto intimo e potente, il film diventa l’archivio della resistenza di Fatima, uccisa in un attacco aereo insieme a nove membri della sua famiglia, mentre la realizzazione del film era ancora in corso. Secondo la regista inoltre: “L’edificio è stato preso di mira visto l’alto numero di giornalisti e fotografi uccisi dall’esercito israeliano a Gaza“.

La voce della fotoreporter Fatma Hassona (1999-2025) non sarà dimenticata.

a cura di
Staff

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