Piccoli Funerali, in scena a Teatro Due il 5, 6 e 7 novembre alle ore 20.30, è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato.
Si tratta di piccoli, commossi ritratti e dediche che Maurizio Rippa, attore e cantante contralto, rivolge a creature a lui care, canzoni e arie dal vivo, accompagnate da Amedeo Monda alla chitarra, per una immersione nelle onde del cuore e della memoria.
Ogni dedica è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta. Piccoli Funerali, vincitore alla VI edizione de I Teatri del Sacro 2019, è uno spettacolo commovente e dolcissimo capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.
“Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d’amore, l’altro di odio” racconta Rippa.
L’amore è quello per il teatro, per l’artista, che calca le scene da oltre vent’anni, da sempre accompagnato dalla timidezza e dall’agitazione per l’esibizione in pubblico: “l’esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione; dedicare il mio lavoro a qualcuno invece mi alleggerisce, diventa un atto d’amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto”.
L’odio invece è per i funerali.
“Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo. Così è nato Piccoli Funerali. Mi sono venute in mente persone realmente vissute ed altre inventate. Racconto della loro vita, o meglio, la faccio raccontare a loro e dedico ad ognuno di loro una canzone”. Dodici canzoni, tratte da un repertorio vastissimo, dal barocco alla musica moderna, per seppellire i morti, ciascuno i propri.
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