“Quel che resta della scrittura non è segreto”: Dino Buzzati e la letteratura che progetta i luoghi

In occasione di BookCity Milano 2025, la manifestazione che trasforma la città in un laboratorio diffuso di cultura, letteratura e narrazione, “Quel che resta della scrittura non è segreto”, l’installazione performativa di Melania Bianco, a cura di Daniela Schirinzi e Greta Ruffinoispirata ai racconti di Dino Buzzati, invita i visitatori a creare la propria città ideale, costruendo con le parole e dando forma al loro immaginario. 

BookCity Milano rappresenta ogni anno un’occasione unica per esplorare la città attraverso la parola scritta e la pratica artistica. In questo contesto, l’installazione – in programma dal 14 al 16 novembre presso MB Design Studio, Via Pasquale Sottocorno, 50 – si propone come un percorso sensoriale e riflessivo in cui la scrittura diventa spazio di relazione tra l’individuo e la città, tra realtà e immaginazione.

L’installazione si ispira alla produzione letteraria di Dino Buzzati, autore capace di fondere realismo e fantastico, di raccontare Milano e le sue regole invisibili, e di mostrare come la letteratura possa riscattare la vita dall’immobilismo esistenziale. In “Quel che resta della scrittura non è segreto” diverse forme espressive si intrecciano per rendere tangibile questa eredità, stimolando la partecipazione del pubblico e invitandolo a ripensare la propria esperienza quotidiana attraverso l’arte e la parola. 

L’evento si inserisce all’interno del focus Architettura Design Urbanistica di BookCity

Nell’installazione, il cui concept narrativo è stato ideato e realizzato dalla designer Melania Bianco, è presentata l’opera tessile firmata dalla stessa, dal titolo Geografia dell’Attesa: il tappeto murale taftato a mano, in lana e viscosa, è realizzato da Jaipur Rugs, azienda indiana produttrice di tappeti, nota per il suo modello di business sociale e per la produzione di tappeti di alta qualità in stile tradizionale e contemporaneo ispirati alla cultura indiana. Un’azienda che ha perseguito sin dalla sua fondazione valori etici collaborando direttamente con artigiani delle aree rurali, focalizzandosi in particolare sull’empowerment delle donne.

L’immagine grafica creata da Melania Bianco a corredo dell’invito all’evento, riporta l’opera Casa della Fontana del 2016 di Marco Petrus (Rimini, 30 maggio 1960), artista che ha cristallizzato il tratto architettonico con metafisica nitidezza, costruendo una mitologia urbana immediatamente riconoscibile. L’opera d’arte qui riprodotta diventa ipertesto e ci riporta uno scorcio della Casa della Fontana, palazzo storico di Milano del 1936 in viale Vittorio Veneto al 24. L’ultima finestra in alto a destra dell’edificio è quella dell’appartamento dove ha abitato il celebre scrittore, giornalista e artista Dino Buzzati, e dalla quale ha guardato la Milano raccontata nei suoi scritti.

“Quel che resta della scrittura non è segreto”, a cura di Daniela Schirinzi e Greta Ruffino che operano da oltre venti anni nel mondo dell’architettura, del design e dell’arte in contesti internazionali, nasce in occasione di BookCity Milano 2025, per promuovere e valorizzare nuove personalità e realtà creative, sostenendo pratiche collaborative e interdisciplinari.

a cura di
Staff

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di Staff

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