I Foo Fighters di Dave Grohl tornano con il dodicesimo album, uscito il 27 aprile
Rumore, fisicità cruda ed energia: potremmo definire così il nuovo album dei Foo Fighters “Your Favorite Toy”. Il dodicesimo lavoro in studio accende i riflettori su mille dubbi, domande e dolori in di Dave Ghrohl.
Il lutto inaspettato di Taylor Hawkins, i gossip di tradimento e di una figlia nata al di fuori del matrimonio, le oltre 430 sedute di terapia e quel titolo di “The nicest man in rock” che a Ghrohl proprio non va giù: da qui parte “Your Favorite Toy”.
Un dialogo interiore critico, ma soprattutto autoironico messo in musica ha dato vita a un lavoro nervoso, irrequieto… ma che funziona, anche con il nuovo batterista Ilan Rubin, ex Nine Inch Nails. Questo album ti tiene incollato alla radio e vale la pena essere ascoltato per intero, non ci sono pause. Tutto scorre perfettamente.

Niente di nuovo
La musicalità del resto, è praticamente sempre la stessa: non ci sono vere e proprie novità sotto il profilo stilistico e questa è forse l’unica pecca, se vogliamo trovare un difetto, di questo album. I Foo Fighters del resto, hanno imparato bene ad essere sé stessi: così seguiti e amati, hanno smesso di guardare aldilà del proprio giardino: non c’è novità vera e propria e sebbene tutto questo funzioni per i fan appassionati, per gli altri beh…forse potrebbero non essere della stessa opinione.
Certo è che comunque che questo album spinge parecchio ed è piacevole da ascoltare: “Unconditional” e il brano omonimo al disco “Your Favorite Toy” spiccano tra i dieci brani contenuti nell’album. Resta il fatto che la staticità nascosta sotto al tappeto camuffata da sonorità crude e ruvide di una band che prova in garage, potrebbe essere una gabbia d’oro per la band e si spera che per il tredicesimo ci sia qualcosa di diverso, o avremmo un nuovo album praticamente identico agli ultimi tre già pubblicati.
a cura di
Valentina Pilotti

