Non è stata un estate particolarmente prolifica in quanto a letture, fin quando non mi sono imbattuta in Portofino Blues di Valerio Aiolli (già candidato al Premio Strega di quest’anno). In un solo titolo ho trovato ciò che cercavo per farmi compagnia sotto l’ombrellone: la Liguria, il true crime, la commistione di generi letterari. Ma ho trovato molto di più.

Il giallo di Portofino

Siamo nel 2001 e il caso di cronaca di cui si parla tornerà vagamente alla mente dei millenials, in quanto uno dei primi casi dall’ampia risonanza mediatica “moderna” – quella che poi sarà tipica di tutti gli omicidi ‘famosi’ degli ultimi vent’anni.

Lo sfondo è quello di un luogo noto a tutti nel suo mood soleggiato e vacanziero, la Liguria, capovolto nella sua versione invernale, fredda, vuota e fantasmatica – una versione blues, appunto. E’ la penna del destino che ha scelto questa versione della regione per una storia che ancora oggi resta avvolta dal mistero. La sera dell’8 gennaio del 2001, la contessa Francesca Vacca Agusta, sparisce da Villa Altachiara a Portofino. Il cadavere verrà trovato qualche giorno dopo sulle spiagge della Costa Azzurra.

Fin dall’inizio insorge il dubbio che non si tratti di una caduta in mare accidentale, per quanto non fosse un mistero che la contessa facesse uso di antidepressivi e sostanze stupefacenti, ma di una morte violenta. Il ritrovamento sconvolge la piccola e tranquilla comunità di Portofino, che conosceva bene la contessa, prima, e l’Italia intera poi.

Chi ha ucciso la contessa?

Chi potrebbe avere ucciso Francesca? La contessa Agusta è un personaggio che, per le frequentazioni e la vita dissoluta in generale ben si presta a bieco gossip e speculazioni. Ma l’opera di Valerio Aiolli ha un ambizione ben più alta: opera infatti una ricostruzione non solo del caso in sé, ma di tutto il tessuto sociale e politico degli anni in cui vissero la nobile famiglia Agusta, la contessa e tutti i personaggi che gravitarono intorno a lei. 

L’intreccio di anni, storie, eventi

Ne nasce una narrazione complessa che attraversa anni, molteplici luoghi e soprattutto tante vite. Dal Messico alla Liguria, passando per la Costa Azzurra e la Svizzera, si dipana una lunga vicenda collettiva di scandali politici, relazioni amorose e colossali giri di riciclaggio di denaro. In tutto ciò, la specificità dei personaggi non viene “sommersa”. Aiolli riesce a restituire lo spessore umano e psicologico, nel bene e nel male, non solo alla contessa Agusta, ma anche a tutti coloro con cui si è relazionata. 

E alla fine… non c’è una fine, o quanto meno non ci sono risposte definitive. Il mistero è ad oggi irrisolto e lo scopo di Portofino Blues non è quello di trovare una soluzione a una vicenda lunga e complessa. Lo è, piuttosto, il fatto di invitare i lettori a guardare più a fondo, di mostrare quanto dietro ai casi di cronaca ci siano persone, fragilità e zone d’ombra. Un invito a riflettere sulla complessità, ma senza perdere mai di vista il coinvolgimento del lettore.

a cura di
Martina Gennari


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