La mostra sarà disponibile fino a gennaio, presso Palazzo Reale
Milano rende omaggio ad Andrea Appiani, figura centrale del Neoclassicismo italiano e protagonista assoluto della pittura a cavallo tra Illuminismo e Impero. La mostra Appiani. Il Neoclassicismo a Milano, è iniziata a Palazzo Reale il 23 settembre e proseguirà fino all’11 gennaio 2026.
L’esposizione offre uno sguardo completo e profondo sulla produzione artistica e sull’identità intellettuale del primo pittore del Regno d’Italia napoleonico, insignito di medaglie onorifiche come la Légion d’honneur, definito il pittore delle Grazie, figura chiave del neoclassicismo milanese e nazionale.
La sua raffinata, armoniosa arte è stata al centro di commissioni religiose, aristocratiche e politiche. Celebre soprattutto nel periodo napoleonico, la sua produzione spazia dagli affreschi monumentali, ai ritratti, alle medaglie, con uno stile unico, riconosciuto per equilibrio, grazia e rigore formale.
spiegano gli organizzatori.
Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, Civita Mostre e Musei, Electa e MondoMostre, la mostra è realizzata in partnership con lo Châteaux de Malmaison et de Bois-Préau, il Grand Palais di Parigi e il Louvre. Inoltre è in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, la Pinacoteca di Brera e Villa Carlotta.
Curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca e Domenico Piraina, l’esposizione “mira a ricostruire il percorso artistico di Andrea Appiani attraverso opere provenienti da collezioni italiane e internazionali, restituendo l’immagine della vitalità culturale della Milano neoclassica“.
L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Bracco e da Biofer Spa e rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Il contesto di crescita dell’artista
Giovanni Andrea Melchiorre Appiani nasce a Milano il 31 maggio 1754. Il padre, medico, sperava per il figlio una carriera analoga. Quest’ultimo dimostrò però sin dall’età adolescenziale uno spiccato interesse artistico. Dal 1769 iniziò la formazione dell’artista, tra cui l’iscrizione alla scuola privata di Carlo Maria Giudici, in quell’epoca rinomato pittore e scultore.
Menzioniamo tale fase poiché fu proprio questo luogo a permettergli in un primo momento di studiare e riprodurre le opere dei celebri maestri rinascimentali come Raffaello Sanzio. In seguito Appiani frequentò diversi studi, dai quali apprese ulteriori tecniche e conobbe interessati personalità , tra cui Foscolo e Monti.
La produzione artistica
Nelle opere di Appiani è possibile osservare i soggetti propri del neoclassicismo, ossia luoghi e persone protagonisti della mitologia classica, come in Il Parnaso , Apollo e Daphne o La testa di Lacone. Oltre all’operato prettamente neoclassico si può apprezzare anche una produzione dedicata a ritratti di personalità note, come Napoleone o Foscolo.
In varie opere, indipendentemente dal tema trattato, è possibile notare l’uso della tecnica del chiaroscuro e dell’affresco, appresi da Martin Knoller nel momento di frequentazione del suo atelier. Nonostante ciò l’utilizzo del chiaroscuro non è da lui sempre impiegato, mentre invece si possono più frequentemente scorgere leggere ombreggiature per creare altri effetti di luce.
In Plutone e Proserpina l’artista rappresenta il rapimento della ninfa da parte del dio degli inferi, in questo caso il contrasto non è elevato, ma comunque i colori usati sono scuri e tetri, conferendo drammaticità alla scena e dimostrando una mescolanza di tecniche.

a cura di
Eleonora Maria Cavazzana

