A sorpresa il Leone d’oro è stato vinto da Jim Jarmusch col suo Father Mother Sister Brother, a discapito del più quotato The Voice of Hind Rajab. Premi anche per la regia di Benny Safdie e per Gianfranco Rosi, Premio della Giuria per Sotto le nuvole. Coppa Volpi a Toni Servillo e Xin Zhilei. Ecco tutti i vincitori.
È un Leone d’oro sorprendente quello che è stato assegnato ieri sera durante la cerimonia di chiusura dell’82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia, condotta da una formidabile Emanuela Fanelli. Jim Jarmusch – tra gli autori più amati e celebrati del panorama cinematografico – si aggiudica il premio più ambito, quello per il miglior film, grazie al suo Father Mother Sister Brother.
Un film in tre episodi, che esplora le fragili dinamiche familiari attraverso uno stile delicato e poetico, così come il regista americano ci ha da sempre abituati. Un film, però, che fin dal suo battesimo in Sala Grande di qualche giorno fa, non aveva particolarmente rapito o entusiasmato. Un film che è piaciuto, ma senza scaldare i cuori o smuovere gli animi.
Chi invece gli animi li ha smossi eccome è stato The Voice of Hind Rajab. Diretto dalla tunisina Kaouther Ben Hania, il film ha fatto parlare di sé prima ancora dell’anteprima veneziana. A fine luglio, al momento della conferenza di presentazione del Festival, Alberto Barbera spese già importanti elogi e apprezzamenti per quello che, ne era sicuro, sarebbe stato il film della Mostra.
E così è stato.
A partire dal Red Carpet, forse quello più sobrio, meno glamour e più impattante degli ultimi anni: la regista e il cast che sfilano con la foto di Hind Rajab, la bambina palestinese rimasta bloccata all’interno di una macchina sotto il pesante attacco israeliano, chiedendo aiuto ed urlando, in contatto con i soccorritori della Mezzaluna Rossa, tutta la sua paura e la sua disperazione.
Quella di Hind Rajab è la voce dell’innocenza, la voce di migliaia di bambini che ogni giorno, da quasi due anni, muoiono sotto i colpi dell’esercito israeliano. La voce di un intero popolo che letteralmente lotta per la sopravvivenza.

Alla fine della proiezione, una standing ovation sentita e accorata: più di venti minuti di applausi per quella che tutti si aspettavano sarebbe stata la pellicola vincitrice di questa edizione. Sembrava un Leone d’oro scontato, la vittoria più giusta. E invece la giuria, presieduta da Alexander Payne, ha deciso di assegnargli il Gran Premio della Giuria.
Un Leone d’argento destinato a far parlare di sé ancora per qualche settimana. Perché non si è premiato un film così urgente e necessario? Perché la giuria non ha voluto lanciare un importante segnale politico? Queste le domande che, poco dopo la premiazione, rimbalzavano di bocca in bocca tra critici e appassionati. Domande a cui forse non avremo mai una risposta definitiva e ufficiale.
I premiati
Ciò che resta, però, sono i premi. Perché quelli, sì, rappresentano un dato di fatto. Ecco allora Toni Servillo che trionfa come migliore attore, aggiudicandosi una meritatissima Coppa Volpi. Ne La Grazia, settima collaborazione con Paolo Sorrentino, Servillo interpreta un immaginario Presidente della Repubblica a fine mandato, alle prese con due richieste di grazia e con un nuovo disegno di legge sull’eutanasia. Una grande prova attoriale che gli ha permesso di sbaragliare una folta e agguerrita concorrenza, dal Paul Dano de Il mago del Cremlino di Olivier Assayas alla sorpresa The Rock in The Smashing Machine, da Adam Driver a Benjamin Voison.

“Voglio esprimere la mia ammirazione per chi oggi ha deciso di mettersi in mare, raggiungere la Palestina e portare un segno di umanità in una terra in cui quotidianamente la dignità umana è vilipesa”.
Toni Servillo
Ammirazione per la missione della Global Sumud Flotilla espressa anche da Benedetta Porcaroli, miglior attrice nella sezione Orizzonti per Il Rapimento di Arabella di Carolina Cavalli: “Loro ci ricordano che c’è un motivo valido per alzarsi la mattina, che si chiama umanità”. Sempre in Orizzonti, trionfo di Giacomo Covi come miglior attore per Un anno di scuola di Laura Samani.
È Xin Zhilei, invece, la Coppa Volpi femminile per The Sun Rises on Us All di Cai Shangjun. Una performance maiuscola dell’attrice cinese, che vince il premio a discapito anche delle nostre – bravissime – Barbara Ronchi e Valeria Bruni Tedeschi. Gianfranco Rosi riceve il Premio della Giuria per Sotto le nuvole, mentre Benny Safdie vince sorprendentemente il Leone d’argento per la regia di The Smashing Machine. A Valerie Donzelli, regista di À pied d’oeuvre, va invece il premio per la migliore sceneggiatura.

Restano a mani vuote A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, No Other Choice di Park Chan-wook e Bugonia di Yorgos Lanthimos: veri e propri sconfitti di questa edizione.
Alla prossima
Si conclude così l’82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Un’edizione destinata a rimanere negli annali della storia del Festival, non solo per l’evidente qualità delle opere mostrate, ma soprattutto per il grande sostegno del mondo dello spettacolo, italiano e internazionale, al popolo palestinese.
Dalle spille con la bandiera palestinese a quelle con scritto “Enough”, dalle manifestazioni per le strade del Lido agli accorati appelli della star, italiane e non. Tutti uniti contro la disumanizzazione e a favore dell’impegno politico ed emotivo. Jim Jarmusch lo ricorda nel suo discorso di ringraziamento, prendendo in prestito le parole di Benny Safdie: “L’empatia è il primo modo che abbiamo a disposizione per risolvere i problemi che ci affliggono”.
Di seguito tutti i vincitori:
Concorso
Leone d’oro
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
Leone d’argento – Gran premio della giuria
The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania
Leone d’argento – Premio per la miglior regia
Benny Safdie (The Smashing Machine)
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile
Xin Zhilei (The Sun Rises On Us All)
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile
Toni Servillo (La grazia)
Premio per la miglior sceneggiatura
À pied d’oeuvre di Valérie Donzelli e Gilles Marchand
Premio speciale della giuria
Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Luna Wedler (Silent Friend)
Orizzonti
Miglior film
En el camino di David Pablos
Miglior regia
Anuparna Roy (Songs of the Forgotten Trees)
Premio speciale
Harà watana (Lost Land) di Akio Fujimoto
Miglior attrice
Benedetta Porcaroli (Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli)
Miglior attore
Giacomo Covi (Un anno di scuola di Laura Samani)
Miglior sceneggiatura
Hiedra di Ana Cristina Barragan
Miglior cortometraggio
Stan Kelly (Without Kelly) di Lovisa Sirén
Orizzonti Extra
Premio degli spettatori – Armani Beauty
Calle Malaga di Maryam Touzani
Leone del futuro
Premio Luigi de Laurentiis Miglior opera prima
Short Summer di Nastia Korkia
a cura di
Alessandro Michelozzi

