GdA 2025 – I premi ufficiali della 22a edizione

Inside Amir di Amir Azizi vince il GdA Director’s Award 2025. A Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis va l’Europa Cinemas Label. A Memory di Vladlena Sandu e A sad and beautiful world di Cyril Aris il Premio del pubblico.

Nel corso della cerimonia di premiazione, tenutasi alle ore 16.30 di venerdì 5 settembre nella Sala Perla del  Palazzo del Casinò, sono stati annunciati i vincitori dei tre premi ufficiali delle Giornate degli Autori: il GdA Director’s Award,l’Europa Cinemas Label e il Premio del Pubblico.

La giuria delle Giornate degli Autori, presieduta dal regista norvegese Dag Johan Haugerud e composta dalla produttrice italiana Francesca Andreoli, il curatore del Dipartimento di Cinema presso il MoMA di New York Josh Siegel, la regista e attrice franco-palestinese-algerina Lina Soualem e il direttore della fotografia tunisino Sofian El Fani, ha decretato il vincitore del GdA Director’s Award, premio dal valore di 20.000 euro per metà destinata al regista e per metà al venditore internazionale del film.

Tra i dieci film in concorso della 22ª edizione delle Giornate degli Autori è Inside Amir di Amir Azizi ad aggiudicarsi il GdA Director’s Award 2025.

“Il film che premiamo questa sera è una meditazione sul quotidiano. Ci ricorda come le routine di ogni giorno, i gesti e le conversazioni con gli amici, ci offrano al tempo stesso sicurezza e libertà. Con uno sguardo che, poco a poco, svela una vita complessa segnata dalla perdita e dal lutto, sullo sfondo dell’esilio e dei turbamenti sociali, il film ci pone domande fondamentali su cosa significhi appartenere e sui dubbi esistenziali che emergono a partire da tali riflessioni. È un film che si prende il tempo di ascoltare, e che mostra come incontri inaspettati e spontanei creino una vita ricca. I dialoghi precisi e la messa in scena restituiscono un forte senso di presenza, e da spettatori ci sentiamo invitati con generosità a far parte di un gruppo di amici, tanto nelle conversazioni intime e profonde quanto in quelle più leggere e quotidiane… Un altro grande piacere che questo film regala è il sottile uso di diversi periodi temporali, spesso nella stessa inquadratura e persino durante lo stesso giro in bici. È un onore assegnare il premio delle Giornate degli Autori a Daroon-E Amir (Inside Amir) di Amir Azizi.”

la giuria
Europa Cinemas Label

L’Europa Cinemas Label, creato da un network di esercenti europei, con il sostegno del Programma MEDIA dell’Unione Europea, è un premio dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, grazie al quale il vincitore può beneficiare del sostegno promozionale di Europa Cinemas e di una migliore distribuzione. 

La giuria 2025, composta da Manuel Asín (Cine Estudio del Círculo de Bellas Artes, Madrid, Spagna), Simon Blaas (Cinema Middelburg, Middelburg, Paesi Bassi), Ivan Frenguelli (PostModernissimo, Perugia, Italia) e Signe-Annie Lindstedt (Zita Folkets Bio, Stoccolma, Svezia) ha assegnato l’Europa Cinemas Label a Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis.

Bearcave è un esordio nel lungometraggio estremamente innovativo e vitale di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, supportati da una troupe giovane e di grande talento. Il film segue la relazione tra due giovani donne queer in un remoto villaggio tra le montagne dei Balcani. L’opera, che al contempo unisce e contrappone antico e moderno, ha un impianto che richiama quello di un thriller, ma è attraversata da un marcato tocco di soprannaturale. Musica, montaggio e fotografia risultano estremamente originali, e le interpretazioni delle due protagoniste sono straordinarie. Speriamo che l’assegnazione di questo premio possa incoraggiare i distributori e il pubblico in tutta Europa.”

la giuria

Il Premio del Pubblico, decretato sulla base delle preferenze espresse dagli spettatori in Sala Perla nel Palazzo del Casinò al termine delle proiezioni della selezione ufficiale, è stato conquistato eccezionalmente da due film ex-aequo: Memory di Vladlena Sandu e A sad and beautiful world di Cyril Aris, entrambi con il 77,4% di preferenze da parte del pubblico.

Trama Inside Amir

Un giovane uomo a Teheran è sul punto di emigrare. Tra memorie sparse, conversazioni incompiute e giornate che scorrono lentamente, Amir si trova di fronte a una decisione che in realtà non ha ancora preso: andare o restare? L’unico oggetto dal quale non vuole separarsi è la sua bicicletta, compagna di viaggio per le strade della città e simbolo del sua esistenza.

La data della partenza per raggiungere Tara, la fidanzata che ora vive in Italia, si avvicina. Intanto scopriamo che, anni prima, quella relazione lo trattenne da un viaggio familiare che finì in tragedia. Tara, per Amir, più di una compagna, rappresenta la vita che gli è stata concessa.

Amir Azizi

Amir Azizi (Ahvaz, Iran, 1984) ha iniziato la sua carriera cinematografica nel 2003. Ha lavorato come assistente alla regia con autori come Kianoush Ayari e Rakhshan Banietemad. Ha diretto diversi cortometraggi, tra cui: The Idiot (2007), Two Cold Meals for One Person (2009) e Family Portrait (2010), selezionati in festival nazionali e internazionali.

I suoi documentari, Nature and Cities of Iran (2013), Wolf (2018) e Home (2022) sono incentrati su temi locali e ambientali e hanno ricevuto il plauso della critica. Il suo primo lungometraggio, Temporary (2015), è stato presentato al Festival di Pechino e al Med Film Festival di Roma, vincendo il Premio speciale della giuriaTwo Dogs (2020), ha partecipato al concorso di Varsavia ed è stato premiato a Bangalore e in altri festival.

Trama Bearcave

A Tirna, un villaggio che sorge su una montagna in Grecia, Argyro è una contadina energica, mentre la sua migliore amica Anneta è la ragazza più popolare del paese e lavora come manicure. Quando Anneta le rivela di essere incinta e di avere intenzione di seguire il suo fidanzato poliziotto abbastanza sfigato, Argyro la sfida a intraprendere un’avventura: trovare la mitica grotta dell’orso.

Però, prima che Argyro abbia la possibilità di dichiarare il suo amore, Anneta parte per la sua nuova vita nella grande città. Argyro è a pezzi. Intanto, nella sua nuova casa, con la suocera che le sta sempre attaccata, Anneta comprende che il suo destino è altrove.

Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis

Stergios Dinopoulos è cresciuto ad Atene e ha studiato arte, cinema, e studi visivi all’Università di Harvard, dove con il suo film diploma si aggiudica il prestigioso Premio Hoopes. Lavora come regista, sceneggiatore e montatore e nel 2022 e 2023 realizza i cortometraggi Bluebird e Arkoudotrypa, quest’ultimo co-diretto con Krysianna B. Papadakis. Dinopoulos è stato anche assistente alla curatela del Museo d’Arte Moderna e ha insegnato per anni cinema e narrazione a giovani adulti e adolescenti. Gli piacciono i colori saturi e la danza.

Krysianna B. Papadakis è una scrittrice e regista greco-neozelandese. Il suo lavoro esplora l’identità queer, la trasformazione rurale e il folklore balcanico da un punto di vista poetico e politico, attingendo a un background di studi di filosofia e politica ad Harvard e di teoria dei media a Oxford. Prima del cinema, ha lavorato come regista teatrale nel Regno Unito. Con il corto Arkoudotrypa, diretto insieme a Stergios Dinopoulos, si è aggiudicata il premio per il miglior film al DISFF 2023. Film che nella nuova versione, per entrambi i filmmaker, rappresenta l’esordio nel lungometraggio

Trama Memory

Vladlena all’età di sei anni, dopo il divorzio dei genitori, si trasferisce dalla Crimea a Grozny. È ignara che presto la guerra consumerà la sua infanzia. L’Unione Sovietica crolla, la Repubblica cecena si frammenta. I suoi amici di lingua russa sono obbligati a scappare, mentre i ceceni deportati fanno ritorno reclamando la loro patria. Le tensioni aumentano e scoppia un conflitto armato. La violenza investe la città: i vicini vengono uccisi, la sua famiglia è presa di mira e Grozny si trasforma in un campo di battaglia.

Dopo quattro anni di guerra, sua madre è gravemente ferita e un attacco armato costringe Vladlena alla fuga, diventando una sfollata in Russia. In questo film ibrido, autobiografico e poetico, Sandu rivisita i suoi traumi attraverso i ricordi dell’infanzia, per rispondere a una domanda ossessionante: come si interrompe quel meccanismo circolare della violenza che plasma i bambini e si trasmette di generazione in generazione?

Vladlena Sandu

Vladlena Sandu (Crimea, Ucraina, 1982) è una regista cinematografica e teatrale che esplora i traumi della guerra, la dittatura, il colonialismo e il traffico sessuale. È cresciuta a Grozny durante la guerra cecena e in seguito è stata sfollata nella Russia meridionale. Dopo essersi laureata in regia al VGIK di Mosca, ha completato la sua formazione con un diploma in Estetica e Teoria culturale. I suoi cortometraggi sono stati selezionati a Rotterdam, Leipzig Dok, Berlinale, Series Mania, GoEast e altri festival e hanno ricevuto diversi premi internazionali.

Dopo essere fuggita dalla Russia nel 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina, ha continuato il suo lavoro artistico ad Amsterdam. Lì ha creato la performance The Rainbow Cinema, basata sulla propria esperienza del traffico sessuale. Nel 2025 ha partecipato alla European Theatre Academy. Sandu, attualmente, sta sviluppando un musical sullo sfruttamento sessuale delle ragazze in Europa. Memory è il suo primo lungometraggio.

Trama A sad and beautiful world

In questa storia d’amore travolgente, che attraversa tre decenni di passioni, dolori e speranze, Nino e Yasmina si ritrovano insieme grazie al magnetismo che li attira reciprocamente. Di fronte a una scelta impossibile tra amore e sopravvivenza, devono decidere se costruire una famiglia e cercare la felicità in Libano, o fuggire dalle tragedie che devastano il paese.

Cyril Aris

Cyril Aris è un regista e sceneggiatore libanese, membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Il suo documentario Dancing on the Edge of a Volcano (2023), sovvenzionato dal Sundance Institute, è stato presentato in concorso al Festival di Karlovy Vary, dove ha ricevuto la Menzione speciale della giuria. Il film è stato proiettato in numerose manifestazioni internazionali, tra cui BFI London, CPH:DOX e DOC NYC, vincendo premi a Rotterdam, Valencia, Roma, San Francisco, Marsiglia.

Anche il suo primo documentario, The Swing (2018), è stato presentato in anteprima a Karlovy Vary e ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ha conseguito un master presso la Columbia University e ha lavorato come montatore, tra gli altri, in Costa Brava, Lebanon (2021), presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, e diretto da Mounia Akl, l’interprete principale dell’opera prima di Aris, A Sad and Beautiful World.

Premio speciale a Dario Argento

Sezione autonoma e indipendente della Mostra del Cinema, promossa dalle associazioni ANAC e 100autori, le Giornate degli Autori vengono ospitate dalla Biennale di Venezia e devono la propria autonomia grazie al sostegno della Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura e di SIAE. Quest’anno è stato assegnato il Premio alla carriera intitolato ad Andrea Purgatori al maestro indiscusso del noir italiano, Dario Argento.

Altro sostenitore indispensabile delle Giornate degli Autori 2025 è I WONDER, che da tre anni sposa la mission delle Giornate attraverso la promozione di un cinema che legge i cambiamenti politici, sociali e culturali del nostro tempo.

L’importanza della Casa degli Autori

Da ormai cinque anni la Casa degli Autori ospita film e appuntamenti tra la Sala Laguna e gli spazi polifunzionali aperti a giornalisti, pubblico e professionisti di settore.

Lo spazio dei #confronti, resi possibili grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, ha animato la programmazione 2025 con incontri di parola, proiezioni e dibattiti, lasciando spazio di sera alle Notti Veneziane, sezione off di cinema italiano realizzata in accordo con Isola Edipo e co-diretta da Gaia Furrer e Silvia Jop. Proprio negli spazi di Isola Edipo, la Premio Nobel Annie Ernaux ha letto con Céline Sciamma il testo Da Venezia a Gaza, in sostegno alla causa palestinese.

Miu Miu Women’s Tales

Il progetto Miu Miu Women’s Tales, che ha ormai all’attivo trenta cortometraggi realizzati da alcune delle più note e interessanti registe del mondo, quest’anno ha portato sullo schermo della Sala Perla i lavori di Johanna Hogg e Alice Diop e ha impreziosito la programmazione dello Spazio Regione del Veneto/Veneto Film Commission dell’Hotel Excelsior con gli incontri moderati da Penny Martin, al fianco di Emma Corrin, Maggie Gyllenhaal, Myha’la, Alisha Boe e Sarah Catherine Hook.

Nei dieci giorni al Lido sono stati con noi, per accompagnare i loro film o partecipare ad incontri con il pubblico attori e attrici, filmmaker, musicisti e musiciste, sceneggiatori e artiste come la grande scrittrice Annie Ernaux, Stefano Accorsi, Francesca Andreoli, Sharunas Bartas, Federico Cesari, Francesco Colella, Gianni Di Gregorio,Francesco Di Leva, Giuliana de Sio, Sofian El Fani, Donatella Finocchiaro, Iaia Forte, Valeria Golino, Dag Johan Haugerud, Tecla InsoliaMiriam Leone, Milo Manara, Saul NanniEdoardo Pesce, Benedetta Porcaroli, Greta Scarano, Albert Serra, Josh Siegel, Claire Simon, Lina Soualem, Jasmine Trinca.

I numeri delle Giornate degli Autori

numeri delle Giornate degli Autori crescono, confermando l’interesse partecipato del pubblico. Gli spazi aperti della Casa degli Autori hanno accolto oltre 5.600 persone, con quasi tutti gli eventi e le proiezioni sold-out. Crescono anche i numeri sui social, in particolare Instagram e TikTok. Il primo ha superato i 2,4 milioni di visualizzazioni organiche. Il secondo ha superato le 850.000, confermando l’attenzione con cui la manifestazione viene seguita anche sul web e fuori dall’Italia.

a cura di
Staff

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