Talento, classe e presenza scenica fuori dal comune. Nina Zilli tiene il palco e , soprattutto, canta come poche in Italia. Il risultato non può che essere un concerto avvolgente, elegante ma, al contempo, carico di energia. Un caleidoscopio di atmosfere con un unico comune denominatore: un’artista strepitosa
La cornice era, come sempre, splendida. Una calda sera d’estate, la piazza più bella della città, un cielo trapunto di stelle. Ma il “quadro” in sè , la “Monnalisa” al centro del palco non era da meno. Anzi. Nina Zilli è indubbiamente una delle migliori voci italiane. Ma questa, direte voi, non è certo una novità. Ma spesso (ahimè troppo) avere una bella voce non è sufficiente a proporre un live di un certo livello. Per fortuna questo non è il caso della Zilli che unisce al talento che madre natura le ha benevolmente donato una presenza scenica e una capacità di coinvolgere il pubblico incredibili. Il tutto, sempre mantenendo una cifra stilistica, un’eleganza, una classe che restano altissime anche al continuo variare di atmosfere che contraddistingue il concerto.
Ogni canzone è un viaggio, un’atmosfera diversa
Il concerto fa parte di un Festival ormai storico di Cosenza denominato “Invasioni”. Il nome è un netto richiamo alle varie dominazioni che la città ha avuto nei secoli con le conseguenti influenze che ha assorbito, rielaborato e fatto sue, mantenendo sempre uno sguardo ed un’apertura al futuro, al nuovo. Ecco, in un contesto del genere il concerto di Nina si “incastona” perfettamente. Ogni canzone diventa un viaggio, un’atmosfera diversa. Cosenza si trasforma, di volta in volta nella Detroit dei tempi della Motown o nella New Orleans delle sessions di Etta James. La Zilli passa da Diana Ross a Nina Simone, da Shirley Bassey a Louis Armstrong, da Ranieri a Celentano, con la naturalezza che solo le grandi artiste hanno e riesce poi a mescolare tutte queste nuances per dar vita a pezzi originalissimi come “50mila” o “Per sempre” (solo per citarne alcuni).
La sinuosità di una pantera, l’eleganza di un cigno
Come dicevamo all’inizio, il concerto di Nina Zilli è un piacere per gli occhi oltre che, ovviamente, per le orecchie. Nina si presenta sul palco con uno splendido abito nero e lunghissimi guanti con artigli da pantera e le movenze, in effetti, sono feline, sinuose. I successivi cambi d’abito ce la mostrano invece con la regale eleganza di un cigno, luminosa di luce propria oltre che di paillettes. Ma che sia cigno o pantera, tigre o usignolo, Nina si concede al proprio pubblico senza mai risparmiarsi ed ottiene in cambio, oltre che continui e scroscianti applausi, “un’attenzione magnetica” . Il pubblico non le toglie mai gli occhi di dosso e, anche nella calda notte cosentina, è assolutamente piacevole lasciarsi “avvolgere” da questa artista e performer strepitosa.
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a cura di
Paolo Porco

