Ci sono serate che nascono sotto una buona stella. Metti un’icona della musica italiana come Marco Masini, una location mozzafiato come il Forte di Bard e un pubblico in completo visibilio. Il risultato? Un concerto che in pochi dimenticheranno.
Tutto è iniziato nel 1990, quando un giovane Masini vinceva la sezione Nuove Proposte di Sanremo con la sua Disperato. Quello è stato il primo mattone di una carriera che nel 2025 compie 35 anni. E quale modo migliore per festeggiare se non con un tour che è già una dichiarazione d’intenti? “90-95-25 Ci vorrebbe ancora il mare”.
Il 18 luglio, questo viaggio musicale è approdato in Valle d’Aosta. Vedere la salita che porta al Forte trasformarsi in un lungo serpente umano di persone di ogni età mi ha sinceramente sorpreso. Sarà l’onda lunga del duetto con Fedez a Sanremo? O la prova che il suo zoccolo duro di fan è più vivo che mai? Qualunque sia la ragione, l’atmosfera era già elettrica.
Godersi lo spettacolo, per davvero
Ore 21:30. Il palco è ancora vuoto, ma il brusio della folla si placa. Dagli altoparlanti, una voce ci prega di mettere via i telefoni e goderci il concerto. Lo ammetto, ho pensato: “Sì, come no…”. Troppe volte ho visto questi appelli cadere nel vuoto, persi in una distesa di schermi luminosi.
E invece, il pubblico valdostano mi ha stupito. A parte qualche caso isolato, di telefoni accesi ne ho visti pochissimi. È stato bellissimo. In un’epoca in cui viviamo tutto attraverso uno schermo, quella sera abbiamo scelto di esserci per davvero, con gli occhi e con il cuore.

L’animale da palco e la sorpresa finale
Quando Marco Masini sale sul palco, capisci subito perché è ancora qui dopo 35 anni. È un animale da palcoscenico. Detta i tempi, dialoga con la musica e con il pubblico, che in risposta perde il suo tipico aplomb valdostano per scatenarsi, cantare e ballare. L’interazione diventa sempre più stretta, emozionante.
E l’emozione, alla fine, ha fregato anche me. Chi l’avrebbe mai detto che io, concentrato a scattare foto, mi sarei ritrovato a cantare a squarciagola e persino ad ancheggiare sulle note di T’innamorerai? Forse è questa la vera firma del grande showman: riuscire a trasformare in un fan scatenato anche chi, in teoria, sarebbe lì per lavorare.
La novità del tour, con le due coriste a dargli manforte e il pianoforte al centro del palco, ha creato una cornice sonora potente. Insieme alla sua band, Masini ha amplificato ogni canzone, trascinando tutti i presenti in un volo di due ore che, semplicemente, non volevamo finisse mai.
Marco Masini
Non dobbiamo accettare che la rabbia giustifichi la violenza
La scaletta del concerto:
- Allora ciao
- Leggero
- Spostato di un secondo
- Il confronto
- Io ti volevo
- Che giorno è
- Fuori di qui
- Cenerentola innamorata
- Caro babbo
- Due fidanzati degli anni ’30 / Frankenstein / Dal buio / Cuccioli
- Disperato
- Il niente
- Ti vorrei
- Le ragazze serie
- La libertà / Perchè lo fai / Malinconoia / Il giardino delle api
- Principessa
- L’uomo volante
- T’innamorerai
- Bella stronza
- Vaffanculo
- Ci vorrebbe il mare
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A cura e foto di
Andrea Munaretto

