Normal People: una moderna storia d’amore

Normal People: una moderna storia d’amore
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Normal People è la serie tv che ha visto il suo debutto il 26 aprile sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, ricevendo numerosi consensi da critica e spettatori. Sbarcherà in Italia il 16 luglio sulla piattaforma streaming a pagamento Starz Italia.

Di cosa parla Normal People?

Lo show è la trasposizione abbastanza fedele dell’omonimo romanzo di Sally Rooney.

La storia ruota attorno a due anime sole che, nel corso degli anni, crescono insieme, cercando di barcamenarsi nei vari problemi che la vita gli pone davanti. Queste due anime (e “anime” non è un termine scelto a caso, ma la pellicola in maniera icastica ci vuol mostrare proprio l’interiorità dei due protagonisti) sono Connell Waldron e Marianne Sheridan, interpretati rispettivamente da Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones.

Le vite di Connell e Marianne si incontrano quando entrambi sono ancora piccoli, giacché la mamma di Connell lavora come domestica nella casa della famiglia di Marianne.

Durante il liceo le loro vite si sfiorano per poi intrecciarsi indissolubilmente, e in un giorno qualunque, di un mese qualunque, scatta qualcosa tra i due, un “qualcosa” che si trasformerà ben presto in una relazione che, più per volere di Connell, decideranno di mantenere segreta fino a quando il piano temporale cambierà e i due non si ritroveranno al Trinity College di Dublino, da lì le cose cambieranno prospettiva.

Connell e Marianne

La storia tra Connell e Marianne è una vera e propria storia d’amore, il cui focus non è lieto fine, ma la trama sofferta, empaticamente vissuta, intensa e passionale. Due persone estremamente diverse all’apparenza, ma così simili nel profondo.

Da una parte abbiamo Connell, il tipico liceale popolare, intelligente, sportivo e circondato da molti amici, a cui solo apparentemente non manca nulla. Dall’altra parte c’è Marianne, introversa, per nulla popolare se non in senso negativo tanto da essere apostrofata come “strana”.
La situazione però si rovescia quando entrambi sono al College.

Quello che fa di Connell e Marianne l’uno la necessità dell’altra è questo sentirsi completi e capiti solo quando sono insieme. Nonostante il mondo che sembri separarli costantemente e la tendenza intrinseca a sabotarsi, l’ indissolubile attrazione è la costante che li spinge l’uno verso l’altra, ancora e ancora.

Ma chi sono le Persone Normali?

Le Persone Normali a cui fa riferimento il titolo non sono Connell e Marianne nello specifico, ma le persone che vorrebbero essere, persone normali, appunto, accettate dalla società, senza sentirsi costantemente come dei pesci fuor d’acqua.

Il viaggio di crescita che entrambi portano avanti, li metterà di fronte a grandi ferite psicologiche. Connell farà fronte ad un lungo periodo di depressione; Marianne affronta la violenza, sia fisica che mentale, causata dalla mamma e dal fratello, che la porterà ad avere la ferma convinzione che l’essere amati da qualcuno sia qualcosa che bisogna meritare e della quale non tutti possono essere all’altezza. E questo li porta inevitabilmente a sentirsi tutto, tranne che normali.

Perché vedere Normal People?

Normal People è qualcosa di unico nel suo genere, non è una storia vista e rivista, si allontana anche da quelli che sono i “teen drama”, ha una trama allo stesso tempo semplice e complessa.

La semplicità viene rimarcata da quelle che sono le ambientazioni, l’assenza di colpi di scena, mentre la potenza è data soprattutto dai dialoghi, dagli sguardi e dalla cura con cui tutto è stato rappresentato. Ma sono proprio quei sentimenti esposti che, grazie alla bravura dei due attori protagonisti e dei due registi, Lenny Abrahamson (prima metà della stagione) e Hettie Macdonald (seconda metà), mi hanno fatto venire i brividi.

In conclusione, quello che Normal People insegna è che resta possibile che due persone, anche se profondamente segnate, si salvino a vicenda, in una sorta di eterno amore che solo amore non è, ma è qualcosa che trascende il sentimento stesso: è la riconoscenza nei confronti di qualcuno che ci ha salvato la vita.

E poi, è davvero necessario essere Persone Normali?

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Francesca Graziano

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