Cinque Oscar per Anora, tre per The Brutalist. È stata la celebrazione del cinema indipendente. Vincono Adrien Brody, Mikey Madison, Kieran Culkin e Zoe Saldaña. Premi anche per Flow, Io sono ancora qui e Conclave.
Sean Baker come Walt Disney
È il trionfo del cinema indipendente. È il trionfo di Sean Baker e del suo Anora, che si aggiudica cinque Oscar su sei candidature. Miglior film, miglior regia, miglior montaggio, miglior sceneggiatura originale e miglior attrice a Mikey Madison. Budget del film? Appena sei milioni. Ben lontano dalle cifre gargantuesche di Oppenheimer, che appena un anno fa sbancava Hollywood con sette statuette.
“Lunga vita ai film indipendenti!”, grida ricolmo di gioia Sean Baker, che si porta a casa ben quattro Oscar. L’ultimo a riuscirci fu Walt Disney nel 1954.
Il secondo film ad aver vinto più statuette è The Brutalist. Imponente, monumentale, imperioso. Un altro film indipendente, costato poco meno di dieci milioni. Il racconto titanico di Brady Corbet, girato in 70 millimetri Vistavision, conquista 3 Oscar: miglior fotografia, miglior colonna sonora e migliore attore protagonista ad Adrien Brody. Una statuetta vinta a 22 anni di distanza dalla prima, ottenuta con Il Pianista di Roman Polanski.

Le due certezze: Kieran Culkin e Zoe Saldaña
È di Peter Straughan, per Conclave, la miglior sceneggiatura non originale. Il film di Edward Berger, candidato a otto premi, si deve però arrendere in tutte le altre categorie, compresa quella per la miglior attrice non protagonista, dove la nostra Isabella Rossellini nulla ha potuto contro Zoe Saldaña. L’attrice statunitense, premiata per il suo ruolo in Emilia Perez, si commuove mentre rivendica con fierezza le sue origini dominicane.
Un Oscar che rappresenta la ciliegina sulla torta di un cammino costellato di trionfi, dal Golden Globe al Critics Choice Award, dal BAFTA al SAG. Stesso percorso netto anche per Kieran Culkin, che vince come miglior attore non protagonista per A Real Pain.

Premi tecnici e la sorpresa Io sono ancora qui
Premi tecnici per Dune: Parte Due (miglior sonoro, migliori effetti visivi), Wicked (miglior scenografia, migliori costumi) e The Substance (miglior trucco). Come miglior film d’animazione, invece, vince il film lettone Flow, battendo l’agguerrita concorrenza di The Wild Robot e Wallace & Gromit – Le piume della vendetta.
La prima sorpresa della serata arriva con la vittoria di Io sono ancora qui come miglior film internazionale. Una statuetta che sembrava già nelle mani di Jacques Audiard e del suo stravagante e istrionico musical Emilia Perez. Una vittoria storica quella del film di Walter Salles, poiché si tratta del primo Academy Award nella storia del cinema brasiliano.


Gli sconfitti
Dove ci sono dei vincitori, ci sono anche degli sconfitti. Il più lampante è sicuramente Emilia Perez, che forte delle sue 13 nomination (record assoluto per un film non in lingua inglese) si aggiudica appena due Oscar, quella per la miglior canzone (El Mal) e appunto per la miglior attrice non protagonista. Una debacle dovuta, probabilmente, anche alle polemiche che hanno investito la sua protagonista Karla Sofia Gascon, per via di alcuni vecchi post razzisti “riemersi” dal suo account Twitter.
Delusione anche per Demi Moore. L’attrice di Ghost e Proposta Indecente, dopo aver vinto Golden Globe, Critics Choice e SAG, si vede soffiare la statuetta più ambita dalla bravissima e magnetica Mikey Madison di Anora. Una sconfitta che ha molto il sapore di ultima chance mancata.
Chi ne esce con le ossa rotte è A Complete Unknown. Otto candidature e zero vittorie per il biopic di James Mangold sull’enigmatica figura di Bob Dylan. Rimane a bocca asciutta anche il suo interprete Timothée Chalamet, che appena una settimana fa vinceva ai SAG Awards, lasciandosi andare a dichiarazioni ambiziose: “Ho lavorato duramente per questo film. Sono sempre in cerca della perfezione. Voglio essere uno dei grandi e mi ispiro ai grandi!”. Sarà per la prossima volta Timothée.
Una cerimonia dimenticabile
In una cerimonia povera di momenti memorabili, eccezion fatta per la potente performance canora di Ariana Grande e Cynthia Erivo sulle note di Somewhere Over the Reinbow, fa scalpore la mancata presenza di Alain Deloin tra gli attori celebrati nel classico In Memoriam.
Da segnalare anche l’assenza di un degno tributo a David Lynch, ricordato con grazia ed eleganza solo dallo splendido abito in Velluto Blu di Isabella Rossellini. Impalpabile e a tratti irritante la conduzione di Conan O’Brien, che non riesce davvero a lasciare il segno, inciampando in una comicità mai seriamente tagliente e piuttosto loffia.
Tutti i vincitori
Film
- Anora
- The Brutalist
- A Complete Unknown
- Conclave
- Dune – Parte 2
- Emilia Perez
- Io sono ancora qui
- Nickel Boys
- The Substance
- Wicked
Regia
- Sean Baker – Anora
- Brady Corbet – The Brutalist
- James Mangold – A Complete Unknown
- Jacques Audiard – Emilia Pérez
- Coralie Fargeat – The Substance
Attrice protagonista
- Cynthia Erivo – Wicked
- Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
- Mikey Madison – Anora
- Demi Moore – The Substance
- Fernanda Torres – Io sono ancora qui
Attore protagonista
- Adrien Brody – The Brutalist
- Timothée Chalomet – A Complete Unknown
- Colman Domingo – Sing Sing
- Ralph Fiennes – Conclave
- Sebastian Stan – The Apprentice
Attore non protagonista
- Yura Borisov – Anora
- Kieran Culkin – A Real Pain
- Edward Norton – A Complete Unknown
- Guy Pearce – The Brutalist
- Jeremy Strong – The Apprentice
Attrice non protagonista
- Monica Barbaro – A Complete Unknown
- Ariana Grande – Wicked
- Felicity Jones – The Brutalist
- Isabella Rossellini – Conclave
- Zoe Saldaña – Emilia Pérez
Sceneggiatura originale
- Anora
- The Brutalist
- A Real Pain
- September 5
- The Substance
Sceneggiatura non originale
- A Complete Unknown
- Conclave
- Emilia Pérez
- Nickel Boys
- Sing Sing
Film Internazionale
- Brasile, Sono ancora qui
- Danimarca, The Girl with the Needle
- Francia, Emilia Pérez
- Germania, Il seme del fico sacro
- Lettonia, Flow
Film d’animazione
- Flow
- Inside Out 2
- Memoir of a snail
- Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl
- The Wild Robot
Montaggio
- Anora
- The Brutalist
- Conclave
- Emilia Perez
- Wicked
Scenografia
- The Brutalist
- Conclave
- Dune – Parte 2
- Nosferatu
- Wicked
Fotografia
- The Brutalist
- Dune – Parte 2
- Emilia Perez
- Maria
- Nosferatu
Costumi
- A Complete Unknown
- Conclave
- Gladiatore II
- Nosferatu
- Wicked
Trucco e acconciature
- A Different Man
- Emilia Pérez
- Nosferatu
- The Substance
- Wicked
Effetti visivi
- Alien: Romulus
- Better Man
- Dune – Parte Due
- Kingdom of the Planet of the Apes
- Wicked
Sonoro
- A Complete Unknown
- Dune – Parte Due
- Emilia Perez
- Wicked
- The Wild Robot
Colonna sonora originale
- The Brutalist
- Conclave
- Emilia Pérez
- Wicked
- The Wild Robot
Canzone Originale
- “Never Too Late” da Elton John: Never Too Late
- “El Mal” da Emilia Pérez
- “Mi Camino” da Emilia Pérez
- Like A Bird” da Sing Sing
- “The Journey” da The Six Triple Eight
Documentario
- Black box diaries
- No other land
- Porcelain war
- Soundtrack to a coup d’etat
- Sugarcane
a cura di
Alessandro Michelozzi

