Lo spirito del Natale dovrebbe portarci serenità e gioia, ma nel resto dell’anno non è che siano mancati liti e screzi. Ne abbiamo raccolti alcuni dei più iconici e famosi dello sport moderno in una successione in netto contrasto con l’atmosfera che dovrebbe renderci un po’ tutti più buoni.
Il Natale è alle porte e con sé porta quell’atmosfera che invita ad essere un po’ più buoni rispetto al resto dell’anno. La solita magia natalizia, che caratterizza tutto il mese di dicembre e che culmina nella settimana della festività più famosa e popolare al mondo. Sarebbe troppo facile, però, farsi contagiare dallo spirito di fratellanza e di unione che caratterizza questo periodo. Invece, andiamo a vedere insieme alcuni delle liti più celebri tra compagni di squadra e colleghi nel mondo dello sport recente.
DELIO ROSSI E ADEM LJAJIC
Galeotta fu Fiorentina-Novara: era il 2 maggio 2012 e nessuno si sarebbe aspettato di assistere a quello che si è visto. Il Novara di Tesser, con un piede già in Serie B, non ci sta a fare la vittima sacrificale e si porta in vantaggio per 2-0: Delio Rossi, cercando di dare una scossa alla squadra, sostituisce Ljajic con Ruben Olivera. Il talento serbo, andandosene verso la panchina, applaude ironicamente il proprio mister, dicendogli qualcosa che scatena le ire dell’allenatore. Rossi gli urla dietro ma non basta, gli va incontro e inizia a dargli una “saccagnata” di botte. Un pugno dietro l’altro. Ci hanno pensato gli altri giocatori e collaboratori tecnici a separare i due. La Fiorentina pareggia con un sussulto d’orgoglio con una doppietta di Montolivo, ma il destino di Rossi era segnato: licenziamento per giusta causa e l’addio al calcio a certi livelli.

VALENTINO ROSSI E MAX BIAGGI
Parli di liti e non puoi non pensare a loro. Una delle rivalità più iconiche della MotoGP moderna vede due dei maggiori talenti italiani di sempre contrapporsi l’uno all’altro. È difficile scegliere un momento in particolare tra Rossi e Biaggi, ma il 14 luglio 2002 a Donington Valentino vince una gran bella gara. Biaggi, secondo, nel giro di “cool down” sfreccia a massima velocità facendo il pelo al Dottore, una manovra tanto provocatoria quanto pericolosa. Il commento di Rossi non si è fatto attendere: “Biaggi non è nuovo a queste str**zate. Evidentemente gli tira il c*lo arrivare dietro tutte le domeniche”. Insomma, il solito Vale senza filtri, che non le manda a dire. Amici mai.

FERNANDO ALONSO E LEWIS HAMILTON
Rimanendo in tema motorsport, ma passando alle quattro ruote, non si può non ripensare alla coppia di maggior talento vista nell’era moderna della F1 (in attesa di vedere Hamilton-Leclerc in Ferrari). La madre di tutte le liti ha origine nel 2007. Nando, fresco bicampione del mondo in carica, era colui che ha detronizzato Schumacher e si è imposto quale campione del mondo più giovane di sempre (almeno, all’epoca) si è trovato a dividere il paddock con il rookie più forte di sempre. Una rivalità, quella tra Hamilton e Alonso, che non è mai scemata nel tempo, nonostante le rispettive carriere li abbiano portati a guidare macchine molto diverse in quanto a competitività.
Ma è a SPA 2022 che si è raggiunto un culmine inedito. L’inglese che al termine del rettilineo del Kemmel forza un sorpasso all’esterno, esagerando e causando un contatto con l’asturiano, il quale ha risposto: “Che idiota, chiudere la porta dall’esterno. Voglio dire, abbiamo avuto una mega partenza, ma questo tizio sa guidare solo quando parte davanti”. Poi i due si sono chiariti, si sono scambiati i cappellini e fatti una foto insieme. Per poi pizzicarsi ancora, ma anche farsi complimenti reciprocamente nei podi successivi. Insomma, l’amore non è bello se non è litigarello, ma Lewis e Fernando ci hanno preso, forse, un po’ troppo gusto.

PAPU GOMEZ E GIAN PIERO GASPERINI
L’Atalanta è la favola calcistica di questo decennio. Con Gasperini al timone della squadra, la Dea è passata dall’essere una squadra che lottava per il mantenimento della categoria ad una formazione stabilmente in Europa, prevalentemente in Champions League. Fino a vincere l’Europa League l’anno scorso. Indimenticabile, nella prima parte del suo ciclo orobico, l’apporto di Alejandro Gomez, fantasista argentino che sotto la guida del Gasp è diventato un giocatore totale, in grado di fare la differenza sempre e in qualsiasi zona del campo. Sempre, fino al momento della rottura.
Una lite nello spogliatoio, quella dell’inverno 2021, che ha visto i due arrivare alle mani. La conseguenza? Il Papu fuori rosa e poi ceduto al Siviglia a gennaio. Lo scorso maggio, però, è arrivata la pace: “Siamo persone adulte, è acqua passata; sono trascorsi diversi anni, speriamo di ritrovarci presto e di salutarci” aveva detto Gasperini. Detto, fatto. Intanto la loro sfuriata ha fatto storia.

PATRICK VIEIRA E MARIO BALOTELLI
L’attuale allenatore del Genoa, subentrato a Gilardino, si è ritrovato in rosa Balotelli ingaggiato a parametro zero in autunno, nel disperato tentativo di dare qualcosa di diverso all’attacco del Grifone. Non un incrocio fortunato, né per l’uno, né per l’altro: già a Nizza i due avevano lavorato insieme, senza piacersi. Nel 2020, infatti, l’ex capitano dell’Arsenal aveva parlato al Daily Mail dicendo: “La sua mentalità non si addice ad uno sport collettivo come il calcio. Al Nizza volevo costruire una certa filosofia, basata sulla compattezza e l’etica del lavoro. È stato davvero complicato per me lavorare con un giocatore come lui”. Il risultato a Genova? Zero partite da titolare, qualche manciata di minuti nei finali di gara, 0 gol, 0 assist e una probabile separazione già a gennaio, non una collaborazione granché proficua. Buon Natale, SuperMario.

ELISA DI FRANCISCA E VALENTINA VEZZALI
Molto recente è il botta e risposta di Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali. Di Francisca, durante le Olimpiadi del 2024, è stata fortemente criticata per aver criticato, a sua volta, gli atleti e le atlete che si definivano soddisfatti anche per un quarto posto, che non prevede medaglie a gratificare sforzi e impegni. Tra le maggiori critiche ricevute, proprio quelle della collega e concittadina Vezzali. In occasione della festa dei 70 anni delle Fiamme d’Oro, Marco Lollobrigida ha cercato, un po’ forzatamente, di far fare pace alle due atlete.
Valentina Vezzali, da regina della scherma qual è, non ha perso l’occasione per infilare un fendente dei suoi: “Guarda Elisa, dal punto di vista sportivo io ti stimo perché sei stata una grandissima campionessa e un grandissimo talento, però per quanto riguarda il livello umano diciamo che non seiproprio il massimo. Quando imparerai a rispettare le persone…”. Per poi aggiungere al termine dell’evento: “Non ho in sospeso nulla con nessuno, non ho nulla da chiarire, abbiamo visioni della vita diverse, ognuna vive la propria come crede. Visioni della vita, lo sport ci accomuna invece perché sono valori trasversali e universali. Ma la prima cosa che lo sport mi ha insegnato è il rispetto verso sé stessi e gli altri, quindi questo deve portare a riflettere”. Valentina “non le mando a dire” Vezzali.

PEP CLOTET E RAYMONDS KROLLIS
Ancor più recente è l’episodio che ha visto protagonisti, loro malgrado, l’ex allenatore della Triestina Pep Clotet e il centravanti lettone Raymonds Krollis. Nella sciagurata stagione dell’Unione, che in quel momento era ultima in classifica di Serie C, il tecnico catalano sentiva la pressione di dover fare risultati per invertire un trend pericolosissimo, che stava risucchiando la squadra in un vortice negativo che la faceva allontanare sempre di più dalle squadre che lottano per mantenere la categoria. Contro la Giana Erminio al Nereo Rocco di Trieste, però, accade l’impensabile. Al 33’ Krollis, protagonista in negativo di una stagione orrenda (0 gol, 0 assist e un contributo alle sorti della squadra quasi pari a zero), si lascia andare ad un fallo di frustrazione totalmente senza senso: un pugno sulla nuca del suo marcatore e Triestina in 10 uomini, che poi perderà.
La reazione di Clotet ha fatto il giro del mondo, andando incontro al proprio centravanti, ormai uscito dal campo, strattonandolo a violentemente e a ripetizione. Una scena brutta da vedere, ma che ha raccontato la tensione del momento rossoalabardato: “Con me Krollis ha finito, non giocherà più” le parole del mister nel dopo gara. Poi costretto a fare dietrofront nei giorni successivi per reintegrarlo in rosa. Ma il destino a Trieste del tecnico catalano era segnato (esonerato due giornate dopo) e quello dell’attaccante lettone, in prestito dallo Spezia, sembra essere simile al suo. Lontano da Trieste. Che dire, tanti auguri anche a te e famiglia.

A cura di
Luca Vendrame

