I Blue arrivano per la prima volta a Bari e riempiono il PalaFlorio di millennial che, per una sera, sono tornate quattordicenni innamorate perse della boyband britannica.
Blue
I Blue sono una boyband britannica che negli anni 2000 ebbero un successo incredibile lasciando senza sonno fans che scatenate occupavano i palazzetti pur di vederli esibire. La boyband, composta da: Duncan James, Lee Ryan, Simon Webbe e Antony Costa per la prima volta atterra in Puglia.
Se me lo avessero detto ventiquattro anni fa che in questo 2024 avrei prima fotografato i Take That (nda: band per cui stravedevo alle scuole medie) e successivamente i Blue che mi hanno accompagnato per il periodo finale del liceo, non ci avrei creduto.
Eppure… Eppure a distanza di un ventennio, con qualche acciacco e capello bianco sono riuscita a vederli e a fotografarli e sì faccio il lavoro più bello al mondo perché mi da la possibilità non solo di conoscere le persone e le loro storie, ma anche la possibilità di fotografare artisti che, altrimenti, rimarrebbero nell’immaginario onirico.
Il concerto
Arrivo in largo anticipo sui tempi per l’inizio del concerto dei Blue, lascio che lo sguardo vaghi di qui e di li sui fans che sono accorsi al PalaFlorio di Bari. Mi domando quali storie hanno da raccontare, da dove vengano, da quanto li seguono e ci vuole ben poco prima che inizi a chiacchierare con alcuni di loro.
Nel bus ho parlato con alcune fan provenienti rispettivamente dalla Sardegna e dalla Sicilia, poi all’interno del palazzetto parlo con altri. C’è un ragazzo che è venuto dall’Abruzzo ed è li in zona transenna carichissimo.

Rifletto su quanto anche noi del Sud possiamo offrire servizi adeguati ad eventi cosi grossi che di solito vengono fatti al Nord d’Italia. Abbiamo mezzi di trasporto funzionanti, servizi vari, hotel ottimi e si mangia anche bene, vi ho convinto?
Sotto palco le fans sono agguerrite, negli occhi sognanti si cela la ragazzina o il ragazzino che erano anni fa. Quando le luci si spengono e loro fanno il loro ingresso il PalaFlorio esplode in un urlo liberatorio. Sin da subito tutti ballano e cantano. Tra peluche, confetti e una boy band che ha cresciuto molti millenials questo Sold Out è più meritato anche se probabilmente la scaletta poteva contenere qualche pezzo in più, probabilmente quello è il solo disappunto.
Quisquiglie perché per l’ora e mezza in cui si sono esibiti tutti si sono divertiti e sfogati in questo lunedì che ha preso i toni di un sabato festaiolo.
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a cura e foto di
Iolanda Pompilio

