Come ogni autunno arriva la Milano Music Week, una settimana piena di incontri, workshop e showcase su una della arti più belle: la musica
Uno dei primi panel ad aprire la seconda giornata di Milano Music Week, il 19 Novembre, è dedicato al mondo dei bambini, piccoli grandi ascoltatori di musica.
Il talk chiamato KIDS GO POP è stato organizzato da Sony Music Italy e Rockol e moderato da Giampiero Di Carlo (CEO, Editore Rockol). Ad alternarsi al microfono abbiano trovato : Luca Fantacone (Director Catalogue Sony Music Entertainment Italy), Lino Prencipe (Director Digital & Business Development Sony Music Entertainment Italy), Mamo Giovenco (Owner Ocho; Editore, Manager, Discografico, Consulente artistico), Cinzia Del Vecchio (Uff. stampa e Com.ne Digitale Antoniano di Bologna/Zecchino d’Oro) e Jacopo Failla (MTKG specialist & CEO RockSlam).
Il talk è stata un’occasione per esplorare il crescente impatto della musica dedicata al segmento infanzia e analizzarne le tendenze all’interno dell’industria musicale. Il punto di partenza non poteva che essere il patrimonio musicale dello Zecchino D’Oro, che esiste da oltre 60 anni ed ogni anno produce 14 nuove canzoni.
Lo Zecchino D’Oro è il simbolo italiano della musica per bambini. La 67ᵃ edizione andrà in onda su Rai1 dal 29 novembre al 1° dicembre, con Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni alla conduzione nelle prime due puntate e con Carlo Conti – Direttore Artistico dello Zecchino – alla finale del 1° dicembre.
Al centro del discorso la strategia
La creazione di contenuti ad hoc, testi, messaggi e stile musicale appropriati per l’età, coerenti con specifici comportamenti di consumo e di accesso alle piattaforme.
Da Youtube, Spotify e addirittura TikTok, per ogni piattaforma viene studiato un linguaggio proprio e funzionale: contenuti video e audio adatti per essere fruiti da bambini ma anche dalla Gen Z, che istruisce i figli e nipoti.
«Non ci si rivolge solo ai bambini ma anche e soprattutto ai genitori, che oggi sono in gran parte Millenial o fanno parte della Gen Z, un pubblico che è nato con il mondo digitale e ha ben chiaro cosa far vedere ai propri figli e che vuole contenuti che, oltre che intrattenere, siano soprattutto educativi e sicuri.
La musica è lo strumento principale che utilizziamo per raggiungere questo obbiettivo e i contenuti devono essere interattivi, emozionare i bambini e farli sentire parte attiva, stimolando la loro creatività, cantando, ballando...Jacopo Failla (MTKG specialist & CEO RockSlam)
La nostra era
Nel 2024 però la “musica per l’infanzia” non è solo quella che comunemente pensiamo come musica per bambini “vera e propria” (sigle di cartoni animati o canzoni come “Volevo un gatto nero”) ma vi sono proprio canzoni pop, più semplificate.
Mamo Giovenco (Owner Ocho; Editore, Manager, Discografico, Consulente artistico):
«Le canzoni dello Zecchino d’Oro sono le prime hit comparse sul pianeta Terra, i bambini sono il pubblico più esigente in assoluto perché non scelgono per moda ma per istinto. Quelle canzoni sono costruite con lo stesso livello di costruzione delle hit pop, soprattutto quelle estive.
Per me non c’è distanza tra la musica per l’infanzia e quella mainstream. Io lavoro con Rondine, che è già un autore multiplatino, e più volte mi ha detto che parte proprio dalle hit dello Zecchino per scrivere brani».
E ancora…
Dalla voce di Luca Fantacone (Director Catalogue Sony Music Entertainment Italy):
«C’è la tendenza sempre più forte dei bambini di 4-5 anni ad abbracciare il pop e a lasciare da parte la musica per piccini vera e propria.
Questo cambia molte dinamiche e avviene nel momento in cui la musica pop ha una struttura estremamente semplificata, nel senso che è focalizzata su una parola, un ritornello, un gancio, un giro strumentale. Questo il punto centrale di questo talk.
Elementi che riescono a destare l’attenzione dei bambini. I più piccoli sono infatti gli utenti di musica più spietati e più liberi possibili, perché non hanno sovrastrutture come noi adulti, dicono subito se un pezzo piace o meno. Mahmood, i Pinguini Tattici Nucleari, per esempio, sono seguiti da tanti bambini».
Anche il giudizio dei bambini è semplificato. Pollice su o pollice giù, mi piace o non mi piace, ascolto o skippo subito al brano successivo. Rimane quindi comunque una sfida per gli autori la creazione di qualcosa che porti una connessione duratura con il pubblico più giovane.
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a cura e foto di
Emanuela Giurano

