“The Watchers – Loro ti guardano”: la recensione in anteprima

“The Watchers – Loro ti guardano”: la recensione in anteprima
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Il film d’esordio della regista Ishana Night Shyamalan è in uscita in tutte le sale oggi, giovedì 6 giugno 2024, e sicuramente non vi lascerà indifferenti.

Dopo molti anni di gavetta al fianco del padre M. Night Shyamalan, famoso soprattutto per The Sixth Sense – Il sesto senso e la trilogia di Unbreakable (che comprende Split con James McAvoy), Ishana ha collaborato prima ad Old e ora si prende finalmente le luci della ribalta con il suo primo film, The Watchers – Loro ti guardano.

Ovviamente la mela non cade molto lontano dall’albero e il genere scelto da Ishana è uno di quelli spesso prediletti dal padre, ovvero l’horror, proponendoci, però, una pellicola per nulla scontata.

Sarebbe molto facile fare un paragone tra il film di Ishana e quelli del padre, ma credo che sarebbe anche riduttivo nei confronti del lavoro svolto e dello studio che l’hanno portata fino a qui.

Sì, perché sin dal trailer si percepiva quell’atmosfera nota ai fan di Shyamalan e c’era la curiosità di scoprire se la figlia sarebbe riuscita a intraprendere una strada tutta sua, prendendo solo spunto dalla carriera cinematografica del famoso regista.

Personalmente credo che, in parte, ce l’abbia fatta.

La trama

La giovane Mina (interpretata da Dakota Fanning) ha un guasto alla macchina e si perde nel bel mezzo di un bosco irlandese, che presto scoprirà non essere una foresta qualunque.

Finirà, infatti, all’interno di una struttura posta al centro di essa, con altre 3 persone sconosciute.

Sembra che il luogo sia popolato da creature dall’aspetto sconosciuto chiamate “The Watchers”, che si muovono solo di notte e che pare provino piacere a osservare le persone che si trovano all’interno della struttura attraverso un vetro specchio.

Tutti cercherebbero di fuggire in una situazione del genere, ma chiunque ci abbia provato non è mai uscito vivo dalla foresta.

Jump scare ed inquietudine

Fin dai primi minuti del film, l’atmosfera risulta molto cupa e non lascia spazio a interpretazioni: siamo davanti a un horror. Lo si capisce anche dalla presenza di alcuni jump scare messi qua e là e da una costante sensazione di inquietudine, che ci porteremo dietro per tutta la durata del film.

Troviamo, infatti, i quattro protagonisti (Mina, Ciara, Madeleine e Daniel) rinchiusi in questa struttura con solo due divani, una tv, un tavolo e un enorme vetro a specchio, che nasconde la foresta circostante. Da fuori, però, è tutto ben visibile: i “The Watchers”, infatti, come suggerisce il loro nome, osservano silenziosamente le persone all’interno della stanza, quasi come se fossero all’interno di un pessimo reality show, che per comodità chiameremo Grande Fratello.

Già questo basterebbe a suscitare un’angoscia pesante in chiunque, ma c’è da aggiungere che nessuno sa che aspetto abbiano queste creature o perché provino “piacere” nell’osservare le persone anche mentre non fanno niente di particolare.

Chi sta dentro conosce solo delle semplici regole, come, per esempio, non uscire mai dopo il tramonto, perché chiunque resti fuori non sopravvive per raccontarlo. Queste creature, infatti, non risparmiano quelli che non stanno al loro gioco perverso.

Quello che funziona

Sicuramente il punto forte di questo film è proprio il mistero che si cela dietro queste creature e i motivi che le spingono a comportarsi in questo modo.

Lo spettatore resta incollato alla poltrona con l’intenzione di raccogliere indizi al fine di svelare il mistero ma, purtroppo, ci sono più punti di domanda che certezze.

Bisogna, infatti, aspettare che siano le stesse creature a rivelarsi, e qui arriva il secondo punto forte del film: quando questo accade, diventa tutto ancora più inquietante e angosciante.

I “Watchers” pensati da Ishana sono davvero terrificanti e destinati a dare gli incubi ai più sensibili.
Non voglio spoilerare niente, ma vi anticipo che sono una rivisitazione di qualcosa che conosciamo molto bene e che siamo abituati a vedere come figura positiva.

Un altro punto a favore del film è sicuramente Dakota Fanning, che interpreta molto bene il personaggio di Mina, rendendolo estremamente interessante.

Anche la fotografia e la regia donano molti momenti di grande impatto ed esteticamente ben pensati e realizzati, con una musica che accompagna perfettamente ogni sequenza del film.

Quello che non funziona

Purtroppo il film non è esente da difetti e il primo fra tutti è un ritmo molto lento nella prima parte (esclusi i primi cinque minuti), che rende un po’ macchinosa l’introduzione dei personaggi e del contesto.

Lo spettatore è lì pronto ad attendere che succeda qualcosa, ma rimane sempre a bocca asciutta.
Per carità, quando il film parte, lo fa per davvero, ma con un po’ di fatica.

Inoltre, ci sono alcuni piccoli buchi di trama che lasciano un po’ interdetti, uno in particolare risulta poco plausibile.

Ma il vero problema della pellicola, a parer mio, è il finale: per alcuni versi prevedibile, per altri un cliché, per altri ancora quasi un finale aperto.

Ci sono molti momenti in cui il film sembra concluso e poteva – forse doveva – finire, ma la regista si spinge sempre un po’ oltre, fino a cadere in qualcosa di già visto.

Conclusioni

Tutto sommato “The Watchers” non è affatto da bocciare. L’idea di base è interessante e si nota il tentativo di Ishana di intraprendere una strada leggermente diversa da quella del padre, pur mantenendosi all’interno dello stesso genere (o meglio, sottogenere).

Considerando che è il suo battesimo cinematografico, c’è da dire che la regista pone le basi per una carriera interessante, dimostrando di poter dire la sua in questa industria piena di film dozzinali che non spiccano per originalità.

Come ho detto all’inizio, la pellicola non lascia indifferenti: lo spettatore si porta a casa qualcosa e, per i più sensibili, questo qualcosa sarà estremamente inquietante.

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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