L’incredibile festival spagnolo Primavera Sound di questo anno 2024 si conferma l’essenza del panorama musicale internazionale
Giorno 1
È un giorno abbastanza caldo nel sud della Spagna e l’atmosfera di un grande festival come il Primavera Sound è l’ambiente perfetto. Amyl and the Sniffers coinvolgono il pubblico sul palco Sartender con estrema ferocia. La gente balla incessantemente spingendosi al ritmo del graffiato suono strumentale unito alla voce dal tono punk-rock. Tutta la magia eccentrica è spaventosamente accompagnata pochi momenti dopo dalla potenza evocativa dei Deftones, che con il loro alternative metal sbalordiscono sul palco dell’Amazon Music.
Questa energia distruttrice viene placata da un lato dalla melanconia dei Duster sul palco Albini (che regalano un’intensità dal fascino indie rock), dall’altra parte sul palco Plenitude dalla eterea attitudine punk ed elettronica dell’artista Yuele.
Le scalette sono sempre ben precise, la schedule del festival è ricolma di artisti di diversi generi e solitamente al finire di ogni serata vi è il djset di un certo calibro internazionale: per il primo giorno abbiamo la presenza di Peggy Gou e A.G. Cook. Peggy Gou ha inondato la folla presente al palco Amazon con la sua musica estremamente evocativa attraverso suoni elettronici e immagini dense di vivacità; è stata in grado di concentrare la sua tecnica alla sua personalità, suonando sul finire il pezzo che l’ha resa virale: (It Goes like) Nanana.
Giorno 2
Non c’è il tempo di elaborare ciò che è successo durante la prima giornata che vi è subito la seconda carica di eventi. Sono le 18, il sole illumina lievemente il palco del Sartender e Ethel Cain canta melodicamente indossando una maglia della Palestina. Il suo attivismo unito ai suoi testi alternative indie travolgono emotivamente chi l’ascolta: non posso dimenticare la vivida emozione della mia amica (che mi ha accompagnato in questo festival); il suo make-up totalmente stravolto dalle lacrime per Ethel e la sua essenza.
Segue al palco affianco (ovvero l’Estrella) il concerto di Omar Apollo, artista che unisce il pop al genere R&b. Le sue movenze unite alle sue abilità canore e strumentali ipnotizzano ed al tempo stesso accendono gli animi del pubblico presente. Sugli stessi palchi appena citati si alternano 2 artisti di fama mondiale: Troye Sivan e Lana del Rey. Il primo si esibisce cantando e ballando con una troupe di ballerini professionisti in coreografie hot e coinvolgenti sulle note dei suoi brani più famosi.
Non è possibile spiegare la delirante reazione di me e le persone che mi circondano, un’irreprensibile frenesia e la speranza che questa performance non finisca. Lana, invece, persuade con una scenografia idilliaca attraverso il sussurro della sua voce unito al vissuto dei suoi testi. L’armonia perfettamente studiata della cantante alternative rock, dal tono melanconico, rende la sua fragilità un punto di forza estremamente efficace.
Sul finire della seconda giornata abbiamo una producer venezualana: Arca. La sua sperimentazione attraverso l’elettronica ed il pop stravolgono i canoni dei djset, performativamente e tecnicamente il suo live permette al pubblico di scatenarsi senza sosta.
Giorno 3
Durante l’ultima giornata la line up è sempre considerevole. Vedo esibirsi sul palco di Pull&Bear un artista italiano in questo panorama internazionale: Liberato. Artista napoletano che travolge con un remix dal gusto quasi techno dei suoi pezzi musicali più famosi; sveglia l’essenza nazionalistica che è in me ed unisce calorosamente gli animi sventolando la bandiera della Palestina.
Subito dopo abbiamo la presenza di Mitski sul palco dell’Estrella, una cantautrice in grado di empatizzare non solo parlando con il pubblico (dicendo per esempio loro “I love you”), ma soprattutto con la sua musica. Si muove tra le luci a volte bianche ed a volte rosse, intonando quanto di più intenso c’è nella sua discografia; è stato come vedere una contemplazione di arte figurativa mista ad una voce angelica ed evocativa.
Sul palco affianco del Sartender si esibisce SZA, cantante R&b statunitense in grado di perdormare attraverso ballo e canto: si muove su una sfera di metallo volante, in coreografie ed energeticamente cattura l’attenzione con la presenza della chitarrista che l’accompagna.
Questo mio personale percorso nel festival finisce con la performance della cantante, producer e dj Charli XCX. Unisce il power pop all’elettronica e la quantità di persone presente mi ha permesso di sperimentare cosa vuol dire davvero sentirsi appartenere ad un’onda carismatica chiamata “Primavera Sound”.
Conclusioni
Il Primavera Sound è stato il mio primo festival, che sicuramente non ha deluso le mie aspettative. Non si tratta solo delle postazioni strategiche sul mare e dell’organizzazione impeccabile all’interno del meccanismo dell’evento, ma soprattutto dell’intensità di vivere incessantemente ogni secondo delle esibizioni con le persone amiche ed estranee al tuo fianco.
Consiglio a tutti di parteciparvi se ne avete l’occasione, è un’esperienza che amplifica la serotonina.
a cura di
Fortunato Neve

