Emotion: le emozioni in mostra al Chiostro del Bramante

L’arte è la massima espressione della soggettività, non solo di chi crea ma anche di chi ne fruisce. E se, nella creazione dell’arte, ad essere messo in scena è quanto di più soggettivo in assoluto? Cosa nasce dall’interazione tra le emozioni dell’artista e quelle dello spettatore?

Le emozioni in mostra

Fino al 1 Aprile 2024 il Chiostro del Bramante a Roma apre le porte a una mostra curata da Danilo Eccher, uno dei più affermati critici e curatori di arte contemporanea italiani. Più di venti opere pensate da artisti differenti, molte site specific, tutte legate alle emozioni percepibili dall’animo umano. Sorpresa, confusione, desiderio, gioia, paura, attesa, angoscia, felicità, orgoglio, e ancora nostalgia, ammirazione, sollievo, tranquillità, imbarazzo e tante altre. Ognuna di esse dà luogo a un’opera unica attraverso cui l’arte contemporanea si immerge nello spazio senza tempo del Chiostro del Bramante.

Siamo accolti al piano terra dal fungo alto tre metri di Carsten Holler e dalle maestose statue in terracotta con lunghi abiti bianchi di Luigi Mainolfi, proprio al centro del chiostro. Il vero e proprio percorso espositivo, legato alle emozioni, inizia invece al piano superiore, dove lo spettatore, nella prima sala, si immerge nelle rifrazioni luminose e sonore ispirate all’aurora boreale. Qui un grande gong emette vibrazioni in base a ciò che proviamo emotivamente in quel momento. Si passa poi attraverso la foresta stregata con la videoinstallazione di Masbedo, il “giardino” di prismi colorati dell’artista Kimsooja e il mondo onirico di Laure Prouvost.

C’è un senso di disorientamento nella stanza di Matt Collishaw, dove davanti alle immagini di nature morte create dall’intelligenza artificiale non riusciamo a darci pace perché non vi troviamo il senso. Così come nella stanza azzurra ricoperta da migliaia di libellule e rovi disegnati possiamo provare pace ma anche inquietudine.

Sagace e particolare l’opera di Nedko Solakov, una scala sulle cui bianche pareti le irregolarità della pittura sono trasformate in faccine, oggetti e frasi. Mentre Annette Messager “espone” le sue emozioni facendo letteralmente calare dal soffitto “ciò che ha dentro”.

Una mostra totalmente interattiva

Alcune di queste opere senza l’interazione umana hanno un significato solo parziale. Ed è proprio questa la peculiarità della mostra: mettere lo spettatore in relazione attiva con l’opera. Se alcune opere “invitano” lo spettatore a “testarle”, altre sono più “silenziose”: per questo che il biglietto include un’audioguida che ad ogni opera lega un esercizio di mental coaching. 

Una mostra per gli adulti con il plus di essere fruibile e coinvolgente anche per i piccoli spettatori. Il pannello illustrativo di ciascuna installazione, infatti, presenta una spiegazione semplificata e un “esercizio” su misura per i bambini.

Emotion è più di una mostra: è un viaggio, un’esplorazione immersiva che oltre al significato della singola opera ci rivela anche qualcosa di noi. Prendetevi un momento, o più d’uno, per apprezzare ogni elemento dell’esposizione. E soprattutto confrontatevi sulle reazioni che le opere vi suscitano con chi visita la mostra con voi. Ne sentirete delle belle!

a cura di
Martina Gennari

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