Tate McRae vince ma non convince con “THINK LATER”

È uscito il secondo album della reginetta del pop canadese Tate McRae, dopo un anno mezzo dal suo esordio con il primo “i used to think i could fly”.

Tate McRae è un’attrice, cantante e ballerina canadese a cui, ormai due anni fa, abbiamo potuto assisterne l’esordio a livello di live nel nostro paese. In Italia non è particolarmente ascoltata rispetto ad altri paesi dove invece fa una bella incetta di spettatori e ascoltatori. È un peccato perchè negli Usa sta andando veramente forte e a livello di POP è una delle artisti emergenti, ma allo stesso già affermate più forti.

A parte questa breve intro, Tate McRae torna dopo un anno e mezzo dal suo esordio a livello di album con “i used to think i could fly“. Nei nostri ascolti privati il primo album non ci aveva convinti particolarmente. Escludendo “don’t come back”, oltre che i quattro singoli “what would you do”,”she’s all i wanna be”, “chaotic” e “feel like shit”, il resto dell’album era piacevole all’ascolto ma rimaneva abbastanza anonimo.

Non è una pratica che ci piace, avere tutto il “succo” prima di ascoltare il resto dell’album, se le restanti canzoni sono “meno forti” di quelle già uscite. Immancabilmente sarà così perché i singoli rimangono tali e vengono scelti per quello, ma ciò non toglie che l’album deve dare comunque un valore aggiunto non solo aggiungere brani alla lista.

THINK LATER, il nuovo album

Il nuovo “THINK LATER“, il cosidetto “sophomore album”, seguendo il percorso artistico di questi ultimi tempi per esempio con il singolo “uh oh” e “10:35” con Tiësto si sperava una rivoluzione in questo senso. In realtà seppur in misura inferiore, “THINK LATER” sembra presentare lo stesso problema. I due singoli introduttivi del nuovo disco sono “oro”; sembra quasi che qualsiasi singolo venga “toccato” da Tate McRae si trasformi come nel mito di Re Mida. “greedy” e “exes” sono infatti due singoli potentissimi, immancabilmente andati virali.

Questo album per l’artista, come specificato dalla stessa, segna una nuova era, un cambiamento nel suo stile di scrittura e in parte genere. Purtroppo noi non riusciamo a percepirlo troppo, è sicuramente un tentativo ma abbiamo bisogno di tutt’altro da quest’artista per il livello a cui è proiettata. Se l’album si avvicinasse anche minimamente al livello dei singoli sarebbe tutt’altra storia e potremmo gioire tutti insieme di una nuova fenomena del pop.

L’artista è ancora giovanissima e sta facendo vedere sicuramente grandi cose dal punto di vista artistico. Se proprio proprio dobbiamo salvare dei brani “cut my hair”, la intro, “run for the hills”, la title track “think later” sono i brani diciamo con quel quid in più. Purtroppo per questa volta non possiamo che rimandare Tate McRae al prossimo appuntamento in cui speriamo possa maturare ulteriormente artisticamente parlando. Dal vivo non abbiamo dubbi, sarà sicuramente uno spettacolo invidiabile a cui abbiamo già assistito e solamente migliorabile.

a cura di
Luca Montanari

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