Disco X: Daniele Silvestri, l’ennesima conferma tra milioni di incognite

Dopo quattro anni di distanza da “La terra sotto i piedi”, torna Daniele Silvestri con il suo decimo album in studio, “Disco X”

X è una lettera ambigua, raramente utilizzata in italiano se non per quelle parole di derivazione latina o nord europee.

Un manifesto di rottura, un ponte che collega due sponde di un fiume. Un imprevisto che ti porta a rivedere le tue priorità, una variabile che ti spinge al punto di partenza. Nodi da sciogliere, decisioni da prendere o, più banalmente, un numero romano, “dieci”, proprio come il totale degli album in carriera dell’artista romano classe ’68.

Un album maturo, dalle mille sfaccettature

X, come incognita, l’ennesima, dalla quale nasce un album solido, dalle mille sfaccettature.

Undici storie – con l’aggiunta di una bonus track finale – che esprimono coerentemente lo storytelling che contraddistingue Daniele fin dal primissimo ascolto.

Che sia scanzonato con la giusta disinvoltura o ponderato caciarone dotato di comunicazione assertiva, Silvestri conferma la sua eccelsa capacità di evocare sapientemente frammenti di autentica leggerezza ed amare riflessioni: intuizioni e fotografie sull’amore, sulla guerra e sulla condizione sociale che vengono tracciate con una matita dai tratti delicati quanto ruvidi e riflessivi.

Piccole grandi storie di vita quotidiana

Dal punto di vista musicale, Silvestri coglie l’opportunità di abbracciare nuove forme espressive ancora inesplorate. Contaminazioni rap ed elettroniche si amalgamano senza difficoltà alle sonorità jazz, reggae, pop rock, latin e funk, tipiche del repertorio dell’autore di “Occhi da orientale” e “Salirò”.

“Disco X” ricorda romanticamente Lucio Dalla (in particolare nei brani “Colpa del fonico” e “Scrupoli”), racconta piccole grandi storie di vita quotidiana ed è impreziosito da molteplici featuring.

Frankie hi-nrg mc, Davide Shorty, Wrongonyou, Giorgia, Eva Poles (Prozac+), Emanuela Fanelli, Franco126, Selton e Fulminacci, più che semplici collaborazioni sono dei veri e propri legami simbiotici che, con perfetta aderenza e sintonia, trovano il loro posto completando i brani.

Un disco capace di sorprendere

In sostanza, un album che riflette l’essenza poliedrica di Silvestri e che, pur muovendosi nella traiettoria cantautoriale dell’artista, riesce ancora a sorprendere.

Da segnalare, “Mar Ciai”, “Cinema d’essai” e “L’uomo allo specchio”, tre perle capaci di riempire i polmoni con aria e parole così intime e raffinate.

Daniele, è il fratello maggiore del panorama musicale italiano, un artigiano in grado di resistere alle politiche degli algoritmi e che tenta – con ottimi risultati – di scardinare l’idea di hype momentaneo con un disco maturo, al passo con i tempi e capace di guardare oltre all’effimera visibilità dei suoi colleghi da milioni di streams.

“Disco X” è un album da ascoltare, anche se, per una volta, possiamo concederci il lusso di utilizzare un verbo simile ma differente: sentire.

A cura di
Edoardo Siliquini

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