Il gotico è haute couture

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Il lato oscuro della moda che tutti ignorano

Nel periodo di Halloween emergono dal cassetto tutti quei capi che normalmente non abbiamo il coraggio di sfoggiare o troviamo troppo tetri per le faccende quotidiane. Esiste una generica avversione verso lo stile gotico/dark solitamente associato al periodo dell’adolescenza, un pregiudizio che non appartiene all’universo fashion.
Il mondo della passerella ha spesso tratto esempio dai cult della cultura del macabro!
Un universo che pensiamo distante da noi, ma che ha attraversato la nostra infanzia con i film di Tim Burton e la saga sulla famiglia Addams.

Come dimenticare la figura iconica di Mercoledì Addams! Un personaggio che rappresenta a pieno il concetto di antieroe, ma sempre amata e compatita dagli spettatori. Tanto popolare da diventare una della maschere più amate per la festività di Halloween e da ispirare una serie monografica firmato proprio Tim Burton.

Mercoledì Addams nella serie di Tim Burton

Niente di più sensuale che il misterioso, l’oscuro, il proibito. Dobbiamo cancellare il mito dell’assenza di questo mondo dall’alta moda. Quando si pensa all’haute couture vengono subito in mente i pastelli di Dior e il forte uso dei colori con gusto retro chic di Gucci. Tuttavia, è una modalità ristretta di considerare l’ambito.

Lo stile gotich nasce con l’omonimo genere musicale punk e con la successiva musica post-punk degli Anni 70, affrontando varie mutazioni nel tempo che l’hanno visto evolvere la tendenza dividendosi in stili e sub-culture differenti. Da quel periodo in poi è stato recuperato da molti artisti e stilisti che ne hanno rielaborato l’anima. Creando con la volontà di omaggiare i movimenti punk delle cultura postmoderna, ma conferendole un aspetto più soft ed elegante o generando completi totalmente in stile ben strutturati e coerenti in tutti i dettagli.

Alexander McQueen Primavera Estate 2012
Alexander McQueen Primavera Estate 2012

Gli elementi maggiormente riusati nelle loro collezioni sono stati: il total black, i corpetti, i pizzi, le platform, gli anfibi, gli accessori in pelle, il tartan rigorosamente in tonalità scure, gli strappi e il tulle nero. L’uso di questa tendenza conferisce all’aspetto femminile un fascino particolare. Un aspetto che ha qualcosa di romantico in senso ottocentesco, oscuro come un quadro di Caspar David Friedrich o di Füssli.

Una lista esageratamente lunga quella degli artisti che hanno fatto spesso ricorso allo stile gotico, i più noti sono: Alexander McQueen, Gucci, Etro, Versace. Ed ultimo, ma non ultimo, il re assoluto dell’haute couture Jean Paul Gaultier. La sua mente geniale ha in passato generato un’intera collezione ispirata al gotico. Serie di abiti che abbina il gothic con una tendenza spesso presente nell’universo dark, ossia lo stile vittoriano, con balze, pizzi e veli. Presentando gonne ampissime come quelle delle aristocratiche del XIX secolo, unite con oro, pizzi a ragnatela e accessori anticlericali come i veli neri uniti all’ose, nulla di più spaventosamente chic. 

Jean Paul Gaultier collezione primavera 2014

La collezione ormai lontana nel tempo, datata 2014, aveva il suo pezzo forte nell’abito da sposa nero. Capo indossato dalla celebre Drag Queen Conchita Wurst, molto ammirata e lodata dallo stesso stilista. Un abito straordinario che appare eclissato se confrontato con un’altra creazione di Jean Paul. Quale? Il vestito da regina total black indossato da Madonna al Met Gala del 2018, niente di più adatto per la cantante che ha segnato decadi di successi nella musica e svariate scelte anticonformiste, che l’hanno resa cult nel mondo della moda.

Jean Paul Gaultier e Madonna al Met Gala del 2018

In queste giornate appena dopo Halloween ci sembrava giusto puntare i riflettori su un trend, quello gotico, mai morto, sempre in agguato, eppure tanto temuto perché bisognoso di un carattere forte per essere indossato. Lo stile gothic rimane un tabù per molti, nonostante sia radicato nella moda occidentale da tempo. Noi pensiamo sia ora di sradicare queste paure e sfruttarlo anche nel quotidiano. Non è necessario aspettare Halloween per sfoggiare la parte più oscura di noi!

a cura di
Francesca Calzà

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