“Cyberpunk Edgerunners”: non solo il salvatore di “Cyberpunk 2077”

“Cyberpunk Edgerunners”: non solo il salvatore di “Cyberpunk 2077”
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Cyberpunk Edgerunners non rende solo giustizia al videogioco ma raffigura il mondo cyberpunk con espressività e profondità (contiene spoiler)

Cyberpunk Edgerunners è una serie anime distribuita da Netflix, diretta dal regista Hiroyuki Imaishi e prodotta dallo studio di animazione giapponese Trigger. La serie è ispirata all’universo videoludico di Cyberpunk 2077, videogioco sviluppato da CD Projekt, che si è occupata anche di supervisionare la produzione dell’anime.

Una trama scottante

Il protagonista è David Martinez, ragazzo impulsivo proveniente da una famiglia umile, che nonostante ciò frequenta una prestigiosa accademia rinomata a Night City per volere della madre. L’accademia fa parte della Arasaka Corporation, nota corporazione che si occupa di sicurezza e produzione di tecnologia militare.

Il viaggio di David comincia con la perdita della madre a causa di un incidente. Si ritrovando quindi solo, indebitato e sfrattato in una città del 2076 degradata e corrotta dalle corporazioni.

Il ritrovamento di un impianto tecnologico militare lo spinge, in un atto di disperazione, ad installarselo nonostante gli avvertimenti del suo bisturi (tecno-chirurgo). L’utilizzo inappropriato di tale dispositivo lo porta ad essere notato dall’Arasaka e da una ladra e netrunner, Lucy, componente di un gruppo criminale.

L’uso dell’impianto in maniera sconsiderata introduce una tematica fondamentale dell’universo Cyberpunk: la cyberpsicosi. Infatti, David non si cura del carico esercitato dall’oggetto sul suo sistema neurale, rischiando così di morire. Il suo bisturi lo avverte dei pericoli legati all’uso continuativo dello stesso che, senza le dovute precauzioni, porterebbe a conseguenze mentali e fisiche disastrose. Il ragazzo rivela di possedere una tolleranza all’impianto fuori dal normale, e ciò gli consente di entrare nella banda di Maine, capo del gruppo criminale dei Cyberpunk. Qui comincia la sua carriera da edgerunner.

Fonte: cdn.vox-cdn.com
Una città bella e dannata

A livello visivo Night City viene rappresentata in maniera eccelsa, i riferimenti al videogioco restituiscono la stessa sensazione per chi ha vissuto l’esperienza videoludica. L’utilizzo di colori vivaci e accesi restituisce alla metropoli un aspetto meno cupo, in cui:

Il focus viene traslato dall’immersività alla credibilità di un mondo cyberpunk dominato dall’eccentricità e dal degrado sociale.

Rafal Jaki

È su questo aspetto che concentriamo l’attenzione: la raffigurazione di una città dominata dal classismo, in cui l’individuo comune è costretto a lottare quotidianamente per sopravvivere. Night City è bellissima ma andando oltre le luci al neon e i grandi grattaceli la sua natura è crudele.

Il tragico incidente costringe David ad assistere al vero volto della grande mela distopica. Il quadro restituito lascia intuire fin da subito che la criminalità per molti abitanti di Night City è una via per la libertà e per contrastare il classismo e le corporazioni.

L’uomo si vede costretto a modificare il suo corpo e sostituirne le parti con impianti, perdendo lentamente la propria umanità e in alcuni casi sfociando nella pazzia.

Caratterizzazione non al top

I protagonisti indiscussi della serie sono David e Lucy. David Martinez, che insegue il sogno di diventare qualcuno, non è proprio associabile al classico eroe fiabesco, è più che altro una sorta di anti-eroe.

Ciò che spinge il ragazzo a diventare un criminale è il tragico evento vissuto, ritrovandosi senza alternative, ma con la consapevolezza di voler cambiare la propria vita in meglio. Il suo comportamento oscilla tra il bene e il male, il confine tra questi due risulta essere sempre più labile man mano che ci si avvicina alla conclusione della storia ed è proprio questo a lasciare lo spettatore costantemente col fiato sospeso.

La psicologia di David è strettamente legata al rapporto creatosi con la co-protagonista Lucy, avvolta da un alone enigmatico, che ci lascia fino alla fine senza vere e proprie risposte. Forse il personaggio più interessante della serie ma al quale non viene concesso abbastanza spazio per esprimersi al meglio.

Gli altri personaggi non vengono in maniera approfondita, i componenti della banda di Maine, vengono utilizzati solo per snodi della trama fondamentali, niente di più. Maine, il capo dei Cyberpunk, ha il ruolo di portare David ad evolversi e a crescere, nonostante non sia il migliore degli esempi da seguire.

Maine, schiavo della tecnologia e di impianti al cromo, rappresenta il percorso che conduce alla cyberpsicosi. Nonostante in fondo sia un brav’uomo finirà per fare del male a chi gli sta vicino senza volerlo.

Fonte: static.gamevicio.com
Love story? Sì, ma un po’ scontata

David e Lucy attraversano un burrascoso rapporto sentimentale, al quale però non segue un lieto fine. È proprio qui che la serie colpisce nel cuore degli spettatori con la classica storiella pre-confezionata, che funziona seppur scontata.

La componente amorosa si ritrova ad essere funzionale alla narrazione, costruita ad hoc per coinvolgere lo spettatore. Il legame con Lucy porta David a non arrendersi e a porsi come obiettivo la realizzazione del sogno della sua amata a costo di morire.

L’inserimento di una love story struggente senza lieto fine accompagna la narrazione con una nota malinconica, che affianca la violenza brutale e splatter della serie, fondendosi benissimo, anche grazie alle colonne sonore azzeccatissime, “I really want to stay at your house”, inserite per enfatizzare i momenti più emozionanti dei due protagonisti.

Tiriamo le somme

Cyberpunk Edgerunners si dimostra essere all’altezza di altri prodotti di punta di casa Trigger: azione, violenza, splatter accompagnati da una love story prevedibile ma che funziona. La caratterizzazione di alcuni personaggi secondari è stata trascurata e lasciata da parte per focalizzarsi sui due protagonisti, ma la profondità con la quale vengono trattati temi legati al mondo cyberpunk nonostante la componente adrenalinica, è punto di forza della serie.

Insomma, Edgerunners non è da etichettare esclusivamente come salvatore del videogioco che ha visto, dopo l’uscita su Netflix, un aumento esponenziale dei giocatori attivi. Un prodotto dal carattere ben definito, appagante visivamente, adrenalinico ed emozionante che merita assolutamente la visione.

a cura di
Lorenzo De Bonis

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