L’universo illustrato di Asia Carbone

L’universo illustrato di Asia Carbone
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Asia Carbone è un’illustratrice classe ’93 nata a Reggio Calabria. Consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti in Arti visive e Discipline dello spettacolo, per poi trasferirsi a Bologna, dove attualmente vive.

Ha frequentato corsi di design e illustrazione, entrando a contatto con professionisti del settore quali Octavia Monaco, Simone Rea, Joanna Concejo e molti altri. Nel 2019 consegue il diploma in Illustrazione per l’editoria al Master “Ars in Fabula” a Macerata e, ad oggi, sta lavorando alla pubblicazione del suo primo libro.

L’universo illustrato di Asia Carbone affonda le radici nell’infanzia – nella sua, ma anche nella nostra – e si traduce in immagini squisitamente poetiche. La magia di cieli rossissimi e di chiome azzurre, la forza narrativa dei dettagli e la scelta di soggetti sempre diversi con cui lo spettatore empatizza all’istante: le illustrazioni di Asia Carbone nascono e si sviluppano così, mantenendo la sorprendente capacità di arricchire l’immaginazione dei bambini, ma anche quella degli adulti.

In occasione della sua permanenza virtuale sulla nostra pagina dal 15 al 30 settembre, ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Asia e di sbirciare un po’ nel suo immaginario artistico.

Ecco che cosa ci ha raccontato nell’intervista.

C’è probabilmente un esatto momento nella vita di ognuno che corrisponde ad un’epifania decisiva, come un fulmine a ciel sereno: l’istante in cui capisci cosa vuoi fare “da grande”, dedicandoti totalmente a quell’esatta attività, passione, lavoro che più di tutti ti appaga e completa. Quand’è che tu hai capito di voler diventare un’illustratrice?

Durante gli anni del liceo, mi sono approcciata a diverse materie artistiche, tentando quindi la strada della pittura, poi della ritrattistica, infine del fumetto. Nonostante quest’ultima mi piacesse particolarmente, non sentivo ancora di aver trovato quella appartenenza che stavo cercando, fin quando, partecipando ad una mostra scolastica, non vidi le opere di alcune colleghe più grandi. Volevo fare quello, ma “quello” non aveva ancora un nome. Fu legando con queste ragazze che scoprii l’illustrazione per l’editoria e furono sempre loro a indirizzarmi verso gli artisti “giusti” da seguire e studiare.

Più tardi, maturai la convinzione che da grandi si dovrebbe fare ciò che si era soliti sognare da piccoli. Un mio amico, oggi sacerdote, giocava continuamente a celebrare il matrimonio dei suoi genitori. Un altro spendeva tutto il suo tempo con una chitarra giocattolo e oggi suona in una band. Io scrivevo e illustravo fiabe per mio fratello, e oggi sono un’illustratrice.

Il tuo è uno stile assolutamente riconoscibile e la maggior parte dei soggetti che ritrai nei tuoi disegni sembrano usciti dalle fiabe per bambini, pur mantenendo l’intrinseca capacità di destare anche l’attenzione di occhi adulti. Cosa ti ha avvicinata al mondo dell’editoria per bambini?

Andare in libreria. Sono cresciuta in una città di mare e, nei mesi invernali, oltre alle lunghe passeggiate in centro, non vi era molto da fare. Non troppo lontano da casa mia c’è una libreria e spesso mi avventuravo fin là, spulciando romanzi e fumetti. Lì conobbi i libri di Rébecca Dautremer, illustratrice francese.

La riconoscibilità dei miei disegni è data dalla somma dello studio dei vari artisti che mi hanno fatto innamorare e che oggi, forse, non vedresti più nelle mie illustrazioni, ma ci sono. Allora immagina che, prima di oggi, ho conosciuto Lorenzo Mattotti, Felicita Sala, Alexis Deacon, Isabelle Arsenault, Gianni Rodari, Anthony Browne, Jon Klassen, Egon Schiele, Gaetano Previati e, prima ancora, mi sono seduta in libreria e ho aperto un libro di Rébecca Dautremer. Quello è il momento.

Le quindici illustrazioni che proporrai per la nostra pagina saranno una singolare trasposizione illustrata di una poesia di Pablo Neruda, “Oda al día feliz” (“Ode al giorno felice”). Quale sarà il filo conduttore tra le quindici illustrazioni, il concept del progetto?

Quando mi è stato chiesto di “prestare” quindici illustrazioni per The Soundchek, ho subito pensato  di fare una cernita tra i disegni già prodotti. Poi mi è stato detto che ad ognuno avrei dovuto affibbiare un titolo e quindi mi è balenata subito l’idea di raccontare una storia in quindici fasi.

“Ode al dìa feliz” di Pablo Neruda inizia con un bel “Questa volta lasciate che io sia felice”, che sa un po’ di rinascita, un po’ di rivalsa. Ho immaginato di poter far interpretare la parte del protagonista ad un papero che nasce e si trova a dover capire cosa sia questa felicità. Ogni illustrazione ha una sua storia indipendente, ma viene collegata alle altre attraverso il papero che, come osservatore, figura in ogni scena (anche se a volte si nasconde!).

Parlaci dei tuoi progetti futuri! Cosa e dove potremo trovare altri progetti firmati Asia Carbone nei prossimi mesi?

Innanzitutto sulla mia pagina Instagram, dove pubblico tutte le mie illustrazioni. Da poco mi sto dedicando all’arte della ritrattistica, quindi prendo in prestito dei soggetti e cerco di trasporre sul foglio non solo ciò che i miei occhi vedono ma ciò che io conosco di loro: un gesto, una postura, una gentilezza nel carattere.

Inoltre, in primavera dovrebbe uscire in libreria il mio primo albo illustrato edito dalla Sinnos. Ho finito di lavorarvi poche settimane fa e, proprio come il papero delle mie ultime illustrazioni, sto solo aspettando di vederlo nascere.

a cura di
Annalisa Senatore

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Annalisa Senatore

Annalisa Senatore

Annalisa all’anagrafe, ma sul web e nel cuore lei è @annamatita_. Nata e cresciuta a Siracusa, ha una laurea in psicologia, una in neuroscienze, un master in comunicazione digitale eeeee Macarena! Vive a Bologna dal 2015 ed è proprio in questa meravigliosa città che ha conseguito la prestigiosa specialistica in “Casi umani: dove trovarli (e lasciarli)”. Social media manager, press officer, sniffatrice seriale di libri, sosia ufficiale di Amy Winehouse e orgogliosissima Serpeverde.

4 pensieri su “L’universo illustrato di Asia Carbone

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