Jamila e La dottrina delle piccole cose

Jamila e La dottrina delle piccole cose
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19 anni, dreadlock e un sorriso smagliante. Jamila Kasraoui, in arte Jamila, si avvicina alla musica a 6 anni, suonando la batteria. Passando per il pianoforte, approda poi allo studio del canto e della chitarra trovando in essi una dimensione. L’entusiasmo che riesce a trasmettere con la sua musica è diretto, arriva subito.

Un entusiasmo leggero, pacato ma non superficiale come dimostra il singolo d’esordio “La dottrina delle piccole cose” targato Ferramenta Dischi. Jamila mostra infatti sensibilità nel riflettere sulla fine della relazione amorosa. Quel momento in cui bisogna riappropriarsi di quella quotidianità e di quei gesti che si era abituati a condividere.

Da quanto ci ha raccontato, anche con un certo candore, la relazione raccontata nel brano ha trovato di nuovo un lieto fine: «Questo brano, come si evince da quello che ho scritto, è dedicato alla mia (ex) compagna, all’essenza del nostro rapporto e stile di vita. Aneddoto e simbolo del nostro legame è l’origine del titolo stesso, Infatti la sua tesina per la maturità si intitolava “L’importanza delle piccole cose” titolo che racchiude il nostro essere e il motivo per il quale ci amiamo. Questa canzone è una grandissima dichiarazione d’amore, ogni giorno la ascoltiamo insieme e vi troviamo nuovi significati. È un regalo per lei, proprio per questo ho deciso di donarle metà dei miei diritti d’autrice, un modo speciale per festeggiare il nostro anniversario».

La collaborazione con Zibba e i primi concerti

Uscito lo scorso 12 giugno il brano è stato prodotto da Zibba che ha curato la produzione musicale anche dell’album che dovrebbe uscire a breve, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Autore musicale affermato nel panorama italiano (ha scritto per Elodie, Patty Pravo, Marco Masini, Fiorella Mannoia e tanti altri), Zibba ha ricoperto un ruolo importante, racconta la cantautrice:

«La collaborazione con Zibba è nata grazie a Simona, una ragazza dell’etichetta, che ha pensato che il mio progetto avrebbe potuto interessarlo. Lavorare con lui è stato costruttivo sotto vari punti di vista, ma soprattutto ho avuto la fortuna di trovare in lui una persona con cui condividere molti approcci alla musica e alla vita in generale. Mi ha fornito degli strumenti scrivere e lavorare meglio sui testi e sulla musica, per avvicinarmi sempre di più a ciò che voglio».

L’album uscente non sarà comunque il suo primissimo lavoro, nel 2018 infatti ha pubblicato su Spotify un album di 10 brani interamente autoprodotto, EGO. Registrato con l’IPhone e con il solo ausilio della chitarra, l’album è sicuramente poco pretenzioso e musicalmente grezzo, ma rivela già una certa capacità di scrittura di Jamila che cattura sullo sfondo di Scandicci (Firenze) dieci piccoli bozzetti impressionistici fatti di sensazioni, emozioni e pensieri sfuggenti.

È un regalo per lei, proprio per questo ho deciso di donarle metà dei miei diritti d’autrice

Al talento di Jamila non dovrebbero essere rimasti indifferenti neanche artisti come Brunori Sas e Dente, per i quali ha rispettivamente aperto i concerti del 29 agosto al Maco Festival a Ottati (Sa) e del 3 settembre al Premio Bindi a Santa Margherita Ligure (Ge).

«Aprire i concerti di Brunori Sas e Dente è stato totalmente inaspettato. Il tempo che ha preceduto l’esperienza vera e propria mi è servito per metabolizzare una notizia così forte e impegnativa sotto molti aspetti. Mii è tornato utile per presentarmi li sicura di me e delle cose che ho da dire. Questi due artisti sono entrambi cantautori che hanno formato il mio modo di scrivere, pensare e vivere la musica perciò descrivere a parole le vere sensazioni provate risulterebbe effimero e limitante. Emozionante sicuramente è una parola che racchiude almeno la metà di ciò che questa esperienza ha significato per me».

Che Jamila sia una delle rivelazioni di questo inverno?

a cura di
Angelo Baldini

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Angelo Baldini

Angelo Baldini

Nato a Napoli nel 1996 studia Giornalismo e cultura Editoriale presso l'Università degli studi di Parma. Collabora con Eroica Fenice di Napoli e con ParmAteneo. Crede in poche cose: in Pif, in Isaac Asimov, in Gigione e nella calma e nella pazienza di mia nonna Teresa.

2 pensieri su “Jamila e La dottrina delle piccole cose

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