A Firenze la mostra fotografica Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution

A Firenze la mostra fotografica Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution
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A Firenze per incontrare un amico. Che s’è perso un po’, da un po’. Ma pur sempre un amico con cui sei cresciuto. Anche se non lo sento più molto spesso, rimane sempre un collegamento sottile, robusto, indelebile tra me e lui. Ci siamo incontrati a Firenze, città importante sotto diversi aspetti per il sottoscritto. È per questo che incontrare di nuovo una persona importante, seppure solo in foto, alla mostra Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution, ha un sapore particolare.

Dallo stereo, dalle musicassette, dai CD, da qualche foto sfocata

Kurt Cobain per il sottoscritto è sempre stato una sorta di guida, di fratello maggiore, verso cui guardare con empatia. Un punto di riferimento per le cose da fare e da non fare. Dopotutto, un esempio deve insegnarti sia il bene, sia il male. Sta poi a noi differenziare e capire cosa seguire e cosa evitare.

È per questo che la mostra, organizzata da ONO arte contemporanea, OEO Firenze Art e Le Nozze di Figaro e in collaborazione con MUS.E., è particolarmente significativa per chi affonda radici musicali – e non solo – nella Seattle dei ’90.

“I’ve been locked inside your heart-shaped box” (ph: © Michael Lavine)

A Palazzo Medici Riccardi sono presenti ben 80 scatti di Michael Lavine e Charles Peterson, due fotografi importantissimi non solo per la storia dei Nirvana, ma anche per tutto il movimento Grunge e della scena di Seattle.

I colori saturi di Peterson (celebri le session per Nevermind e il periodo immediatamente precedente a In Utero), il bianco e nero di Lavine, il patinato di uno contro la scompostezza dell’altro.

Esattamente come erano i Nirvana. Esattamente come era la scena culturale di Seattle e più in generale dell’underground americano, fatta di ragazzi alla ricerca di punti di riferimento. Che diventavano, spesso e giocoforza, altri ragazzi come loro.

“Non ho mai saputo come rapportarmi con il successo. Se ci fosse stato un corso per come essere una rockstar lo avrei frequentato volentieri. Magari mi sarebbe stato utile”
(Kurt Cobain)

“I’m so happy, ’cause today I’ve found my friends” (ph: ©Michael Lavine)

La mostra Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution

Entrare accolti da una gigantografia di Kurt Cobain giovane, poco più che ventenne, in sottofondo On A Plain e successivamente Would? Degli Alice In Chains, è felicemente destabilizzante per un “emotivo novantiano” come me.

Ottanta foto, molte in prima tiratura, altre gigantografie. Concerti, moshpit, strumenti distrutti, Frances Bean che corre goffamente verso il papà che si affaccia da una porta. Ma anche Soundgarden, Mudhoney, Pearl Jam. La scena di Seattle che cerca di emergere alzando polvere e terra.

È un viaggio verso e attraverso un’epoca oramai davvero lontana, quegli Anni ’90 che hai vissuto o che hai solo assaporato di sfuggita, di riflesso. E gli scatti, questi 80 scatti, mostrano l’evoluzione del Grunge nei passi, nei salti, nelle grida di Kurt e dei Nirvana.

“I have never failed to fail” (ph: © Charles Peterson / Retna Ltd)
Come as you are, as you were

Vieni così come sei, come eri. Ossia vai avanti, pensando anche a come eri, chi eri. Gli scatti di Peterson e Lavine ti fanno realizzare ancor di più l’evoluzione di Kurt Cobain come persona, oltre al “musicista maledetto” (che brutta definizione).

Un ragazzino della provincia, coi capelli lunghi, il sorriso un po’ forzato ma con della speranza, la t-shirt del suo gruppo preferito. Poi il ragazzo che si scaraventa sulla batteria, quindi il successo che si scaraventa contro di lui. Uno sbadiglio, la faccia un po’ sognante – ancora per un po’ -. La dolcezza e l’amore per un cucciolo d’essere umano dal nome di Frances Bean, l’urlo a occhi chiusi contro un microfono.

Ne vale la pena, sempre

La mostra Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution è a Firenze, presso il Palazzo Medici Riccardi, fino al 18 ottobre. Avete ancora tempo per andare, per assaporare. E, se siete stronzi sensibili amanti di quei polverosi, sporchi, destabilizzati anni ’90 come il qui presente scribacchino, è un’occasione immancabile.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

2 pensieri su “A Firenze la mostra fotografica Come As You Are: Kurt Cobain And The Grunge Revolution

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