Crisi d’astinenza per i concerti? I Kuadra pubblicano un disco live

Crisi d’astinenza per i concerti? I Kuadra pubblicano un disco live
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Nel cuore della quarantena e nel periodo più critico che potesse passare la musica dal vivo, i Kuadra decidono di pubblicare un EP live (il primo di una serie) dal titolo Cosa ti è successo, vol. 1 (live). Un nuovo capitolo per la band lombarda che è ormai un cult per il suo rock viscerale e violento, grazie anche alla produzione di Giulio Ragno Favero (de Il Teatro Degli Orrori).

I Kuadra sono una band Rock/Rap/Elettronica. Hanno alle spalle tre album e oltre duecento concerti in tutta la penisola e in Europa. I testi in Italiano parlano di vita, di morte e di miracoli. Nella seconda metà del 2019 uscirà il loro quarto album, registrato e mixato da Giulio Ragno Favero, che ne ha curato anche la direzione artistica. Il 25 aprile 2020 hanno pubblicato una personalissima cover di Bella Ciao.

Ciao ragazzi, come sta andando questa quarantena?

Fortunatamente abbiamo continuato a lavorare, ci siamo tenuti attivi. Diciamo che non siamo tra quelli che possono lamentarsi, questa quarantena per molti è stata un dramma, se non una tragedia.

Cosa fate tutto il giorno? Da quanto non vi vedete?

Van, batterista, è rimasto bloccato in Vietnam a causa della chiusura degli aeroporti, non lo vediamo da più di tre mesi, se non ovviamente in videochiamata. Abbiamo comunque cercato di fare qualcosa insieme a distanza producendo Bella Ciao 2020 per la festa della Liberazione e lavorando al live che abbiamo pubblicato da poco.

Come mai uscire con un disco live, in un periodo in cui i live non possono essere fatti? È un messaggio? Quando, secondo voi, si potrà continuare a suonare?

Avevamo già pensato di pubblicare del materiale live, sia audio che video, lo stop della quarantena ci ha dato l’impulso per realizzare quest’idea, forse era un tentativo inconscio di sopperire alla mancanza di concerti. L’incertezza sul futuro degli eventi è tosta da reggere per chi come noi crede che i concerti siano il momento più importante per chi fa musica, come il culmine di un lungo e duro lavoro. Abbiamo letto che le agenzie che organizzano grandi eventi rimandano tutto al 2021, riprendere con il virus ancora in circolo è un rischio che pochi vorrebbero assumersi ed è comprensibile.

Non siamo mai stati a un vostro live. Com’è? E quanto si suda?

Solitamente dopo un nostro concerto i vestiti sono da buttare. Non ci risparmiamo mai, davvero. Saliamo sul palco col desiderio di travolgere il pubblico, emotivamente. Per noi i live sono un rito e non vediamo l’ora che voi ne facciate parte.

Arriverà anche la parte due? Come mai separare le due uscite?

Arriverà presto. I brani della seconda parte sono stati registrati in un concerto diverso, allo Spazio 23 di Gallarate, per questo la scelta di dividere in due l’uscita.

Ai vostri lavori recenti collaborano anche Kole Laca e Giulio Ragno Favero de Il Teatro Degli Orrori? Ci raccontate qualcosa in più su di loro? Come vi siete conosciuti?

Con Giulio abbiamo subito messo in chiaro una cosa importante, affidargli la produzione artistica per noi significava dargli piena fiducia, gli abbiamo chiesto di non risparmiarsi e non l’ha fatto, anzi, ha messo davvero più di quanto ci aspettassimo, in termini di passione e dedizione. Ha curato il progetto dalle pre-produzioni, era presente anche nella fase di master. Possiamo dire che in questo album ci ha messo tutto se stesso. Dopo aver ascoltato i brani ci chiedevamo chi ci avesse potuto dedicarsi all’elettronica dal vivo, proprio Giulio ci disse di chiamare Kole che aveva lavorato con lui nel Teatro Degli Orrori. Kole è stato un bell’incontro, umano e professionale, Speriamo di poter continuare a collaborare con entrambi.

Che cosa ha insegnato il periodo di quarantena ai musicisti?

Che la musica senza aggregazione perde una delle sue funzioni fondamentali. Suonare a distanza è un esperimento interessante, ma uno schermo non può trasmettere il calore e le vibrazioni che vengono condivise durante una performance.

a cura di
Conza Press

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