Claudio Trotta, intervista sul futuro della musica live in Italia

Claudio Trotta, intervista sul futuro della musica live in Italia
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Fondatore di Barley Arts e del progetto Slow Music (scarica qui il manifesto), Claudio Trotta è tra gli addetti al settore più attivi nei media nelle ultime settimane; spesso è stato protagonista di interviste dove ha proposto soluzioni per il rilancio di un settore, quello della musica live, penalizzato dalla pandemia Covid-19. Eventi che, seppur in forma ridotta e non prevedendo i grandi eventi che caratterizzano la stagione, partiranno già nel corso delle prossime settimane.

Con l’occasione siamo entrati in contatto con Claudio Trotta per capire l’impatto di questa pandemia nel settore della musica live. Ma anche, e soprattutto, per comprendere maggiori dettagli su un futuro che ad oggi presenta ancora molte incognite.

Partiamo dalla notizia più recente. Nei giorni scorsi all’Antitrust e alla Commissione Europea sono pervenute segnalazioni sulla correttezza dell’applicazione, prevista da una normativa, del rimborso tramite voucher e non tramite rimborso monetario diretto. In che posizione ti poni? E soprattutto, nel caso di concerti annullati come quello di Paul McCartney, è corretto prevedere un voucher?

Il sistema dei voucher è fondamentale per il sostegno dell’intero spettacolo dal vivo e dei produttori, promoter e teatri indipendenti che non hanno accesso al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo), in particolar modo per il sostegno delle fasce più deboli dei vari professionisti e partita IVA. I produttori di tour di artisti Italiani che ne faranno uso dovrebbero sentirsi tenuti ad anticipare parte degli interi compensi, concordati alla maestranze prima del posticipo o della cancellazione degli spettacoli o tour, in una proporzione adeguata, credo non inferiore al 30% della cifra totale pattuita contrattualmente prima del Covid-19.

In caso di cancellazioni di artisti internazionali di grande rilievo, senza la comunicazione della riprogrammazione per il 2021 degli spettacoli entro 90 giorni dalla data prevista originariamente per la effettuazione dello spettacolo, qualora l’acquirente non accetti il voucher dovrebbe a mio parere essere effettuato il rimborso. Allo stato dell’arte sono in corso rielaborazioni del sistema da parte delle parti in causa e della commissione delle Politiche dell’Unione Europea alle quali Slow Music ed io stiamo contribuendo. Credo che entro la fine del mese ci saranno novità in merito.

Covid-19 ha minato in maniera importante l’attività dell’entertainment nel senso più ampio per buona parte dell’anno corrente. Pur con risposte effettivamente tardive, come giudichi l’operato delle istituzioni governative e delle associazioni di categoria, come ad esempio la SIAE?

La disattenzione del governo Italiano relativamente al mondo dello spettacolo, dell’arte e della Bellezza, primari nella Cultura Italiana, oltre ad essere anti storica e anti economica è inquietante e totalmente ingiustificata. Il piano Colao, come indicato molto bene da Filippo Del Corno (Assessore alla Cultura del Comune di Milano) nella citazione che riporto qui sotto, non nomina mai lo spettacolo:

“Potreste immaginare un Paese che riesce in un colpo solo, e in 121 pagine, a dimenticare di essere la patria di Carlo Goldoni, di Giuseppe Verdi, di Luigi Pirandello, di Anna Magnani, di Giorgio Strehler, di Federico Fellini, di Mariangela Melato, di Carla Fracci, di Riccardo Muti, di Mina, di Roberto Bolle, di Emma Dante, di Eros Ramazzotti? Quel Paese esiste, è l’Italia 2020/2022 del Comitato di esperti che ne ha immaginato il rilancio senza mai neanche nominare la parola: spettacolo”.

Filippo Del Corno
Buona parte dei big nazionali hanno optato per uno stop totale della stagione estiva dei concerti. Come si è posta Barley Arts in questo contesto? Farete uno stop totale anche voi o organizzerete alcuni eventi tenendo conto delle normative attuali?

C’è solo una maniera di porsi ed è quella di impegnarsi per lavorare e per far sì che questa lunga emergenza sia utilizzata per risvegliare le coscienze di chi crede nella qualità e non solo nella quantità, nella importanza della identità e imprenditorialità del territorio e non solo nella omologazione e nel consolidamento del potere centrale in poche mani, con la certa conseguenza di abusi di posizione dominante che generano effetti negativi sull’economia e la vita delle persone e dei fruitori di spettacolo, per non parlare del futuro delle nuove generazioni che vogliano lavorare nello stesso.

È evidente che gli spettacoli di massa non si potranno fare per molti mesi, ma è altrettanto vero che la stragrande maggioranza degli spettacoli in Italia e nel mondo non si svolge in stadi, autodromi ed ippodromi ma in location che vanno da poche centinaia di persone a qualche migliaio. Questi spazi fisici e artistici devono riaprire con la possibilità di sostenersi e lo devono e possono fare nel corso di quest’estate 2020, rispettando le cautele necessarie per la salute dei lavoratori dello spettacolo, degli artisti e del pubblico.

Il Friuli Venezia Giulia ha confermato che durante l’estate 2020 in Regione si terranno eventi, questo anche grazie a sinergie tra gli operatori del settore. Vedi positivamente tutto ciò? E ritieni che un progetto di questo tipo sia replicabile a livello nazionale?

Molto positivo e replicabile, certo.

Il Covid-19 mieterà alcune vittime più o meno illustri nel panorama nazionale? Qualche operatore, che sia promoter o un club, sarà costretto ad abbandonare?

Penso che il rischio che molti indipendenti non ce la possano fare sia reale e la possibilità che le corporation ne approfittino è altrettanto palpabile.

I live in streaming hanno caratterizzato parte del periodo del lockdown. C’è il rischio che gli artisti si sleghino da intermediari ed inizino a muoversi in maniera indipendente?

Che brutta parola hai usato… Intermediari… Credo che lo streaming sia un mezzo utilizzabile aggiuntivo ma che non possa sostituirsi alla rappresentazione live che ha due millenni di repliche alle spalle. Credo altresì che gli artisti tendenzialmente non siano certamente la categoria umana più leale immaginabile e che se e quando possano avere un contatto commerciale diretto con i loro fans lo utilizzino senza colpo ferire. Lo streaming, come la vendita di merchandising e di contenuti dai propri social, è già in essere. Credo che questa prassi non potrà altro che aumentare.

In molti davano per certo bike-in, drive-in e concerti in streaming come formula per recuperare parte delle attività. Possiamo considerare queste come ipotesi senza senso? 

Sì, assolutamente, e non sprecherei altre parole a proposito.

Gli eventi degli ultimi mesi hanno costretto voi promoter a riprogrammare del tutto eventi futuri? Vi siete trovati a dover cancellare eventi già contrattualizzati e non ancora annunciati al pubblico?

Sì a tutte le due le domande.

Covid-19 ha frenato un settore che negli anni scorsi ha dimostrato di essere in ascesa continua. Vedi il 2020 come un anno da considerare come eccezione, quindi con un 2021 capace di tornare ai ritmi precedenti? O le ricadute di quest’anno avranno una sorta di cronicità anche nei prossimi anni?

Ci sono tutti i presupposti perché il 2021 sia un anno molto ricco di offerta per il pubblico non necessariamente generata da una sufficiente domanda; soprattutto, se come credo, le condizioni economiche delle famiglie italiane saranno disastrate e se come temo i prezzi dei biglietti cresceranno ulteriormente.

Personalmente non sono un fautore della crescita a tutti i costi; non considero che la qualità della vita sia direttamente legata alla crescita del PIL. Mi auguro una maggiore coscienza civile ed ecologica da parte di molti cantanti, gruppi e artisti che mi pare spesso predichino molto bene ma che altrettanto frequentemente razzolino molto male, con questa dissennata corsa agli “armamenti” di produzioni e di spettacoli sempre più imponenti ed estremamente impattanti sulla natura e l’ambiente in cui viviamo.

Puoi parlarmi del progetto Slow Music? Come è nato e quali sono i suoi obiettivi?

Ho immaginato e creato Slow Music come una sorta di Arca di Noè della Bellezza. La Bellezza della indipendenza e della ricchezza del territorio. La Bellezza di chi costruisce strumenti musicali nella propria bottega, di chi vende vinile nei propri negozi; di chi insegna Musica nelle proprie scuole, di chi suona musica originale e legata alle proprie radici: di chi alimenta club, teatri, location, spazi naturali e storici con la adeguata rappresentazione artistica ma anche tecnica. La Bellezza di chi ha visioni, idee e progetti locali con una prospettiva ed una metodologia internazionale. 

Sei sempre stato in prima linea, spendendoti anche in maniera pubblica, sul fenomeno del secondary ticketing. Con l’avvento di alcune piattaforme come ad esempio Dice ritieni che il mercato italiano sia pronto ad una digitalizzazione completa del biglietto e ad una gestione dello stesso nei circuiti secondari?

La smaterializzazione del biglietto è la soluzione per ridurre i costi delle commissioni per il pubblico, per abbattere il Secondary Ticketing e per avere la tracciabilità sanitaria del pubblico.

a cura di
Nicola Lucchetta

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