Disco Zodiac: “A volte dobbiamo chiudere gli occhi per non precipitare”

Disco Zodiac: “A volte dobbiamo chiudere gli occhi per non precipitare”
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Alessio Modica, Lorenzo Lambusta, Marco Pula, Jacopo Pisu e Michele Tortora: sono loro i Disco Zodiac

Spaziando da sonorità vintage anni ’60 a quelle anni ’90, la band romana si accinge quest’anno a pubblicare il suo primo album.
Innamorata al primo ascolto del loro singolo “Vino“, non ho resistito e li ho intervistati.

Ciao ragazzi! Prima curiosità: perché “Disco Zodiac”? Credete nell’oroscopo?

È quello che credono in molti. Si, seguiamo l’oroscopo settimanale ma in realtà abbiamo rubato Zodiac al film di David Fincher e abbiamo deciso di inserirlo nel nome del nostro progetto musicale.

So che avete iniziato come cover band degli Artic Monkeys. Ascolto i vostri inediti e penso ai Daft Punk. Se doveste “etichettarvi” – passatemi l’odioso termine – con un genere musicale, quale sarebbe?

Retro Pop. Ci piace cercare di fare musica nuova sfruttando gli elementi del passato. Si, le nostre radici iniziano con l’indie rock (Arctic Monkeys, Strokes, Kooks) e sicuramente ci ha formato come rock band, ma abbiamo sempre ascoltato la French House, cosa che cerchiamo di richiamare quando possiamo.

Giorni fa parlavo di musica con un’amica, e lei sosteneva che oggi le band in Italia non funzionano. Voi che ne dite? Cosa significa essere una band emergente in questo scenario musicale italiano?

È assolutamente vero, essere una band è penalizzante al giorno d’oggi, o almeno a livello di comunicazione. È più facile diventare un’icona singolarmente, far affezionare i fan a un solo volto piuttosto che a quattro o cinque persone.

Purtroppo, si è molto legati al concetto di band come qualcosa di obsoleto. È una cosa che ci hanno sempre detto fin dall’inizio ma sono anni che suoniamo insieme e non ci importa nulla adesso di essere più vendibili. Siamo una band, facciamo la nostra musica come vogliamo noi e questa è la cosa più importante.

Platino” è il vostro ultimo singolo. Di cosa parla?

È come una poesia di incoraggiamento sul valore delle persone che spesso si sentono insicure o che non riescono a vedere la loro bellezza/forza interiore.

Paradossalmente però potrebbe essere anche il discorso che faresti alla ragazza più bella della scuola se sapessi di avere tre minuti per conquistarla o almeno io quando la canto la sento così. Abbiamo usato un testo breve ma ricco di immagini, un ritmo lento e un’atmosfera sexy.

Disco Zodiac – Platino
Salutate gli amici di The Soundcheck con una massima alla Paolo Fox!

A volte dobbiamo chiudere gli occhi per non precipitare. CIAO RAGAZZI!

a cura di
Annalisa Senatore

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Annalisa Senatore

Annalisa Senatore

Annalisa all’anagrafe, ma sul web e nel cuore lei è @annamatita_. Nata e cresciuta a Siracusa, ha una laurea in psicologia, una in neuroscienze, un master in comunicazione digitale eeeee Macarena! Vive a Bologna dal 2015 ed è proprio in questa meravigliosa città che ha conseguito la prestigiosa specialistica in “Casi umani: dove trovarli (e lasciarli)”. Social media manager, press officer, sniffatrice seriale di libri, sosia ufficiale di Amy Winehouse e orgogliosissima Serpeverde.

2 pensieri su “Disco Zodiac: “A volte dobbiamo chiudere gli occhi per non precipitare”

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