#Sanremo2020: le pagelle della seconda serata

#Sanremo2020: le pagelle della seconda serata
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Seconda serata del Festival di Sanremo. Ed è subito Fiorello vestito da Maria de Filippi. Da piegarsi in due dalle risate. Leggi oltre per scoprire le pagelle.

Ma vediamo le nostre pagelle sui 16 artisti che si sono esibiti sul palco dell’Ariston ieri sera!

GABRIELLA MARTINELLI E LULA : 7

Un bel pezzo e una interpretazione all’altezza, con grinta e precisione vocale. Brave entrambe, peccato non vederle nella fase finale.

FASMA: 6 ½ 

Un brano che gira molto bene, ma quell’autotune (vero o simulato che sia) è troppo accentuato e finisce per rovinare l’interpretazione vocale. Peccato, sarebbe stata una bella canzone se cantata normalmente.

MARCO SENTIERI: 6

Tanta interpretazione ma poco contenuto. Il pezzo, seppur con un bel testo impegnato, è un po’ insipido come melodia.

MATTEO FAUSTINI: 5 

Se l’avessi ascoltato su Spotify, al terzo falsetto buttato lì, tanto per dare un senso al brano, avrei stoppato volentieri l’ascolto. Ma era sul palco di Sanremo e quindi ce ne siamo dovuti sorbire altri 7-8 di fila. Il troppo stroppia! Nel bene e nel male.

PIERO PELU’: 6/7

Se questo brano l’avesse portato sul palco dell’Ariston un qualunque altro artista forse si sarebbe meritato anche un 7 ½ – 8, ma sentito dal vate del rock il voto cala vertiginosamente. Peccato non abbia avuto il coraggio di portare a Sanremo un pezzo di vera grinta e vero rock.

ELETTRA LAMBORGHINI: 6

Più che un voto sul brano (mediocre) o sulla sua esibizione, il mio vuole essere un incoraggiamento a Elettra. Tutti si aspettavano fuochi, fiamme, paillettes e, diciamocelo, anche un po’ di sano trash da lei. E invece è arrivata tutta intimorita, nei panni di una artista qualunque, con la voce mezza rotta dall’emozione. FORZA ELETTRA, tira fuori quello che sei e facci divertire!

ENRICO NIGIOTTI: 7+

Il brano non è niente male ma ieri sera Enrico non ha dato il meglio di sé per interpretarlo. Riascoltato questa mattina su Spotify il pezzo gira bene, con quella giusta quantità di archi per renderlo un brano romanticone strappacuore. Da Nigiotti ci si aspetta questo. Niente di più, niente di meno!

LEVANTE: 7

Levante non è fra i miei artisti preferiti, in particolare per l’intenzione con cui interpreta i suoi brani. Troppa pressione sulle parole e sulle note alte, con una cantilena che personalmente mi stanca a metà canzone. Ma il brano presentato al Festival merita un voto positivo, in particolare per l’inciso molto efficace e per le indubbie capacità canore dell’artista siciliana.

PINGUINI TATTICI NUCLEARI: 7+

Il brano è sicuramente “acchiappesco”, come direbbe Gigi Proietti, ma anche straordinariamente uguale a tutti i prodotti usciti da casa Pinguini Tattici Nucleari, dallo sposalizio con SONY in poi. Scritto bene, con parole semplici e comprensibili a tutti. Questo è l’indie signori! Ma il dubbio che mi attanaglia ascoltando i PTN è sempre quello: se togliessimo tutte quelle sequenze sparate ad alto volume cosa rimarrebbe della canzone?

TOSCA: 8

Una voce meravigliosa che scalda il cuore. Se non temessi di far squarciare in due il cielo direi che in alcuni istanti sembrava di risentire l’indimenticabile Mia Martini. Purtroppo questi sono brani che passano sotto traccia sul palco dell’Ariston. Non c’è tempo per melodie lente e ragionate. Ma la bravura di Tosca resta, quella sì! Una spanna sopra tutti.

FRANCESCO GABBANI: 8 ½ 

Quando vinci il Festival di Sanremo con un brano furbo come “Occidentali’s Karma”, sai che dovrai scontrarti per il resto della carriera con tutti quelli che si aspettano (o sperano) che tu torni sul palco con un brano simile. Ma Francesco Gabbani è un’artista che va molto oltre a qualche “Namaste Alè” cantato per aizzare il pubblico e dispiace che non sia riuscito a dimostrarlo del tutto fino ad oggi. “Viceversa” è un brano complesso, ben sviluppato e ben interpretato da Gabbani. Riascoltato più e più volte, lascia qualcosa dentro di più profondo degli altri brani in gara. Meriterebbe un posto sul podio.

PAOLO JANNACCI: 6 ½ 

Interpretazione più di cuore che di diaframma. Quando non sei un cantante vero e proprio l’unico modo con cui puoi uscirne è quello. E Jannacci, tutto sommato, non ne esce neanche malissimo. Il brano non è straordinario ma rimane una bellissima lettera d’amore a una figlia.

RANCORE: 8

A me è piaciuto e anche tanto. Non sono un amante del genere ma ho ritrovato una grinta e un artista che penso abbia molti numeri per fare bene. Bel testo e molto impegnato (e impegnativo). Bravo Rancore.

JUNIOR CALLY: 7/8

Lo confesso: non conoscevo quest’artista, se non per il fiume di polemiche che ha accompagnato la sua partecipazione al Festival e le foto pubblicate nei social. Mi aspettavo di veder salire sul palco un “mostro”, un Marilyn Manson 2 – la vendetta. E invece sale sul palco un ragazzo dal viso pulito, sbarbato, che canta un pezzo contro il populismo che imperversa in questo momento in Italia, che rimane ficcato in testa. Oh, che ve devo dì, a me il pezzo è piaciuto!

GIORDANA ANGI: 5 ½ 

Quando Giordana sale sul palco è l’1 passata. Non deve essere per nulla semplice per un’artista, in attesa dal pomeriggio, esibirsi a quell’ora. Il brano non è eccezionale, già sentito mille volte. La performance di Giordana lo è ancora meno. 

MICHELE ZARRILLO: 6/7

Zarrillo è Zarrillo. Un professionista dalla voce inconfondibile, a cui la tarda ora, a cui è costretto a esibirsi, non fa una grinza. La canzone non buca ma lui è impeccabile, come sempre!

La classifica della seconda serata

A cura di
Francesco Malferrari

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