Lekka: contro il Paese del bel canto

Lekka: contro il Paese del bel canto
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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Lekka, band di Sesto San Giovanni che ha di recente pubblicato il suo primo album dal titolo Primal Drive. Un nuovo capitolo di elettronica acidella e anticonformista a cui, forse, l’Italia non è pronta. Abbiamo parlato con loro di inizi, metodi di lavoro e identità alternative.

Buona lettura!

Partiamo dalle basi. Da dove arriva il nome Lekka? (E sappiamo il trucco che rispondete una cosa diversa ad ogni intervista, vogliamo la verità questa volta!)

Allora, visto che la mettete così dobbiamo dirvi per forza la verità…il nome Lekka deriva dal dialetto milanese: una lecca è qualcosa di forte, di impatto, proprio come la nostra musica. Ecco, ora sapete la verità. O forse no? 🙂

Siete in giro da parecchio ma questo Primal Drives è di fatto il vostro primo album. Cos’è successo nel frattempo, e come mai tutta quest’attesa?

I Lekka in effetti esistono dal 2015, ma come band vera e propria solo dall’anno successivo. Abbiamo pubblicato nel 2017 il nostro primo EP omonimo, poi siamo stati parecchio presi, tra live, studio e cambi di componenti (ora abbiamo un nuovo batterista). Per il nostro primo full lenght album, quindi, c’è voluto un po’, anche perchè siamo completamente autoprodotti.

Come nasce di fatto un brano dei Lekka? Lavorate mai a distanza?

Assolutamente sì! I brani nascono quasi sempre da me (Luca) e Matteo. A volte l’input arriva quando siamo insieme, altre volte nei momenti più impensabili. Nel secondo caso registriamo una bozza e poi ci inviamo le sessioni di lavoro su Ableton Live, così quando arriva un’idea si puó continuare il lavoro iniziato, senza necessariamente essere nello stesso luogo.

Come mai sembra così difficile tracciare una scena elettronica in Italia? Ci fate voi qualche esempio? Qualcuno di cui siete particolarmente fan in Italia (se c’è eh)?

L’Italia è il “paese del Bel Canto”, è bene tenerlo sempre a mente. Dico questo perchè nel nostro paese il pop ha ovviamente più spazio, sia a livello mainstream che a livello indipendente. Se a questa premessa aggiungiamo la difficoltà nel collocare progetti ibridi come il nostro (tra elettronica e rock), è facile capire il disagio che ci accompagna 🙂

Allora, io sono un fonico nella vita, così come Francesco (batteria), mentre Matteo insegna pianoforte e tastiere.

Siamo nuovi a Milano, anzi, a Sesto San Giovanni. Dove dovremmo assolutamente andare?

A Sesto San Giovanni? E che ci fate qui?!? 🙂

a cura di
Conza Press

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